La nevicata dell’85 salvata dalla memoria (e dai traslochi)

Mariagrazia, al centro, in Olanda durante le festività natalizie

Mariagrazia, al centro, in Olanda durante le festività natalizie (foto di Francesco Cianciotta)

di Mariagrazia Sinibaldi

Il racconto che segue è stato scritto l’anno della grande nevicata, il 1985. In quel tempo vivevamo a Treviglio, facevamo i pendolari, e gli amici venivano a trovarci con lo spirito allegro di chi va in gita. Francesco e Luca stavano facendo il militare; Marco era riuscito a evitarlo. Avevo perso questo testo ma l’ho ritrovato (unico di tanti) in maniera un po’ inaspettata e lo trascrivo qui, sul computer, per non perderlo ancora, come, per via di traslochi, ho perso molte cose. CominciamoContinua a leggere

Perché il 25 novembre è tutti i giorni

di Maria Elena Sini

Qualche giorno fa mentre andavo a scuola ho notato un enorme manifesto che pubblicizzava le diverse iniziative cittadine per la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Il primo pensiero è stato : come è possibile che oggi nel XXI secolo ci sia bisogno di una giornata per parlare delle violenze che vengono perpetrate nei confronti delle donne in quanto donne ? Purtroppo la morte di 115 donne nel nostro paese, vittime di “femminicidio”, termine brutto ma attraverso il quale appare chiaro che “violenza familiare”, “raptus della follia”, “delitto passionale” sono parole dietro cui si nasconde la volontà di normalizzare il racconto di un fatto di cronaca nonché il tentativo di considerare queste morti come gesti fuori dalla ragione rifiutando una lettura più complessa, sembra giustificare questa giornata Continua a leggere

«Paola, tu forse intendi il perché di questi tempi foschi»

mare-nero-e-lunadi Peppino Cecchi*

All’Informazione

O libertà d’informazione,

vedo la Rai trascorsa e i suoi servizi,

le notizie e i giornalisti,

di servo encomio privi e di codardo oltraggio.

Or fatta inerme, nudo lo schermo e muto l’audio appare.

Ohimé quanti Masi e quanti Minzolini mostri!

Che insulsi palinsesti, che orrendi format!

Oh qual ti veggio formosissima RAI Continua a leggere

Giuliana e la plastica trasformata in medusa

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Eccola, questa è la grande medusa che ha creato Giuliana Bellini, un’artista a me particolarmente cara. Per due ragioni: la prima è che il suo atelier dà sullo stesso cortile al quale sistematicamente mi affaccio per fumare una sigaretta. La seconda è che Giuliana crea installazioni immaginifiche utilizzando spesso materiali di recupero. Come nel caso di questa medusa dai tentacoli in fibre ottiche e con il corpo rivestito da infinite striscioline ricavate, grazie all’uso paziente delle forbici, dalle bottigliette dell’acqua minerale.

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