“Le carriere erano salve, i bambini no”, Beslan e la Russia di Putin

di Anna Politkovskaja*

Il 1° settembre del 2004 a Beslan è stato commesso un atto terroristico senza precedenti, e d’ora in poi il nome di questa cittadina dell’Ossezia del Nord sarà sinonimo di un incubo che nemmeno Hollywood è stata capace di immaginare.

Paola Ciccioli ha scritto su Facebook: «A Milano c’è un giardinetto intitolato alla giornalista russa uccisa nel 2006 con 5 colpi di pistola nell’androne di casa sua, a Mosca. Si trova proprio vicino all’ascensore che sale nella frequentatissima e scintillante piazza Gae Aulenti e ci ricorda che per fare giornalismo bisogna avere l’inclinazione a stare dalla parte sbagliata. La foto è mia».

La mattina del 1° settembre un commando internazionale di criminali ha preso in ostaggio la scuola n.1 di Beslan, chiedendo di fermare immediatamente la seconda guerra cecena. L’occupazione è avvenuta durante la linejka, la tradizionale festa di inizio anno scolastico che si celebra in tutte le scuole. È una festa a cui partecipa tutta la famiglia, genitori, nonni e zii, e soprattutto coloro che accompagnano il proprio figlio a scuola per la prima volta.

Così era stato anche quel giorno. Per questo i sequestratori avevano potuto prendere in ostaggio quasi millecinquecento persone tra alunni, madri, padri, fratelli, sorelle, maestre, figli delle maestre…

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Vilma Conti, la levatrice della Libertà

di ANPI – Dongo*

Vilma Conti Salice, la staffetta Partigiana, è andata OLTRE. È stata una colonna portante dell’antifascismo comasco. Ha condiviso la sua Memoria, vivace e ricca, con tante generazioni, nelle scuole dove incontrava con entusiasmo i giovani.

La luce del cielo e del lago, le rose, tanta gente commossa e la musica della banda per Vilma Conti nel sagrato della chiesa di San Vincenzo di Gravedona (Como) dove si è svolta la funzione religiosa dopo l’omaggio pubblico nel cortile dell’abitazione della partigiana scomparsa l’11 agosto 2022 all’età di 93 anni (Foto di Paola Ciccioli).

La sua presenza, nei luoghi dove ricordiamo il sacrificio dei partigiani, dava valore e significato alla Memoria. Senza retorica, con voce gentile e decisa, com’era la sua bella persona, trasmetteva pensieri maturati nella sua vita di staffetta partigiana. Lei, una ragazzina cresciuta in una famiglia di convinti antifascisti, che aveva maturato la sua scelta e aveva deciso da che parte stare: quella della libertà.

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La Resistenza cattolica lasciata scomparire

Testo e foto di Paola Ciccioli

Pubblichiamo tre interventi in tema di Memoria partigiana e di uso blasfemo di parole (leggi qui) e di simboli religiosi da parte di esponenti della destra italiana: i tre post sono stati anticipati dalla coordinatrice del nostro blog sul proprio profilo Facebook il 14, 18 e 19 agosto 2022.

È stata lasciata sparire, ma è esistita e ha avuto i contorni dell’eroismo. Mi riferisco alla Resistenza dei cattolici e, più precisamente, dei sacerdoti e delle suore che durante il fascismo aiutarono i partigiani e misero in salvo gli ebrei destinati ai campi di sterminio.

Una lettura parziale e preconcetta della Storia ha consentito che si dimenticassero – come il pannello qui sotto simbolicamente dimostra – figure come, per esempio, don Francesco Rovelli che a Bellano venne arrestato il 21 agosto 1944 perché organizzava il trasferimento in Svizzera dei perseguitati da fascisti e nazisti, insieme con il suo coadiutore don Luigi Lissoni.

Foto scattata a Bellano (Lecco) da Paola Ciccioli il 14 agosto 2022

Quali altre informazioni ci siano su questo cartello non so dirlo perché è diventato illeggibile. L’altro giorno sono scesa dal sentiero del Viandante per andarlo a fotografare di nuovo perché le immagini che avevo erano già desolanti e, purtroppo, ho dovuto constatare che ora lo sono ancora di più. Eppure, l’indicazione del percorso Itinerari della Memoria – Partigiani sulle Grigne è a un metro dall’uscita molto frequentata dell’Orrido, la magnifica gola che attraversa il paese sul lago di Como, ed è a pochi gradini dalla chiesa dei Santi Nazaro e Celso dove i due preti predicavano e praticavano il rispetto delle vite e della libertà.

