Festival di Sanremo: la verità vi fa male, lo so

di Roberta Valtorta

Record di ascolti e di polemiche, piedi nudi, linguaggio dei segni, reunion, familismi e monologhi che vorrebbero far dimenticare le gaffe. La nostra inviata speciale nell’insidioso mondo degli stereotipi ci riporta al lapsus freudiano che tiene insieme il mastodontico carrozzone del festival di Sanremo.

Questi sono i bozzetti degli abiti che Francesca Sofia Novello indosserà domani e sabato sera sul palco di Sanremo. La modella milanese , legata al campione di motociclismo Valentino Rossi, li ha pubblicati sul proprio profilo Instagram, alimentando così l’attesa per la propria “co-conduzione” dell’edizione 2020 del festival della canzone italiana (immagine da informazione.it)

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Lilla, verdi, bianchi, gialli, azzurri o blu: angeli di ogni colore per bambini tutti uguali

di Paola Ciccioli

«Penso lo sappiate tutti: allo Zecchino d’Oro gli interpreti sono importantissimi, ma a vincere è la canzone». Fra’ Giampaolo parla alla platea di 98 bambini (più relativi genitori e familiari) che dal 30 agosto a venerdì 1° settembre affrontano la giuria incaricata di scegliere a quali voci assegnare i 12 brani della sessantesima edizione del concorso canoro, orfano di Mago Zurlì.

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Canzonette di massa e di governo

di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto*

Maria Callas durante le vacanze a Ischia nel 1957 (foto dal diario Facebook di Jose Luna). La grande soprano fece il suo debutto in palcoscenico nel 1939 al Teatro Olympia di Atene nel ruolo di Santuzza nella “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, che prese la tessera del Partito nazionale fascista nel 1932 (http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-mascagni_%28Dizionario-Biografico%29/)

Consapevole di quanto le motivazioni ideologiche e culturali fossero importanti ai fini del consenso, il fascismo dedicò un’attenzione tutta particolare al mondo della cultura e della scuola. La scuola italiana era stata profondamente ristrutturata, già nel 1923, con la riforma Gentile: una riforma, ispirata ai princìpi della pedagogia idealistica, che cercava di accentuare la severità degli studi e sanciva il primato delle discipline umanistiche (considerate come il principale strumento di educazione delle élites dirigenti) su quelle tecniche, relegate a una funzione nettamente subalterna. Una volta consolidatosi, il regime si preoccupò di fascistizzare l’istruzione sia attraverso il controllo dei libri scolastici e l’imposizione, dal 1930, di «testi unici» per le elementari. Nel complesso il corpo docente si adattò senza grosse resistenze alle direttive del regime: anche se la fascistizzazione fu spesso superficiale, dal momento che molti insegnanti, formatisi nel clima culturale di prima della guerra, continuarono a svolgere il loro lavoro come avevano sempre fatto, senza concedere al fascismo nulla più che un’adesione generica.

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Luci da stadio su volti da studio: intrecci di menti, corpi (e fotine su Twitter)

di Chiara Pergamo

Tutto comincia da questo commento sul blog:

«Salve. Penso che il vostro blog tocchi un problema reale: “Chi sono le donne della realtà? Dove sono finite?”.  E io aggiungerei che questo potrebbe essere utile per scoprire un ente ancora più sconosciuto: l’uomo. 🙂A proposito della donna che lavora e della donna “velina” (fermo restando che lavorano anche le veline) c’è un episodio che per me è emblematico. Paola Ferrari, una nota e brava giornalista RAI, tempo fa ha partecipato a “Ballando con le Stelle”.
Mi ha colpito perché mi è sembrata una ricerca della celebrità – popolarità fatta attraverso non la “mente” ma con il “corpo”: movimenti seducenti, vestito molto molto scollato etc. Mi è sembrato quasi un tornare indietro di una donna che è riuscita a imporsi attraverso il lavoro di giornalista, la mente, e poi ha scelto di comparire attraverso il corpo, come una qualsiasi velina diciottenne.
Mi farebbe però piacere sapere cosa ne pensa una donna.
Saluti. Umberto».

