«Lucio Fontana mi disse di leggere adagio le mie poesie, e intanto lui disegnava»

di Lina Angioletti*

Lucio Fontana, “Ambiente Spaziale”, 1967. E “Ambienti/Environments” è il titolo della mostra «che raccoglie per la prima volta nove Ambienti spaziali e due interventi ambientali, realizzati da Lucio Fontana tra il 1949 e il 1968 per gallerie e musei italiani e internazionali». Dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, Milano, Pirelli HangarBicocca, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana (http://www.hangarbicocca.org/)

Un altro amico illustre è stato Lucio Fontana.

La prima volta che illustrò una mia raccolta di poesia fu attraverso l’Editore Arturo Schwarz; la seconda volta fu per la mia raccolta Discorso a Sergio, Edizioni del Triangolo, e fu dopo la morte del nostro Sergio.

Ricordo che io, che ero un pezzo di dolore e basta, andai dietro pressione affettuosa di Roberto Sanesi nello studio di Fontana; ero seduta da un lato del suo tavolone e lui dall’altro nel suo bellissimo studio di Milano, in corso Monforte.

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Amicizia è… due asciugamani del corredo che sventolano sulle Ande

di Eliana Ribes

Un’altra immagine scattata in Perù dalla giurista maceratese Lina Caraceni ci fa continuare la storia di Nestor e Paulina che ci ha regalato Eliana Ribes. Qui due donne andine mentre filano la lana di alpaca con cui confezionano guanti, cuffie e altri accessori poi messi in vendita in tutto il mondo attraverso la rete del Commercio equo e solidale

Una coppia di peruviani arriva a Macerata per perfezionare l’arte della tessitura. Culture diverse si intrecciano, nuovi legami nascono.

Nestor e Paulina erano alloggiati in un ostello, ma a diversi volontari della Bottega Mondo Solidale di Macerata ha fatto piacere averli ospiti nelle loro case, per approfondire la conoscenza, e anche a noi. Era necessario superare la loro timidezza e il loro riserbo, ed io troppo mi sono data da fare, esagerando come faccio sempre quando mi trovo in una situazione insolita. Con un tono di voce sempre troppo alto, perché ho l’impressione che una lingua straniera si capisca meglio se si alza la voce, come se gli interlocutori fossero sordi, ho introdotto Paulina nella mia cucina e le ho fatto vedere come si cuoce la pasta, come si prepara un sugo semplice, e, cosa ancor più inopportuna per gente che mangia prevalentemente patate, come si impana la carne.

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I versi di Michelangelo all’amica poetessa Vittoria Colonna

di Laura Bartolommei

Nota a margine alla visita alla Pietà Rondanini di Michelangelo che ieri, 11 giugno 2017, Laura Bartolommei ha fatto “scoprire” al Castello Sforzesco di Milano ai soci e agli amici dell’Associazione Donne della realtà: grazie!

C’è una poesia di Michelangelo che ieri non ho letto per non dilungarmi troppo, in piedi con quel caldo, ma che vale la pena conoscere per aggiungere un tassello alla comprensione del grande artista. Mi pare che in questi pochi versi si possa rintracciare tutto l’amore di Michelangelo per la sua arte, un bel sentimento di amicizia e il solito drammatico conflitto tra anima (spirito, ideale, infinito, eternità) e corpo (materia, caducità, imperfezione, morte).

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Ad Antigua sulle tracce di una vera amicizia

di Simona Zucconi

Antigua, Guatemala © Vincent Ko Hon Chiu (http://whc.unesco.org/en/list/65)

Terminata la lettura del libro: “Antigua, vida mia” di Marcela Serrano, consigliatami da Paola Ciccioli.
Lettura molto coinvolgente ed appagante soprattutto in giornate estremamente malinconiche, dovute a un improvviso e non gradito cambio di stagione… Da qualche giorno, infatti, sembra essere tornato l’autunno, quindi poca voglia di uscire e tanta voglia di leggere e spaziare con la mente…

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«Per raggiungere la sua casa di sposa, mia madre dovette soltanto attraversare la strada»

di Eliana Ribes

Lida Bullorini con il fidanzato, e poi marito, Giuseppe Ribes. Eliana dedica ai suoi genitori un omaggio sincero ed è la madre Lida, che ora ha 94 anni, a conquistare il centro di questo racconto che è anche la perfetta descrizione di una generazione di donne semplici e allo stesso tempo straordinarie (entrambe le foto del post provengono dall’archivio privato dell’autrice)

Mamma ha 94 anni, è autosufficiente, tenace, orgogliosa e con tanta voglia di vivere. Abita ancora nella sua casa, quella che l’accolse il giorno delle nozze, settantuno anni fa. Per raggiungerla dovette solo attraversare la strada, perché si trovava di fronte a quella dei suoi genitori, lungo la statale 78, a Maestà di Urbisaglia. Andò in famiglia, come si diceva allora, cioè la famiglia oltre al marito comprendeva la suocera e una zia.

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Caro Zola, viva la gioia! Tuo Cézanne

di Paul Cézanne

“Les grandes baigneuses”, Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 1839 – 1906). Philadelphia Museum of Arts (http://www.philamuseum.org/)

Aix, 9 aprile 1858

Buongiorno, caro Zola

 

Prendo la penna infine

E com’è mio costume

Ti dirò innanzitutto

Come nuova locale

Che un forte temporale

Col suo sforzo possente

Fa cadere in città

Un’acqua che fertile fa

Dell’Arc la riva ridente.

Sia la nostra montagna

Che la verde campagna

Sentono la primavera,

Il platano germoglia,

Si corona di foglie

Il verde biancospino dai bianchi fiori.

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“Primavera dintorno” e a Roma va in scena il nostro libro in pantofole

di Sergio Angelo Picchioni

Perché la “Città ideale”? Perché vogliamo fare un omaggio al Centro Studi Marche che affida la propria immagine a questo capolavoro custodito nel Palazzo Ducale di Urbino. E perché il Cesma il 30 marzo 2017 ci ha ospitati nella sua sede di via dei Coronari a Roma per la presentazione del libro “È come vivere ancora” di Mariagrazia Sinibaldi, curato e pubblicato dall’Associazione Donne della realtà

Sarei voluto intervenire ma la mia età non me lo concede, ragion per cui ho raccolto le mie impressioni su un paio di fogli. Presentare un libro non è per me un’esperienza nuova, tanti avendone già recensiti, lodati o a volte anche criticati, sempre però in campo storico, filologico o anche archeologico. Ora dover presentare una raccolta di memorie e di sensazioni redatte in forma letteraria è un impegno nuovo, che mi ha lasciato per un certo tempo perplesso e indeciso.

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