L’aver lasciato che il peggio della politica nazionale usasse in modo blasfemo la fede e i simboli religiosi a scopi biecamente propagandistici è un errore che cozza con i fatti del nostro passato e con la religiosità di questa regione, disseminata di cappelline votive e con una Madonnina dorata che domina la città del Nord d’Italia più “vicina all’Europa”.

‘Memoria di sacerdoti “ribelli per amore”, 1943 – 1945’ (Centro Ambrosiano di Documentazione e studi religiosi, 1986). Un grazie per la collaborazione a Elena Sormani della Biblioteca di Paderno d’Adda, Sistema Bibliotecario del Territorio Lecchese.

Mi hanno detto che l’acqua del lago custodisce memoria di chi lo ha attraversato. Qualcosa di vero dev’esserci e, se nell’acqua è impossibile scavare, libri e biblioteche ci vengono in soccorso.

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Razzismo: le leggi di ieri, le parole di oggi

Testo e foto di Paola Ciccioli

“Ben tre riviste furono totalmente dedicate al razzismo, ma soprattutto all’antisemitismo: «La difesa della razza», che nei primi anni tirò fino a 150.000 copie (anche se queste poi calarono sensibilmente), «Il diritto razzista» e «Razza e Civiltà», alle quali collaborarono illustri studiosi dell’epoca. Ma il regime non si limitò certo a questi strumenti comunque d’élite. I quotidiani tutti non tralasciavano occasione per pubblicare articoli più o meno lunghi, sia di fondo che di cronaca, a contenuto brutalmente antisemita”.

Così scrive Ugo Caffaz in questo libretto sulle leggi razziali fasciste del 1938, edito dal Consiglio regionale della Toscana 50 anni dopo la loro funesta emanazione e ristampato nel 2003. Ha fatto parte di una essenziale biblioteca da viaggio fornita alle studentesse, agli studenti, ai giornalisti e agli accompagnatori diretti con treni speciali della Memoria da Firenze ad Auschwitz.

Dalla vissuta biblioteca da viaggio della Memoria

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Dignità, rispetto e «un buon lavoro» per la vedova di Alika Ogochkwu

di Paola Ciccioli

Immagine da @nidcom_gov

Aike Dabiri-Erewa è la presidente della Nigerians in Diaspora Commission (NiDCOM), ente governativo che rappresenta le cittadine e i cittadini nigeriani sparsi in tutto il mondo. Già parlamentare, esperta di giornalismo e comunicazione, studi anche ad Harvard, Alike Dabiri-Erewa è vicinissima al presidente della Nigeria, l’ex generale Muhammadu Buhari, del quale ha favorito la rielezione nel 2019 attraverso il movimento “Nigeria Together”.

Nella foto di apertura – estratta dalla stessa Commissione da un video messo in rete ieri sera – compare accanto a quella, ormai nota in ogni continente, dell’immigrato Alika Ogochkwu, massacrato di botte il 29 luglio 2022 lungo il corso di Civitanova Marche dal 32enne Filippo Ferlazzo.

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San Severino Marche recuperi il cuore di un suo figlio

Testo e foto di Paola Ciccioli

«Gentilissima signora Paola Ciccioli le possiamo assicurare che Sindaco e Amministrazione comunale si sono subito mossi in favore della famiglia di Alika esprimendo, insieme al cordoglio da parte di tutta la comunità settempedana, la propria vicinanza concreta che si sostanzierà in fatti concreti ovviamente. Grazie per la straordinaria sensibilità dimostrata da lei e da molti cittadini anche in questa occasione» (leggi qui).

Questo ha scritto il Comune di San Severino Marche nella pagina Facebook Sei di San Severino Marche se… dove ieri ho condiviso la richiesta alla sindaca Rosa Piermattei di proclamare il lutto cittadino per l’omicidio di Alika Ogorchukwu, che faceva parte di quella comunità insieme con la moglie Charity Oriachi e il loro figlio di 8 anni (oggi la misura cautelare in carcere dell’omicida Filippo Ferlazzo è stata confermata per pericolosità sociale, leggi qui).