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Un fotogramma dalla “Domenica Sportiva” di Paola Ferrari

Ho cercato una risposta all’interrogativo che sottopone il signor Umberto, ossia se la giornalista scollacciata metta da parte la professionista per desiderio di apparire. Ben colgo il punto, ma una vocina nella testa mi fa concentrare, più che sul focus della questione, proprio sulla Ferrari! Umberto si dichiara colpito dalla partecipazione della giornalista a Ballando con le stelle, risalente al 2005: personalmente ha suscitato in me più stupore la bizzarra querelle insorta a cavallo tra 2012 e 2013 sul tema “l’estetica della Ferrari, non l’auto, la giornalista”. Continua a leggere

Real Time abbatte (in Italia) il tabù degli “inappuntamentabili”

di Chiara Pergamo

The Undateables

Alcuni protagonisti di “The Undateables – L’amore non ha barriere”

Per ciascuno noi, il primo appuntamento è sempre un momento di grande coinvolgimento emotivo: come glielo chiedo? Come mi vesto? Dove potremmo andare a prendere un caffè? E se non beve caffè?
I giusti timori e le apprensioni di mamme e amici si mescolano alla curiosità frivola di chi vorrebbe condividere con te il pettegolezzo sul nuovo flirt. Tutto normale, dunque.
Sì, va bene, ma se tu sei autistico? O se soffri di un disturbo ossessivo-compulsivo che ti impedisce di avere un contatto fisico con le persone? Diciamo che in questi casi la situazione si complica.
È proprio su “questi casi” che si concentra The Undateables (letteralmente “Gli inappuntamentabili”), docu-reality della BBC portato in Italia da Real Time, che vi ha aggiunto il sottotitolo L’amore non ha barriere: lo scopo di questo programma è di mostrare come ragazzi e ragazze che convivono con una diversità fisica o mentale possono desiderare, come tutti, di trovare una persona con cui avere una relazione sentimentale ed essere amati per ciò che sono.
In ogni episodio si raccontano le storie di 3 giovani che, con l’aiuto di esperte agenzie di incontri, vivranno il loro appuntamento romantico (spesso il primo della vita), al pari dei ragazzi “comuni”: si parla con i protagonisti, si conoscono le loro famiglie e si racconta, appunto, di come viene affrontata una cena fuori o una passeggiata sul lago. Continua a leggere

Barbara Spinelli alla Vigilanza Rai: «Giornalisti e registi imparino a evitare gli stereotipi di genere»

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Aggiorniamo questo post con la foto di Barbara Spinelli all’aeroporto Marconi di Bologna di ritorno da Istanbul dove, il 13 gennaio 2017, è stata respinta alla frontiera e rimpatriata in Italia. L’avvocata ha partecipato come osservatore internazionale ai processi in corso contro gli avvocati turchi. Con lei, in questa immagine da https://www.radiocittadelcapo.it/ il presidente dell’Ordine degli avvocati del capoluogo emiliano, Giovanni Berti Arnoaldi Veli

«Quando si evidenzia la necessità di modificare la rappresentazione di uomini e donne, non entrano in gioco solo i valori, ma anche i diritti fondamentali della Persona, ed in particolare quelli di donne e bambine».

È la premessa fondamentale delle richieste presentate dell’avvocata Barbara Spinelli e dalla Piattaforma Cedaw nell’audizione dell’8 gennaio al presidente della Commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, in vista dell’approvazione del nuovo contratto di servizio della televisione pubblica. Impossibilitata a partecipare di persona, la firmataria di questo importante documento, che vi invito a leggere integralmente, è stata rappresentata da Claudia Signoretti di Pangea.

(Paola Ciccioli)

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Stereotipi di genere e Rai: “Fateci vedere il nuovo contratto del servizio pubblico”

Josefa Idem Ministra per le Pari Opportunità

Alla cortese attenzione di:

Ministra Pari Opportunità Josefa Idem

Ministro Sviluppo Economico Flavio Zanonato

Vice-Ministro Sviluppo Economico Antonio Catricalà

Presidente della Camera Laura Boldrini

Presidente RAI Anna Maria Tarantola

Presidente Commissione Vigilanza RAI Sergio Zavoli

Oggetto: la rappresentazione delle donne nella televisione pubblica

Gentili Signore ed Egregi Signori,

apprendiamo dalla stampa che è attualmente in discussione il nuovo Contratto di Servizio Pubblico 2013/2016.

