“Simone De Beauvoir: La passione per la libertà” – un articolo di Chiara Volpato

Il secondo sesso di Simone de Beauvoir ha compiuto quest’anno sessant’anni ma i mezzi di informazione non se ne sono accorti. Vi proponiamo l’articolo scritto per il nostro blog dalla professoressa Chiara Volpato, docente di Psicologia sociale alla Bicocca di Milano, università che ha dedicato un incontro al compleanno del libro-simbolo dell’emancipazione femminile. Continua a leggere

Al Senato una mozione PD per una corretta immagine delle donne

(ASCA) – Roma, 18 dic – “Impegnare il governo ad assumere iniziative perché il sistema radiotelevisivo pubblico svolga un’opera di sensibilizzazione al rispetto della diversità di genere e della dignità delle donne e perché nelle scuole siano avviate campagne di informazione per aiutare i giovani a difendersi dagli stereotipi di genere”. È questo lo scopo principale di una mozione sul rapporto tra donne e media presentata dal gruppo del Pd al Senato, di cui è prima firmataria Vittoria Franco e che è stata sottoscritta dalla presidente Anna Finocchiaro, dai vicepresidenti Luigi Zanda, Nicola Latorre e Felice Casson e da tutti i senatori democratici. Continua a leggere

Rosy, da sola ne abbatte quattro

Ecco un’altra donna che sa difendersi sul ring televisivo (da il Fatto del 16 dicembre).

«Sola contro quattro dobermann. Rosy Bindi ha dovuto combattere, lunedì sera, seduta nel salotto di Porta a Porta, contro Ignazio La Russa, Roberto Cota, Fabrizio Cicchitto e lo stesso Bruno Vespa, che si è rivelato ancora una volta tutt’altro che un gentiluomo. Eppure Rosy, non solo non si è tirata indietro, ma ha condotto la battaglia molto meglio di come avrebbe fatto uno qualunque dei suoi colleghi uomini. Ha più volte costretto al silenzio i mastini del centrodestra, calma, determinata, puntuale nelle risposte (soprattutto quelle sul terrorismo). In una parola, donna». (Si.D’o)

Roberto Castelli a Concita De Gregorio: “Dimostri che non è una prostituta…”

Una giornalista donna che argomenta le proprie posizioni, un politico che in diretta tv si rivolge a lei con una frase del tipo: «E se le dessero della prostituta?». É successo martedì sera durante la trasmissione di Rai2 Ballarò. Vi proponiamo la registrazione dell’intervento della direttrice dell’Unità Concita De Gregorio, alle prese con le “argomentazioni” provocatorie del vice ministro Roberto Castelli.

Si tratta, a nostro parere, di un nuovo esempio della distorsione dell’immagine delle donne e della violenza verbale che viene troppo spesso esercitata su di loro sui media e persino nelle tv del servizio pubblico. Un episodio che va al di là della stessa De Gregorio, e che non perde il suo valore e il suo impatto negativi sul pubblico con le goffe scuse successive di Castelli.

E adesso basta con la tv che degrada le donne – Gabriella Cims su Italia oggi

Ripubblichiamo l’intervento su Italia Oggi di Gabriella Cims, responsabile dell’Osservatorio sulla direttiva europea per le tv del Ministero delle comunicazioni. Donne della realtà ha aderito e rilanciato la sua proposta di sostenere  modifiche al “Contratto di servizio pubblico radiotelevisivo” per valorizzare la “dignità umana, culturale e professionale” delle donne. Finora Italia Oggi è stato l’unico quotidiano italiano ad aver pubblicato l’appello della Cims.

Si potrebbe evitare di condire ogni trasmissione tv con un pezzo di carne di donna. Perché è di questo che si tratta quando, accanto al conduttore di turno, che in genere incarna l’autorevolezza, si espone una forma corporea femminile della cui testa, il più delle volte, nulla è dato sapere. C’è un concetto che si chiama dignità che, riferito alle donne, è stato sinora troppo tradito dai mezzi di comunicazione, in un processo a valanga che sta travolgendo tutto e tutti. Continua a leggere

Donne della realtà rilancia l’appello a Romani, Calabrò e Garimberti: almeno nel servizio pubblico limitiamo lo scempio che si fa giornalmente dell’universo femminile

Sosteniamo le modifiche al nuovo “Contratto di servizio pubblico radiotelevisivo” proposte da Gabriella Cims, responsabile dell’Osservatorio sui Servizi Audiovisivi, per «evitare di condire ogni contesto di trasmissione televisiva con un pezzo di carne di donna» e valorizzare invece la «dignità umana, culturale e professionale» delle donne, «concetto ultimamente troppo tradito dai mezzi di comunicazione». Continua a leggere

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