La mia risposta sotto la foto che ho scattato il 22 luglio 2022 al MARec, il Museo di San Saverino Marche dedicato all’arte recuperata nell’area colpita dal terremoto nel 2016.

Lucantonio di Giovanni Barberetti, “Madonna col bambino”, 1480 – 1490 circa, legno intagliato e dipinto

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Per un piccolo cittadino senza padre e senza diritti

Testo e foto di Paola Ciccioli

Diario dal confine dell’umanità.

Lucantonio di Giovanni Barberetti, “Madonna col bambino”, 1480 – 1490 circa, legno intagliato e dipinto. Al MARec, Museo dell’Arte recuperata di San Severino Marche.

Domenica, 31 luglio 2022.

«Era buono e tranquillo, insieme alla sua famiglia era perfettamente integrato, non ha mai dato alcun problema. Ha chiesto aiuto solo due volte ai servizi sociali… ma niente altro. Era orgoglioso e voleva essere indipendente per provvedere alla sua famiglia».

Ho letto queste parole della sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei, sul quotidiano online Cronache Maceratesi (qui l’intero articolo).

Sono certa che il Comune marchigiano, la Caritas, le istituzioni scolastiche aiuteranno Charity Oriachi, la vedova di Alika Ogorchukwu, ucciso venerdì a Civitanova, e il loro bambino di 8 anni.

Sono altrettanto certa, però, che quell’orfano con la pelle nera abbia assoluto bisogno di un atto riparatorio pubblico, che lo aiuti a crescere nonostante le immagini che porterà per sempre negli occhi del corpo di suo padre sotto un lenzuolo lungo la strada.

Aiuti e sostegno economico sono necessari. Indispensabile è la dignità, il rispetto di chi ci vive accanto. La sindaca di San Severino Marche indossi la fascia tricolore, prenda per mano questo piccolo cittadino senza diritti, tenga lontani chiasso e opportunismi politici, proclami il lutto nella sua bella città e, così facendo, consoli la famiglia ferita e chiunque creda nell’umanità.

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MITO, “Luci” su due città

di Paola Ciccioli

La compositrice Grace-Evangeline Mason

MITO, il grande Festival musicale che trasforma due città – Milano e Torino – in un unico auditorium, inizierà quest’anno il 5 settembre al Lingotto e il giorno successivo al Teatro alla Scala con la Philarmonia Orchestra: “Luci immaginarie” il titolo del concerto inaugurale diretto da John Axelrod, musiche Edvard Grieg, Nikolaj Rimskij-Korsakov e della compositrice britannica Grace-Evangeline-Mason, 27 anni, della quale verrà eseguita per la prima volta in Italia “The Imagined Forest” di cui parla lei stessa nel video che pubblichiamo.

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Grazia Varisco e i collage creati con il “tanto tempo sospeso” del Coronavirus

Testo e foto di Paola Ciccioli

Cos’è stato il tempo interrotto e recintato della pandemia per il mondo dell’Arte? Come hanno elaborato e trasformato l’interruzione della vita consueta le artiste e gli artisti?

Ho trovato la materializzazione di risposte a questi interrogativi in due collage che chiudono al Palazzo Reale di Milano la mostra dedicata a Grazia Varisco, Percorsi contemporanei, 1957 – 2022, curata da Marco Meneguzzo e visitabile gratuitamente fino al 16 settembre 2022.

PASSA TEMPO! L’ARTE AI TEMPI DEL “CORONAVIRUS” 27 MARZO 2020.

Intitola così l’artista milanese il primo dei due collage dove lo studio delle forme appare esaltato in quel punto esclamativo del titolo che trasmette stanchezza e attesa, l’auspicio della fine del lockdown e l’accelazione di giornate diventate improvvisamente prive di ritmo e del battito delle uscite, degli appuntamenti, degli incontri.

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La voce di Mariangela Gualtieri per la prima laureata che stupì l’Europa

di Cristina Fumarco

Con il rito sonoro “Voce che apre” la poeta Mariangela Gualtieri renderà omaggio a Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata nella Storia dell’umanità, il 27 giugno 2022 nell’Aula Magna dell’Università di Padova che festeggia gli 800 anni dalla fondazione.

