Le Giornate di Milano, non più soltanto cinque

di Paola Ciccioli

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A Bergamo e al suo “sentimento civile”

di Paola Ciccioli*

«A Bergamo s’arrivò in un treno gremito, tutte persone indaffarate con le loro borse. Ci ritrovammo in folla alla funicolare della Città Alta. Le impressioni meccaniche della vita quotidiana, le officine della pianura lombarda, il movimento di Milano di cui eravamo ancora una lontana vibrazione, occupava i nostri pensieri; ma bastò che si scendesse tutti alla piazza del Mercato delle Scarpe, e si entrasse nell’aria della città medievale, perché tutto questo svanisse d’incanto; ognuno si trovò quasi in una remota abitudine, in una vita lenta e addolcita; le ore di tutte le chiese parvero lunghe; tutto quello che avevamo lasciato di ansie e affari alle nostre spalle sembrò il fatto d’una vita doppia e d’un atteggiamento» (Corrado Alvaro, Itinerario Italiano).

*Le parole curano e guariscono: oggi le dedichiamo alla città che più di altre piange le vittime dell’epidemia da Corona Virus. Grazie a Luca Bartolommei per la registrazione del video, anticipato questa mattina sui nostri canali Facebook.

Tre giorni da Budapest a Milano, mentre il Corona Virus cancella voli e moltiplica diffidenze

Testo e foto di Ivana Tamoni De Vos

L’aeroporto internazionale di Budapest con le indicazioni del divieto di atterraggio dei voli provenienti da Milano, Bergamo e Treviso disposto mentre l’autrice di questa testimonianza era in Ungheria con i due figli

Corona Virus è il termine per una drammatica realtà, il più usato al mondo da metà gennaio.

Fino a venerdì 6 marzo, per noi italiani Corona Virus ha significato una grande attenzione e l’esistenza di due zone rosse monitorate costantemente.

Da tempo avevo fissato un incontro a Budapest con mia figlia proveniente da Londra con il resto della famiglia, un modo diverso di vedersi, una gratificazione scelta dopo anni di grande impegno. Partenza regolare da Milano Malpensa con i controlli di rito e l’eccitazione smorzata dall’incertezza del momento. In cuor mio sapevo che quel viaggio aveva (e ha avuto) un grande significato famigliare e personale: ritrovarsi da adulti non più a casa, condividere una città affascinante, vivere e apprendere, l’inizio d’un nuovo periodo. In gennaio non potevo immaginare tutto quello che ci riguarda oggi. Ma un conto è leggere le notizie, un altro è verificarle di persona, anche nei minimi risvolti. Dai giornali avevo appreso qualche giorno prima che la compagnia di volo ungherese Wizz Air prevedeva il controllo della temperatura allo sbarco. E così è stato. L’esperienza è recentissima e ve la racconto…

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«Madonnina, sostieni nella fatica logorante chi sta curando i malati»

La preghiera ai piedi della Madonnina dell’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, «nei giorni tribolati del Corona Virus»

On March 11th 2020 the Archbishop of Milan has prayed on top of Duomo cathedral in different languages, adressing «all the people» so that «our Earth could be an attractive land for living».

– Sulla sommità del Duomo , l’11 marzo 2020 l’Arcivescovo di Milano ha pregato in diverse lingue, rivolgendosi a «tutte le genti» affinché «la nostra Terra sia una terra dove è desiderabile abitare».

«Una esortazione alla preghiera per i fedeli di ogni credo e per i non credenti un documento che è già Storia della città di Milano e dell’Italia intera», ha scritto Paola Ciccioli su Facebook, ringraziando il fotografo Andrea Cherchi da cui ha condiviso il video.

 

O mia bèla Madonina che te dominet Milan,

Mater dolorosa, consolatrix afflictorum, conforta con la tua presenza

coloro che più soffrono nei nostri ospedali e nelle nostre case:

invoca ancora per tutti il dono dello Spirito Consolatore che ti ha consolato.

 

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Corona Virus, fidiamoci soltanto dell’informazione qualificata!

di Roberto Fumagalli*

«Abbiamo formato una rete che possa consentire il massimo delle cure».

