Una scrittrice e una editrice, intrecci di parole tra due donne che lasciano il segno

di Angela Giannitrapani

La scrittrice Silvana La Spina

La scrittrice Silvana La Spina

Ho assistito all’incontro di due donne fuori dal comune. Ma entrambe sono donne che hanno attraversato la realtà, questo è certo.

Una, scrittrice, ne ha creata una parallela a quella primaria, con i suoi personaggi e intrecci. L’altra, editrice, l’ha trasformata.

Silvana La Spina è nata a Padova da madre veneta e padre siciliano e ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza in provincia di Catania. Nel suo ultimo libro La Continentale, edito da Mondadori, attraversa il terreno accidentato del rapporto conflittuale madre-figlia che si gioca all’interno di un altro conflitto: quello tra Nord e Sud. Ci sarebbe di che inciampare. Ma, durante l’incontro avvenuto alla libreria Milano Libri di via Verdi (giovedì 12 giugno), La Spina ha assicurato che, nonostante l’argomento evochi lacrime e sangue, l’ironia che pervade le pagine sospinge il passo e allevia il peso dell’anima. Da alcun brani che sono stati letti, devo dire che aiuta anche una scrittura lineare, dalle frasi brevi e incisive, come freccette lanciate al centro del bersaglio con mira inappuntabile. Fuori dalle pagine la scrittrice è una affabulatrice vulcanica, ricca dei due rami d’Italia che contiene in sé.

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Ornella, la ricercatrice che si è reinventata con la street art

di Alba L’Astorina

Zilda, "Eva", Napoli 2014

Zilda, Eva, Napoli 2014

«Ci sono cose che avvengono per strada, che sono impresse sui muri delle città, scalfite nelle pietre delle vie che attraversiamo. Ci sono cose che, a volte, è possibile definire street art, perché hanno un valore estetico e un’impronta creativa, trasmettono emozioni e comunicano percorsi interiori, e, soprattutto, sono esposte al pubblico, per strada.» Sono queste testimonianze di street art che Ornella Massa raccoglie e racconta da alcuni anni nel suo blog, Non copritemi di bugie – intorno all’arte di strada, scoperto curiosando per le strade della rete alla ricerca di nuove forme espressive.

«Quella di scrivere sui muri è un’arte molto vecchia», scrive Ornella nel suo blog Continua a leggere

Luci da stadio su volti da studio: intrecci di menti, corpi (e fotine su Twitter)

di Chiara Pergamo

Tutto comincia da questo commento sul blog:

«Salve. Penso che il vostro blog tocchi un problema reale: “Chi sono le donne della realtà? Dove sono finite?”.  E io aggiungerei che questo potrebbe essere utile per scoprire un ente ancora più sconosciuto: l’uomo. 🙂A proposito della donna che lavora e della donna “velina” (fermo restando che lavorano anche le veline) c’è un episodio che per me è emblematico. Paola Ferrari, una nota e brava giornalista RAI, tempo fa ha partecipato a “Ballando con le Stelle”.
Mi ha colpito perché mi è sembrata una ricerca della celebrità – popolarità fatta attraverso non la “mente” ma con il “corpo”: movimenti seducenti, vestito molto molto scollato etc. Mi è sembrato quasi un tornare indietro di una donna che è riuscita a imporsi attraverso il lavoro di giornalista, la mente, e poi ha scelto di comparire attraverso il corpo, come una qualsiasi velina diciottenne.
Mi farebbe però piacere sapere cosa ne pensa una donna.
Saluti. Umberto».