Elena Lucrezia diventò dottora in teologia il 25 giugno del 1678 e la notizia del suo eccezionale traguardo si diffuse in tutta Europa. Lo attesta anche l’iscrizione sul retro di questo suo ritratto che si trova nei depositi della Biblioteca Ambrosiana di Milano. Grazie alla collaborazione di Carolina Donzelli dell’Ambrosiana, abbiamo letto la scheda del dipinto pubblicata in Musei e Gallerie di Milano (Mondadori Electa 2007) e contattato l’autrice Cristina Fumarco, storica della critica d’arte all’Università Cattolica, che ci ha dato l’autorizzazione a riproporla sul nostro blog. Di seguito, la prima parte (Paola Ciccioli).

Pittore veneto-lombardo, “Ritratto di Elena Lucrezia Cornaro”, (1678-1684 circa), olio su tela; 148,5 x 116,5 cm. Biblioteca Ambrosiana di Milano

Il ritratto raffigura Elena Cornelia Piscopia ovvero Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureatasi in Italia presso l’Università di Padova.

La tela, ora in deposito, è tesa su telaio originale privo di listelli e cornice; si presenta in stato di conservazione mediocre, è piuttosto annerita e mostra in diversi punti, soprattutto al centro, piccole lacune e un sostanziale sollevamento della pellicola pittorica.

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Cos’ha perduto il mondo ingabbiando la mente matematica delle donne?

di Patrizia Carrano

Dopo 23 anni, a primavera sarà ristampato il libro Illuminata. La storia di Elena Lucrezia Cornaro, prima laureata nel mondo di Patrizia Carrano, dedicato alla donna passata alla Storia dell’Umanità per essere diventata dottora in filosofia all’Università di Padova nel 1678.

Elena Lucrezia Cornaro Piscopia era nata a Venezia il 5 giugno 1646 e morì a Padova il 26 luglio 1684. La scrittrice Patrizia Carrano – che sta avendo un grande successo con il suo ultimo romanzo La bambina che mangiava i comunisti – ne parla anche in questa mail inviata a Paola Ciccioli e che pubblichiamo con la sua autorizzazione.

La statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia a Palazzo del Bo, sede dell’Università di Padova che quest’anno festeggia gli 800 anni dalla fondazione. La foto è stata scattata il 3 maggio 2022 da Paola Ciccioli. 

Sono finalmente riuscita a ritrovare negli scaffali di casa un piccolo volume Bollati Boringhieri del 2000 (c’era ancora la lira). Autore Gabriele Lolli, titolo La crisalide e la farfalla – Donne e matematica. Una intelligente riflessione su quello che si è perduto con l’esclusione dalla matematica dell’altra metà del cielo. Lolli è stato professore di logica matematica all’Università di Torino, ha curato l’edizione italiana di un testo di Alan Turing (Codice Enigma!) ed è una mente brillantissima, scevra da pregiudizi.

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La nuova primavera di Maddalena Casulana

di Daria Perocco*

La città di Bergamo le ha dedicato una strada a Borgo Palazzo. BBC Radio 3 ha festeggiato quest’anno la Giornata internazionale della donna con i suoi madrigali. A fine aprile la sua musica è stata eseguita in un concerto itinerante con Marco Pardini nella Villa Reale di Marlia (Lucca). Elena Casella, direttrice del coro milanese ViadelCanto, l’ha inserita nel programma del concerto di sabato scorso nel Santuario del Santo Crocefisso di Tradate (Varese). E martedì 24 maggio 2022, “Chitarre in trio” eseguirà musiche della prima compositrice pubblicata della Storia nella Villa Tesoriera di Torino. Da parte nostra, celebriamo il genio di Maddalena Casulana con un estratto del saggio «… più di quello che a professione donnesca conviensi» Donne (e musica) nel Cinquecento veneziano di Daria Perocco, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ringraziamo per l’autorizzazione alla pubblicazione. 

Nel Cinquecento non sono poche le figure femminili di cui ci è stata tramandata memoria che conoscevano bene l’arte del canto e del far musica: tra tutte basti ricordare la Barbera, la «cantatrice» per la quale Machiavelli scrive le canzoni da cantarsi fra gli atti della Clizia e della Mandragola, alcune delle quali sono state musicate da Philippe Verdelot.

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Cineteca e tecnologia: che film!