Roberto Fumagalli, direttore del dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Niguarda di Milano, in questo video smentisce tutte le notizie false sull’accesso alle cure dei pazienti che hanno contratto il Corona Virus. E lancia a tutti noi un appello a informarci solo attraverso canali qualificati.

Quest’ultimo punto, cioè INFORMAZIONE QUALIFICATA, è fondamentale! Nell’interesse di tutti, diffondiamo, diffondiamo il più possibile questo appello e facciamo arrivare questo messaggio alle persone che si informano solo attraverso le reti televisive (su questo tornerò), grazie!

Sono stata ricoverata in questo ospedale un mese: so come lavorano. (Paola Ciccioli)

 

Nei giorni scorsi sono circolati messaggi social e audio su WhatsApp che descrivevano scenari non corrispondenti al vero in merito alle situazioni nelle Rianimazioni di alcuni ospedali lombardi dove si curano i pazienti affetti da #coronavirus. NON È VERO che lasciamo morire i pazienti, NON È VERO che non intubiamo i pazienti anziani, NON È VERO che scegliamo chi curare in base all’età. 

* Il professor Roberto Fumagalli, che è anche docente di anestesia e rianimazione all’università di Milano Bicocca, fa chiarezza sulla situazione nei reparti e ci invita ad affidarci solo alle fonti d’informazione ufficiali. Se vogliamo fare la vostra parte atteniamoci alle raccomandazioni anti-contagio e non diffondiamo le “fake news”. (Fonte: canale Youtube Ospedale Niguarda).

Milano e un fruscio nel suo impressionante silenzio

Testo e foto di Paola Ciccioli

Sono stata in ospedale a Milano.

Mi hanno provato la febbre all’ingresso e poi consentito di entrare dentro il vuoto di sedie, divanetti e poltrone disponibili per nessuno a metà.

La prima impressione è stata quella del silenzio della metropoli, che impressione, interrotto dal frusciare della mia gonna e da qualche motorino in lontananza.

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“Bella”, one word is enough

Testo, foto e traduzione in inglese di Luca Bartolommei

Gli Stati Uniti sono il secondo Paese che, ci informano le statistiche wordpress, contatta quotidianamente il blog Donne della realtà di cui sono la responsabile e coordinatrice. Seguono il Canada, il Regno Unito, l’Irlanda, tutti i Paesi europei e l’America Latina, perché come sapete il blog  ha un’intera sezione dedicata ai contenuti in lingua spagnola. Ho chiesto a Luca Bartolommei , che ringrazio, di tradurre in inglese i nostri migliori contributi su Milano, la sua storia e le sue canzoni che abbiamo realizzato insieme in questi anni. Noi vogliamo, lo desideriamo, mantenere vivo il nostro legame con il mondo: il web (il “vasto mondo”) è appunto questo. E, liberata da parole negative e fuorvianti, la Rete è la grande risorsa a nostra disposizione per evitare l’isolamento e il pregiudizi, specie di in queste settimane di allarme Corona Virus. Non potevano che iniziare con l’articolo scritto da Luca sulla sua esperienza di busker sotto le guglie del Duomo. (Paola Ciccioli)

I shot this picture with my phone last september 1st. In a while, light had changed and Duomo looked no longer golden. I’ve caught the moment. I have chosen this photo as cover of my Facebook page “Palcoscenico Milano” where I post pics, videos and other stuff about my going-around-busking-by-myself tour in Milano (https://www.facebook.com/Luca-Bartolommei-Palcoscenico-Milano-440509793146462)

From time to time I pick up my travel guitar and my small mobile PA and go busking in the streets of Milano. I mostly play and sing milanese traditional songs of the 40’s and 50’s, my wife Paola named this project Milano on Stage. Then, Milano itself becomes a huge scene where I can tell to passers-by tales about characters, situations, stories, locations, vices and virtues of the town. Busking, by the way, is something unique in terms of my personal experience, and is really rewarding, it’s something new, and it’s not granted, even after a lifetime spent with and in music. Continua a leggere