Come organizzazioni che da anni si occupano (anche) del tema della rappresentazione di genere nei media, con la presente Vi chiediamo dunque di poter prendere visione dei relativi articoli del nuovo testo prima che venga approvato dalla Commissione di Vigilanza, per poter eventualmente essere audite in merito Continua a leggere

La presidente Rai e le donne in televisione: «Il sondaggio è parziale»

Anna Maria Tarantola

Ieri abbiamo pubblicato la lettera di DonneinQuota che chiedeva alla presidente della televisione pubblica che fine avesse fatto il monitoraggio sulla presenza delle donne nei programmi, oggi la parola passa alla scarna risposta di Anna Maria Tarantola:

Gentile Donatella Martini,
il sondaggio del novembre 2012 è un sondaggio parziale e di tipo sperimentale da me voluto, a seguito del quale è stata avviata una rilevazione sistematica e completa. Non appena i dati saranno disponibili sarà  mia cura farglieli avere e pubblicarli sul sito Rai.
Cordialmente,
Anna Maria Tarantola

Rai e immagine femminile: quando ci dite com’è andato il monitoraggio?

di Maria Angela Bonas

Questa è la lettera di DonneinQuota per sollecitare la RAI a pubblicare i dati relativi al monitoraggio, effettuato dall’osservatorio di Pavia,  dei programmi sotto il profilo di una rappresentazione dell’immagine femminile: informazione importantissima visto l’impatto dei mezzi di comunicazione sulla cittadinanza, in considerazione del ripetersi di violenze nei confronti delle donne.

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“Si dice donna”. Quando la Rai non ci offendeva

Si dice donna, in onda su Rai 2 tra il 1977 e il 1981, è stata una trasmissione che ha raccontato la realtà con occhio di donna.

Martedì 6 novembre, ore 18.00, all’Unione Femminile Nazionale in Corso di Porta Nuova 32 (Milano)

presentiamo il libro di Loredana Cornero

LA TIGRE E IL VIOLINO

“Si dice donna” Un programma di Tilde Capomazza
(Rai Eri, 2012)

Un’occasione per discutere e proporre la TV che vogliamo

Ne parliamo con:

LOREDANA CORNERO, autrice de La tigre e il violino 

TILDE CAPOMAZZA, autrice del programma Si dice donna 

ANNAMARIA GUADAGNI, giornalista Continua a leggere

Fatevene una ragione, le vere Miss siamo noi

L’associazione DonneinQuota ci mette anima e corpo e chiama tutte (e tutti) a raccolta: domenica 9 settembre flash mob, rigorosamente all’italiana, al grido di: “FATEVENE UNA RAGIONE, LE VERE MISS SIAMO NOI”.

Adunata alle ore 17 davanti alla sede Rai di Milano in corso Sempione, angolo Riva di Villasanta. Nessuna caccia alle streghe, nessun anatema, nessun estremismo. Soltanto una richiesta, pressante e ironica, alla presidente della Rai Anna Maria Tarantola di applicare, una buona volta, il contratto di servizio della televisione pubblica Continua a leggere

Donne e Rai: la risposta della Presidenza della Repubblica

Il 18 febbraio scorso Donatella Martini di DonneinQuota e Paola Ciccioli di Donne della realtà hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla ministra con delega alle Pari opportunità Elsa Fornero per chiedere l’applicazione delle norme che prevedono una rispettosa rappresentazione dell’universo femminile nei programmi Rai. Ecco la risposta della presidenza della Repubblica:

Donne ucraine

 

Una poesia particolare come epigrafe alla propria tesi, intitolata “Donne ucraine in Italia: una migrazione per lavoro. Un’indagine qualitativa“. Questa la scelta fatta da Stefania Fiocco che si è laureata in Psicologia, con il massimo dei voti e la lode, all’università Bicocca di Milano.

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Donne e media: incontro al ministero

Incontro a Roma il 6 marzo, al ministero del Lavoro e del Welfare, tra la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra e il Comitato Immagine Differente, promotore di una proposta di legge per equiparare l’Italia agli altri Paesi europei in materia di donne e media. Del Comitato Immagine Differente, costituito a Milano nel 2010, fanno parte la Cgil e le associazioni Amiche di abcd e DonneInQuotaContinua a leggere

Sanremo, appello a Fornero e Napolitano

Al Presidente della Repubblica
Onorevole Giorgio Napolitano
Alla  Ministra del Lavoro e Politiche sociale con delega alle Pari Opportunità

Prof.ssa Elsa Fornero

Milano, 18.02.2012

Signor Presidente della Repubblica, Signora Ministra con delega alle Pari Opportunità, finalmente una esponente di governo dà una condanna netta della rappresentazione femminile nella televisione italiana. Questo avviene proprio in contemporanea alla messa in onda del Festival di Sanremo che, forse mai come quest’anno, è platealmente infarcito di contenuti sessisti. Contenuti e allusioni che raggiungono milioni di telespettatori sintonizzati sulla prima rete della Tv pubblica. Continua a leggere