«A scuola in pigiama (la mia esperienza con il Corona Virus)»

di Emma, 13 anni, allieva del Conservatorio di Udine

Emma, l’adolescente che ha scritto questa bellissima testimonianza, sotto una coltre di libri e giornali in uno scatto di Ettore, suo fratello minore. “Io ho preparato tutto e poi lui ha scattato”, ci ha raccontato. Meravigliosi. Grazie a loro inviamo i nostri saluti a tutte le studentesse e agli studenti italiani alle prese con il sovvertimento delle abitudini dovuto all’emergenza contagio. Forza, ragazz*!

Il mese scorso, si è sparsa una voce. Un nuovo virus è in circolazione; il Corona Virus!

All’inizio, sembrava una cosa da niente. Tutti dicevano che si era sparso solo in Cina, e che qui in Italia non sarebbe mai arrivato perché erano riusciti ad isolarlo. Ma isolare non vuol dire fermare. A poco a poco si stava spargendo in tutto il mondo. In Francia, in America, in Germania in Africa, e in molti altri Paesi.

Un giorno, andando in Conservatorio, ho notato che molti negozi erano chiusi fino a “data da destinarsi”. In città non c’era più neanche un gatto. Poi un giorno hanno chiuso anche le scuole. Fino a “data da destinarsi”. All’inizio dovevano chiudere per pochissimo tempo, poi fino al 1° marzo, poi fino al 4, fino al 16 e adesso siamo arrivati al 3 aprile.

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Festival di Sanremo: la verità vi fa male, lo so

di Roberta Valtorta

Record di ascolti e di polemiche, piedi nudi, linguaggio dei segni, reunion, familismi e monologhi che vorrebbero far dimenticare le gaffe. La nostra inviata speciale nell’insidioso mondo degli stereotipi ci riporta al lapsus freudiano che tiene insieme il mastodontico carrozzone del festival di Sanremo.

Questi sono i bozzetti degli abiti che Francesca Sofia Novello indosserà domani e sabato sera sul palco di Sanremo. La modella milanese , legata al campione di motociclismo Valentino Rossi, li ha pubblicati sul proprio profilo Instagram, alimentando così l’attesa per la propria “co-conduzione” dell’edizione 2020 del festival della canzone italiana (immagine da informazione.it)

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Liliana Segre e la cartolina della Croce Rossa: «Ci rivedremo presto»

di Liliana Segre con Daniela Palumbo

Il 20 gennaio 2020 la senatrice a vita Liliana Segre si racconterà in un incontro riservato agli studenti che si terrà a partire dalle ore 10,30 al Teatro degli Arcimboldi di Milano. La testimonianza sarà trasmessa in diretta online su http://www.corriere.it

La giornalista Paola Ciccioli, coordinatrice di Donne della realtà, per gli auguri di Buon Anno ha scelto questa foto che, sulla propria pagina Facebook, ha accompagnato con queste parole:  «Ringrazio per gli auguri ricevuti e rinnovo i miei con l’immagine sorridente di questa bambina, fotografata sulla spiaggia di Celle Ligure nel 1933 e, quasi un segno del destino, così piccolina e già alle prese con i giornali. Ora so che aveva una mamma di nome Lucia che se n’è andata quando lei non aveva neppure un anno, che era molto gelosa del suo papà Alberto, giovane e bello, che tra i nonni preferiva la nonna Bianca perché sapeva tornare bambina quando giocavano insieme. So anche che Susanna, la cameriera della nonna Olga, parlava piemontese, era di Mondovì, era cattolica, e mise in salvo tutti gli album con le foto di famiglia che restituirono a Liliana, bambina ebrea, “la vita di prima” al ritorno da Auschwitz.

Liliana Segre con Daniela Palumbo, Fino a quando la mia stella brillerà (Pickwick editore). La prima edizione di questa autobiografia molto toccante scritta per le ragazze e i ragazzi è del 2015, la senatrice ha scelto di destinare il ricavato derivante dai propri diritti all’Opera San Francesco per i poveri Onlus di Milano.

Vi proponiano un estratto dal capitolo “A casa. Ma è tutto cambiato”.

(Foto di Paola Ciccioli)

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I segreti delle Regine e dei gatti (secondo Mary Poppins)

di P. L. Travers

Gatto e Gattino fotografati da Paola Ciccioli

Michele ha un gran mal di denti ed è rimasto in camera, mentre seduta su una vecchia poltrona Mary Poppins dipana una matassa di lana. Il bambino si mette a fissare il gattino di porcellana sulla mensola del camino, dono che gli ha fatto la zia Flossie il giorno prima. È in quel momento che la fantasia della magica governante si mette in azione e fa nascere la storia del Re che sapeva ogni cosa tranne una, la più importante. Il brano che segue è stato tratto da Paola Ciccioli da una edizione datata 1961 di Mary Poppins apre la porta. Buone feste e buone letture.

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«Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue»

di Salvatore Quasimodo

Dunque davvero i poeti sono dei veggenti? A leggere questa poesia del Premio Nobel per la Letteratura, inserita nella raccolta “Giorno dopo giorno” del 1947, sembra proprio di sì.

Dedichiamo questi versi di Salvatore Quasimodo a tutte le persone che hanno perso la vita durante le migrazioni e in particolare a quelle bambine e a quei bambini per i quali non è neppure possibile, per usare le parole del poeta, alzare «tombe in riva al mare». Secondo le stime dell’Unicef, soltanto nel 2017 «oltre 400 bambini sono morti nel tentativo di compiere il viaggio sulla rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia, mentre in migliaia sono stati vittime di abusi, sfruttamento, schiavitù e detenzione mentre transitavano attraverso la Libia» (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/unicef-nel-2017-morti-in-mare-400-bambini)

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«Presto Elisabetta, fate presto!»

di Clara Schiavoni*

La Rocca Varano, a poca distanza dal centro abitato di Camerino, nelle Marche, fu eretta nel XIII secolo come residenza fortificata della nobile famiglia dei Varano e trasformata poi in fortezza nel XIV secolo (http://www.turismo.marche.it/Dettaglio/Title/Camerino-Rocca-Varano/IdPOI/8991/C/043007) La foto di Marco Capponi è stata commentata con queste parole da Clara Schiavoni: «Un incanto che mi ha sedotta perché così era la notte dell’11 agosto 1443 (controllato il lunario storico…)».

Camerino, Palazzo Varano, stanza di Elisabetta

12 agosto 1433

Mentre all’esterno del Palazzo si stanno preparando i cavalli, Elisabetta si sveglia: sembra un giorno come tanti altri e la luce del mattino inonda la stanza.

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Alle bambine che saltano e cantano sole

di Camillo Sbarbaro

Oggi Spotorno ricorda Camillo Sbarbaro (Santa Margherita Ligure, 12 gennaio 1888 – Savona, 31 ottobre 1967) con un incontro nella Sala convegni Palace (https://www.youtube.com/watch?v=1icMExLU0YQ). E fino a domani è possibile visitare la mostra di oggetti appartenuti al poeta ligure. Prezioso il testo manoscritto della sua ultima poesia, “La bambina che va sotto gli alberi” del 1932, sul retro del disegno dell’artista Emanuele Rambaldi. Eccolo!

La bambina che va sotto gli alberi

non ha che il peso della sua treccia,

un fil di canto in gola.

Canta sola

e salta per la strada; ché non sa

che mai bene più grande non avrà

di quel po’ d’oro vivo sulle spalle,

di quella gioia in gola.

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