Germana Marucelli e le disubbidienze di una “sarta” al regime

di Fernanda Pivano*

In questa foto del 1934 di Emilio Sommariva un modello della sartoria Ventura di Milano, rilevata alla fine degli Anni ’40 da Germana Marucelli. http://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-2y010-0006395/ «I modelli del Ventura» sono celebrati in musica anche ne “La gagarella del Biffi Scala”, la canzone scritta da Giovanni D’Anzi alla quale è dedicato il primo numero del trimestrale dell’Associazione Donne della realtà

A Milano impazza la settimana della moda. Ma, attenzione, prima degli stilisti c’erano sarti e sarte. Soprattutto sarte!

Germana aveva vent’anni e allegramente si prese il compito più difficile delle sartorie di quel tempo. Presto conobbe tutti i vicoli, i negozietti più segreti di Parigi dove trovare quel certo bottone o quella certa fibbia senza i quali i modelli rifatti in Italia non avrebbero potuto essere venduti come originali. Soprattutto sviluppò presto una capacità di memoria visiva tale che il famoso venditore di copie Guido la definì «una Zeiss di precisione».

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Le ragazze vanno all’amore

di Ivano Fossati

Una foto di Giuseppe Cozzi per dare l’arrivederci all’estate e fare gli auguri di buon compleanno al cantautore Ivano Fossati, nato a Genova il 21 settembre 1951. Spiega Giuseppe Cozzi: «Questo è uno scatto dell’estate del 2015, a Venezia, sestiere Castello, riva dei Sette Martiri, un affaccio sul bacino di San Marco ». Grazie!

Dedicata a Nicolina Pacini, uccisa a 15 anni dall’ex compagno di sua madre. E alle giovani donne ferite e mortificate dalla violenza.

Le ragazze di Firenze vanno al mare
le ragazze di Firenze vanno all’amore
le ragazze di Milano han passo di pianura
che è bello da vedere
che è bello da incontrare
in questi posti davanti al mare
con questi cieli sopra il mare
quando il vento riscalda a suo tempo il mare.

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Il bello dell’Isola è che qui «le persone si salutano per strada»

di Alberto Pellegatta*

Marina Previtali, “Veduta di P.ta Nuova, MI”, tecnica mista su carta, cm. 48×33 (2014). Scrive Maurizio Cucchi nel catalogo della mostra “Quartieri di poesia”, curato dalla Galleria Previtali: «Gli umani attrezzi, le macchine formidabili, le impennate e i generosi e assurdi slanci verso il cielo, che la mano dell’artista sembra quasi voler ridurre a un ritmo orizzontale, ancora inquieto, ma come vicino a negare il vortice di un progetto espansivo ormai remoto…» (http://www.galleriaprevitali.it/portfolio-item/portfolio-1/)

Parlare dei luoghi emblematici di questo antico quartiere milanese è fin troppo facile, molti sono scomparsi e altri ne sono nati: l’Isola produce continuamente simboli. Se Milano è il luogo dell’affanno produttivo, qui il tempo rallenta. Nessuna zona del centro può vantare una simile atmosfera, qui il rumore del traffico si allontana – per la difficoltà di trovare parcheggio e per il dedalo di sensi unici che scoraggia gli automobilisti – e le persone si salutano per strada.

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«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale»

di Eugenio Montale*

La luce e il mare a Monterosso in una foto scattata con il cellulare da Luca Bartolommei il 21 agosto 2017. Il paesaggio ligure ha inciso profondamente nella sensibilità di Eugenio Montale e i sentieri del Parco nazionale Eugenio Montale e delle 5 Terre sono punteggiati da mattonelle con i versi più celebri del poeta genovese, compresi quelli scelti oggi da Paola Ciccioli nella ricorrenza del 36° anniversario della morte del Premio Nobel (http://www.parconazionale5terre.it/)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

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«Lucio Fontana mi disse di leggere adagio le mie poesie, e intanto lui disegnava»

di Lina Angioletti*

Lucio Fontana, “Ambiente Spaziale”, 1967. E “Ambienti/Environments” è il titolo della mostra «che raccoglie per la prima volta nove Ambienti spaziali e due interventi ambientali, realizzati da Lucio Fontana tra il 1949 e il 1968 per gallerie e musei italiani e internazionali». Dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, Milano, Pirelli HangarBicocca, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana (http://www.hangarbicocca.org/)

Un altro amico illustre è stato Lucio Fontana.

La prima volta che illustrò una mia raccolta di poesia fu attraverso l’Editore Arturo Schwarz; la seconda volta fu per la mia raccolta Discorso a Sergio, Edizioni del Triangolo, e fu dopo la morte del nostro Sergio.

Ricordo che io, che ero un pezzo di dolore e basta, andai dietro pressione affettuosa di Roberto Sanesi nello studio di Fontana; ero seduta da un lato del suo tavolone e lui dall’altro nel suo bellissimo studio di Milano, in corso Monforte.

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Teresa Franchini, tutta la forza del teatro

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

In questa eccezionale immagine, l’attrice Teresa Franchini è con Tino Carraro sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano proprio nel “Processo a Gesù” di Diego Fabbri, regia di Orazio Costa, scene di Bruno Colombo, stagione 1954-55, rimasta impressa nella memoria di Alessandro Quasimodo. (Fotografia: Bernardi http://archivio.piccoloteatro.org/)

La grande attrice Teresa Franchini (Rimini, 18 settembre 1877 – Sant’Arcangelo di Romagna 10/8/1972) raccontata da Alessandro Quasimodo.

Teresa Franchini era un “tipetto”, aperta, una donna di una schiettezza assoluta. A volte si rimproverava di non essersi morsa la lingua, invece di dire ciò che pensava e danneggiarsi così da sola. Anche con lei, come con Emma Gramatica, il primo incontro è avvenuto a teatro attraverso l’emozione che è riuscita a trasmettermi dal palcoscenico. È successo al Piccolo di Milano, quando l’ho vista nel Processo a Gesù di Diego Fabbri, con la regia di Orazio Costa. Interpretava la vecchia delle pulizie. E aveva un suo monologo, una parte di pochi minuti rispetto all’intero respiro del lavoro. Però diventava la protagonista indiscussa della scena e del dramma.

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«…ma poi è uscito il sole…»

di Monica, dieci anni, filippina*

Intervalli di poesia a cura di Flavia Rampichini (nella foto di Paola Ciccioli) durante il concerto della Banda Dehors all’hospice “Il Tulipano”, nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. La Banda, fondata da Vincenzo Onida e formata in maggioranza da strumentiste, si esibirà il 16 settembre nel giardino condiviso Isola Pepe Verde, sempre nel capoluogo lombardo

 Quello che resta

Le persone sono semplici

ma sono lo stesso

belle.

La vita è come una grotta

è tutta buia.

È anche infinita

come una torre.

Abbiamo passato momenti

duri,

ma poi

è uscito il sole

a darci la felicità.

Noi siamo colline

e, pian piano,

ci abbassiamo.

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