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Un fotogramma dalla “Domenica Sportiva” di Paola Ferrari

Ho cercato una risposta all’interrogativo che sottopone il signor Umberto, ossia se la giornalista scollacciata metta da parte la professionista per desiderio di apparire. Ben colgo il punto, ma una vocina nella testa mi fa concentrare, più che sul focus della questione, proprio sulla Ferrari! Umberto si dichiara colpito dalla partecipazione della giornalista a Ballando con le stelle, risalente al 2005: personalmente ha suscitato in me più stupore la bizzarra querelle insorta a cavallo tra 2012 e 2013 sul tema “l’estetica della Ferrari, non l’auto, la giornalista”. Continua a leggere

Le Donne della realtà fanno sentire la loro voce su Radio Trotter: evvai!

di Laura Querci

radiotrotterVia Padova si racconta” è lo slogan di Radio Trotter, la prima web radio di quartiere che vuole raccontare tutto ciò che rende via Padova “meglio di Milano”.

In effetti, quella mattina d’inizio maggio di due anni fa, via Padova era particolarmente vivace. Sembrava svegliarsi improvvisamente dal letargo di un lungo inverno e pareva in festa. I profumi delle spezie che caratterizzano la cucina etnica erano intensi, più del solito e l’atmosfera era piacevolmente carica di colori e odori. Ma la vera contaminazione era data dalla musicalità di lingue molto lontane, eppure, in quel momento, così realmente vicine e che si sovrapponevano e riecheggiavano nella mia testa. Una mamma araba invitava i suoi figli ad affrettarsi per non arrivare tardi a scuola, un gruppo di ragazzi, probabilmente compagni di classe, si scambiavano saluti in più lingue e poi, ancora, tanti bambini e tante famiglie entravano e uscivano dal Parco Trotter, come del resto accade ogni giorno da quelle parti Continua a leggere

I raid a Bruxelles della “donnager” Donatella Martini

di Paola Ciccioli

Donatella Martini

Donatella Martini

Un metro e ottanta di determinazione, Donatella Martini – io la chiamo “donnager” – è una che non cercate di fermarla o di scoraggiarla, tanto è inutile. La presidente di DonneInquota ha deciso che la pubblicità italiana deve farla finita con il sessismo e mettersi in testa di rispettare le normative europee contro gli stereotipi di genere e non ci dorme la notte. Nel senso letterale del termine Continua a leggere

Il nostro blog, la memoria di un Paese

di Paola Ciccioli
Il blog di Donne della realtà è cresciuto, così, sotto i nostri occhi. Ed è diventato il punto di riferimento di chi, senza farsi avanti con il biglietto da visita, vuole raccontare di sé, di ciò che vive, delle proprie passioni e indignazioni. Allora abbiamo pensato di ridisegnarlo, di organizzare la memoria di questi quattro anni vissuti intensamente (e anche un po’ pericolosamente), di farne un taccuino indispensabile per chi voglia capire quanta  fatica hanno fatto, fanno e continuano a fare le donne in Italia. Uno spazio sarà riservato anche agli uomini amici, quelli che ci sostengono, ci leggono, scrivono di noi e per noi.

I lavori sono in corso.

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A Teheran, nella parte femminile dell’autobus

reportage di Marina Severini*

Il manifesto dice che il velo "è una protezione, non una limitazione".

Il manifesto dice che il velo “è una protezione, non una limitazione”.

Ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Iran nel mese di agosto e di essere ospitata da amici e dai loro amici e parenti in varie zone del paese: Teheran, Isfahan e Rasht (città che si trova a nord, a ridosso del mar Caspio). Ho incontrato pochi turisti occidentali, anche in luoghi che per il loro splendore potrebbero essere mete simili al Colosseo o alle nostre città d’arte; negli scambi occasionali che ho avuto con loro è sempre emerso che la difficoltà di fare un viaggio in Iran è molto legata a un senso di paura per un paese che ci viene mostrato solo attraverso immagini di manifestazioni antioccidentali. Quello che ho scoperto è al contrario la grande ospitalità degli iraniani, non solo di chi mi ha effettivamente ospitata ma anche di quelli semplicemente incontrati per la strada o nella visita a una moschea… riconoscevano immediatamente in me una straniera (nonostante il mio foulard e le maniche lunghe); molti mi hanno fermata per la strada per chiedermi da dove venivo e dirmi solamente benvenuta in Iran.

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