Caro Zola, viva la gioia! Tuo Cézanne

di Paul Cézanne

“Les grandes baigneuses”, Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839 – 1906). Philadelphia Museum of Arts (http://www.philamuseum.org/)

Aix, 9 aprile 1858

Buongiorno, caro Zola

 

Prendo la penna infine

E com’è mio costume

Ti dirò innanzitutto

Come nuova locale

Che un forte temporale

Col suo sforzo possente

Fa cadere in città

Un’acqua che fertile fa

Dell’Arc la riva ridente.

Sia la nostra montagna

Che la verde campagna

Sentono la primavera,

Il platano germoglia,

Si corona di foglie

Il verde biancospino dai bianchi fiori.

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Padri, madri, figli e dubbi

di Luca Bartolommei

Ecco un altro brano da ascoltare con i nostri figli. Il titolo, Father and son, è molto chiaro e non lascia dubbi sulle figure che animano la canzone. Due parole sull’album che la contiene. È il 1970 quando Steven Demetre Georgiou, questo il vero nome di Cat Stevens, pubblica il suo quarto LP, Tea for the Tillerman, che contiene, oltre a Father and son, altri brani di successo. Un disco gentile ed equilibrato, acustico e sognante.

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“Harold e Maude” è un film del 1971 diretto da Hal Ashby. La colonna sonora è di Cat Stevens, autore di “Father and son”, canzone sugli incontri e gli addii ai quali la vita ci chiede di prepararci

Alcuni brani dell’album furono inseriti nella colonna sonora di Harold e Maude, tenerissimo film del 1971, insieme ad altre canzoni di Stevens, diventando parte integrante del film stesso. Per inciso, la pellicola narra dell’incontro tra un ragazzo di diciotto anni e una signora di settantanove, della loro amicizia che si trasforma in amore, e pur finendo in maniera drammatica, rimane un tenerissimo inno alla vita. Da vedere, magari anche questo, insieme.

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Que viva Gabo!

di Gabriel García Marquez

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“Gabo – Il mondo di García Márquez” è in programma al MIC – Museo interattivo del cinema di Milano per tre domeniche nell’ambito della rassegna “Talenti” Sudamericani (17 marzo – 2 aprile 2017). Premio Nobel per la letteratura, Gabriela Garcia Marquez era nato ad Aracataca, in Colombia, il 6 marzo 1927 (http://mic.cinetecamilano.it/rassegne/talenti-sudamericani/)

Muchos años después, frente al pelotón de fusilamiento, el coronel Aureliano Buendía había de recordar aquella tarde remota en que su padre lo llevó a conocer el hielo. Macondo era entonces una aldea de veinte casas de barro y cañabrava construidas a la orilla de un río de aguas diáfanas que se precipitaban por un lecho de piedras pulidas, blancas y enormes como huevos prehistóricos. El mundo era tan reciente, que muchas cosas carecían de nombre, y para mencionarlas había que señalarlas con el dedo.

(“Cien años de soledad”, Gabriel García Marquez, Debolsillo 2007)

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Cinema: piccolo grande amore

di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli*

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Le più belle foto realizzate da Luigi Comencini sono esposte dal 15 dicembre 2016 nel foyer di Spazio Oberdan di Milano in occasione del centenario della nascita (1916) del grande regista. La mostra è anche l’evento inaugurale delle manifestazioni con le quali per tutto il 2017 verranno festeggiati i 70 anni della Cineteca Italiana, fondata nel 1947 proprio da Comencini insieme con Alberto Lattuada. (http://oberdan.cinetecamilano.it/)

Le origini della Cineteca italiana affondano negli anni trenta, quando alcuni giovani appassionati di cinema, spesso futuri registi (Luigi e Gianni Comencini, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Luigi Rognoni) si raccolgono intorno a Mario Ferrari, poi scomparso prematuramente, cominciano a salvare vecchie pellicole dal macero e a organizzare proiezioni di film. Queste, dal 1936, diventano pubbliche, in sedi che vanno dal Cineguf presso l’Anteo di via Milazzo a un’ex macelleria nei pressi di via Farini.

Grazie a loro, nel 1940 i milanesi possono vedere per la prima volta La grande illusione di Renoir, inviato clandestinamente da Parigi da Henri Langlois della Cinémathèque Française. Durante la guerra il patrimonio della futura cineteca, che comprende pellicole condannate dal nazismo come L’angelo azzurro, trova rifugio a Vaprio D’Adda, nella cascina di un parente di Lattuada.

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Mother, madre

a cura di Luca Bartolommei*

MOTHER

Mother do you think they’ll drop the bomb
Mother do you think they’ll like this song
Mother do you think they’ll try to break my balls
Mother should I build a wall
Mother should I run for president
Mother should I trust the government
Mother will they put me in the firing line
Is it just a waste of time   (nel film The Wall «Mother am I really dying?»)

Hush now baby, baby, don’t you cry
Mother’s gonna make all of your nightmares come true
Mother’s gonna put all her fears into you
Mother’s gonna keep you right here under her wing
She won’t let you fly, but she might let you sing
Mama’s gonna keep baby cozy and warm
Ooooh baby ooooh baby oooooh baby,
Of course mama’s gonna help build the wall

Mother do you think she’s good enough, to me
Mother do you think she’s dangerous, to me
Mother will she tear your little boy apart?
Mother will she break my heart

Hush now baby, baby don’t you cry
Mama’s gonna check out all your girlfriends for you
Mama wont let anyone dirty get through
Mama’s gonna wait up until you get in
Mama will always find out where you’ve been
Mama’s gonna keep baby healthy and clean
Ooooh baby oooh baby oooh baby,
You’ll always be baby to me

Mother, did it need to be so high?

Motherland 2

Il film “Ana Yurdu” (in inglese “Motherland”) di Senem Tüzen (Turchia, 2015) è in programma il 17 marzo allo Spazio Oberdan di Milano nella giornata di apertura di Sguardi Altrove Film Festival che si concluderà il 25 marzo. “Ana Yurdu”, primo lungometraggio della regista nata nel 1980 ad Ankara, racconta la storia di una donna che, dopo il divorzio, va a vivere nel villaggio della nonna per finire di scrivere un libro. Ma la sua creatività viene bloccata dall’arrivo improvviso della madre

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Era d’estate

di Maria Falcone con Francesca Barra*

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La lapide nell’isola dell’Asinara, in Sardegna, dove i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vennero trasferiti nel 1985 perché minacciati dalla mafia. A quel periodo di isolamento è dedicato il film “Era d’estate” di Fiorella Infascelli, in programma sabato 5 marzo allo Spazio Oberdan di Milano nella prima giornata del Cinema Italiano Festival

Così accadde. Il 28 luglio 1985 fu ucciso proprio Beppe Montana, mentre passeggiava con la fidanzata a Santa Flavia, il giorno prima di partire per le ferie. In quel momento Ninni Cassarà capì che il prossimo sarebbe stato lui. «Dobbiamo convincerci che siamo uomini morti che camminano» ebbe a dire.

E infatti, il 6 agosto 1985, gli spararono sotto casa. Duecento colpi di kalashnikov. Il primo a morire non fu lui, bensì l’agente di scorta Roberto Antiochia. Cassarà sarebbe caduto pochi secondi più tardi mentre correva, ferito, sulle scale di casa. Successe sotto gli occhi della moglie e della figlia che gli si stavano precipitando incontro.

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#SFF2017

SOUQ Film Festival - Sesta edizione

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