«Troverete un bambino»

dal Vangelo di Luca 2,1 – 14

Bambina in Sirya

Lei si chiama Huda e questa foto è stata scattata nel 2014 dal fotografo turco Osman Sağırlı nel campo profughi di Atmeh, al confine tra Siria e Turchia. La bambina alza le mani perché scambia il teleobiettivo del fotografo per un’arma puntata contro di lei http://www.bbc.com/news/blogs-trending-35029445

«In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

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«Compatta, senza falle, gioia de quel Natale»

di Franco Scataglini

Compatta, senza falle,

gioia de quel Natale

(su la campagna el scialle

d’un silenzio inusuale):

 

la gran chioma canuta

de Ida, la romanza

che ogni volta fa muta

la famiglia, fragranza

 

de più linde cucine,

ferri culor cerasa

de le stufe, vetrine

lustre in tuta la casa,

 

e l’indugio dei fioli,

rossi, al gelo, sudati,

prima de pranzo, voli

de passeri assiepati

 

presso le porte a vetri

dopo tiri de fionda.

I arbori spoi, non tetri,

dove el vallato afonda.

L'immagine è di Corrado Maggi, l'ho presa dal suo profilo Facebook. Mi fa pensare a Palombina ma gli chiederò conferma. Le sue foto illustrano il libro di Margherita Rinaldi: “Il panorama qui è meraviglioso, bisogna che ce ne innamoriamo”. (www.marcellieditore.com/)

L’immagine è di Corrado Maggi, l’ho presa dal suo profilo Facebook. «È il Passetto… il mio posticino del cuore anconetano», ha specificato. Le sue foto illustrano il libro di Margherita Rinaldi: “Il panorama qui è meraviglioso, bisogna che ce ne innamoriamo”. (Amazon Kindle)

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Me gusta a scrie puisie…

di Giovanni Ciurciola

Via Buccolini

Via Buccolini a Urbisaglia, nelle Marche (foto dalla pagina Facebook di Ivana Forconi)

PREFAZIONE

Me gusta a scrie puisie ‘m maceratese…

e chi lo legghje e chi cce pensa sopre?

A stu munnu, ‘m mijardu parla inglese,

ma lo maceratese chi lo scopre?

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L’inviato abbronzato, «abbastanza sincero e mai troppo bugiardo»

di Stefano Benni

L’INVIATO

Visitai paesi lontani

per trovare la rabbia

ma fui sempre

un ricco tra i poveri

e tornavo a parlarne

un po’ abbronzato

Fui abbastanza sincero

e mai troppo bugiardo

ma il coraggio, quello vero

non lo trovai mai

Ora dirigo

un prestigioso giornale

i miei amici dicono

che non ho più amici

ma ho una grande

collezione

di cappelli esotici

di liquori forti

di foto di morti

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«Beni, dammi sa manu». «Vieni, dammi la tua mano»

di Peppinu Mereu

mereu_poesie

La poesia “Amore” di Peppinu Mereu è tratta dall’antologia curata da Giancarlo Porcu con traduzioni dal sardo all’italiano di Giovanni Dettori, Marcello Fois e Alberto Masala. Alessandro Mongili l’ha donata a Paola Ciccioli il 18 gennaio del 2013 al bar Magenta di Milano

AMORE

 

Beni, dammi sa manu, isfortunadu,

tue ses dignu de s’istima mia:

lottend’in-d unu mar’ ‘e angustia

custu virgine cor’as meritadu.

 

Cantas bortas pro me as deliradu

sognende cudda candida Maria,

chi t’est present’a ti narrer: isvia

su dolu, ca da ipsa ses amadu.

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La maestra «infelice con classe» e l’allievo che vuole essere lei

di Maria Elena Sini

Milano, 22 marzo, 2017. Michela Murgia coordina nella Sala Alessi di Palazzo Marino l’affollata conferenza stampa di presentazione di “Tempo di libri”, la prima Fiera dell’editoria italiana che si terrà nel capoluogo lombardo dal 19 al 23 aprile. «Il libro è un attivatore di relazioni», ha felicemente sintetizzato la scrittrice sarda (http://www.tempodilibri.it/it/)

Da tempo mi sono messa sulle tracce di Michela Murgia perché, al di là delle sue doti di scrittrice, ne ammiro l’energia, la chiarezza espositiva, la capacità di comunicare, la forza con la quale conduce le sue battaglie, l’originalità che è in grado di sprigionare anche partendo dalle cose semplici. In questo solco si inserisce la modalità innovativa con la quale ha lanciato sul mercato Chirù, il suo ultimo romanzo edito da Einaudi. La pubblicazione del libro infatti è stata preceduta dalla creazione di un profilo Facebook del personaggio che dà il titolo al libro. Io sono una di quei lettori che sono entrati nell’orbita creata dall’autrice prima della pubblicazione della sua opera attraverso le vicende di Chirù, un adolescente studente del Conservatorio, che dal suo profilo raccontava le sue pene d’amore, i suoi rapporti con gli amici, la relazione con la sua città, Cagliari, l’incontro con l’altra protagonista del romanzo.

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Un Nobel familiare avvelenato: la lettera a Quasimodo del figlio Alessandro

di Paola Ciccioli

«Milano 9 dicembre 1959

Caro papà,

forse ti stupirà ricevere questa mia a Stoccolma, ma sento il dovere di avvertirti che la mamma ha preso la decisione di chiarire la sua posizione coniugale con te.

Io non posso certo interferire sulla sua volontà, né permettermi di giudicarla. L’avvocato scelto dalla mamma ti scriverà, se già non lo ha fatto.

Con rammarico, affettuosamente.

Sandro»

lettera di Alessandro

La lettera spedita a Salvatore Quasimodo dal figlio Alessandro il giorno prima che il poeta venisse insignito a Stoccolma del Premio Nobel per la letteratura 1959

Dicembre d’uragani e mare avvelenato: allora come ora.

10 dicembre 1959: Salvatore Quasimodo sta per ricevere dal re di Svezia il Premio Nobel per la letteratura. In Italia sono in parecchi a storcere il naso e a rendere più gelida la già fredda aria di Stoccolma che il poeta raggiunge in treno in compagnia della sua segretaria, con la quale ha una relazione intima. Da Milano, mentre il viaggio della consacrazione e della fama è ancora in corso, parte una lettera Urgente all’indirizzo della “Fondazione Nobel, Reale Accademia Svedese, Stoccolma”.

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