Nuove tecnologie da sperimentare in prima persona alla Cineteca Milano – Museo Interattivo del Cinema. Con la Mash Machine, per esempio, possiamo creare effetti speciali combinando suoni, rumori, percussioni e frasi prese da film famosi. Al primo piano del Museo ambienti a tecnologia avanzatissima piuttosto che videogiochi anni ’80. Ideale per un pubblico curioso e anche giovane. La visita al MIC vale il viaggio. Attenzione a King Kong! Foto di Luca Bartolommei

di Luca Bartolommei

Dopo troppo tempo martedì scorso 10 maggio ho nuovamente varcato il cancello della Cineteca Milano – Museo Interattivo del Cinema. Non ho potuto fare a meno di scattare una foto alla sala di proiezione vuota, immersa in una per me evocativa luce blu-azzurra che mi ha fatto sentire una volta in più “a casa”. Insomma, uno dei miei luoghi del cuore.

Conferenza stampa informale nell’ingresso del museo dove il direttore Matteo Pavesi ha presentato un nuovo importante contenuto disponibile al MIC ovvero il corto diretto e interpretato da Alessandro Parrello “Nikola Tesla, l’uomo del futuro” realizzato in partnership con Rai Cinema Channel VR (Virtual Reality). Grazie a questa collaborazione il MIC renderà disponibile mensilmente un prodotto proveniente dalla library Rai dedicata alla realtà virtuale. Continua a leggere

Maria Montessori e la chiamata delle donne al voto (nel 1906)

di Marco Severini*

Il 6 maggio 1952 moriva a Noordwijk aan Zee, in Olanda, Maria Montessori, la donna italiana più nota nel mondo.

«Fu sepolta nel locale cimitero cattolico e sulla sua tomba sta scritto: “io prego i cari bambini che possono tutto di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”».

Lo scrive Marco Severini nella scheda da lui firmata del Dizionario biografico delle donne marchigiane (1815 – 2021), curato dallo stesso storico dell’Università di Macerata insieme con la docente Lidia Pupilli.

Il Dizionario, che si ispira all’analoga ricerca dedicata alle donne lombarde da Rachele Farina, è pubblicato da “Il lavoro editoriale” e proprio in queste settimane è uscita la quinta edizione aggiornata.

Foto di Paola Ciccioli.

Maria Montessori era nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, il 30 agosto 1870. Pubblichiamo, con il consenso dell’autore, che ringraziamo, un brano centrale della scheda biografica dedicata alla grande pedagogista.

(…)

Tra il 1900 e il 1906 insegnò Antropologia e igiene all’Istituto superiore di magistero femminile di Roma, approfondendo studi filosofici, pedagogici e antropologici (si iscrisse nel 1903 alla Facoltà di Filosofia) e stringendo nuovi e significativi rapporti. L’impostazione culturale decisamente post-positivistica la portò a riflettere sul pensiero di Nietzsche, sulla scia di pensatrici con cui si sarebbe confrontata, come le suffragiste Ellen Key e Anna Maria Mozzoni (di cui firmò, nel 1906, la nota petizione per il diritto di voto).

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El Pelé el va in television

di Luca Bartolommei

Esterno dopomezzdì. La via della Chiesa Rossa è già diventata via Pavese e il naviglio ci scorre accanto. Siamo a Rozzano Vecchio. Il Pelé è lì, al centro della ringhiera, seduto, stringe amorevolmente tra le mani il suo tollòfono, che quando ha fretta di scaricarlo dalla macchina chiama semplicemente tollòn, così come quando lo cerca dopo qualche concerto “ohei, dov’e che l’è el tollòn, l’è no che me l’hann ciollaa?“. Finora non è successo. Quel bizzarro strumento lo segue da una vita, ha subito modifiche ed evoluzioni nei materiali, l’ultima versione, ad esempio, ha addirittura le lucine multicolori in cima al manico, volendo anche a intermittenza.

L’intervista di Enrico Rotondi, firma storica del TG3 lombardo, a Giancarlo Peroncini comincia proprio con qualche domanda sul tollòn. Sì, perché domani mattina, mercoledì, il Pelé sarà in television, in su la Rai, e ci sarò anch’io.

Il nostro amico Giovanni Manzari, dialettologo-ricercatore-organizzatore di incontri e altro, è anche lui lì a montar la guardia nell’attesa dell’evento e condivide con poca fatica e molta partecipazione di papille e ganasce il bendiddio che la Rosanna (moglie del Pelé) ci ha preparato. Sembra domenica, infatti durante il pranzo parlo di famiglia allargata. Barbera de rigueur, ma senza esagerare. Continua a leggere