«Tenevo il fuoco tra le dita»

di Maria Cumani*

Maria Cumani (Milano, 20 maggio 1908 – Milano, 22 novembre 1995). La danzatrice, che nel 1948 sposò il poeta Salvatore Quasimodo, in questa foto è a Roma nel 1967 durante uno spettacolo in via Margutta (https://www.facebook.com/pg/mariacumani/photos/?ref=page_internal)

Tenevo il fuoco tra le dita.

Ora ho cenere nei pugni chiusi.

E sempre gioie innestate sul dolore

al cui soffio inerzia e noia

in fuga vanno disperse a cielo aperto

e mi forzano alla lotta

con parole così decifrate

(saziando la mia fame):

“Beata l’anima ferita

che può reagire libera

dai legami del giorno

dai cieli dei cattivi pensieri!”

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Anche la fantasia dei bambini fa un tuffo ne “La mer”

di Luca Bartolommei

Uno dei disegni degli alunni di Annalena Manca, insegnante della scuola primaria “Falcone e Borsellino” di Roma

Sono sul treno, sto viaggiando da Montpellier a Perpignan, la Camargue è alle mie spalle. I binari seguono la linea curva, morbida, che disegna il Golfo del Leone. Mare e palude, pioviggina.
Mi viene in mente qualcosa che avevo scritto da ragazzo, ma sì, sì, una poesia sul mare. Bei tempi quelli, non c’era più la guerra, adesso ci siamo dentro un’altra volta.
Il mare è agitato, sembra danzare e cullare i gabbiani,  fermi in aria controvento.
Riflessi cangianti, case arrugginite, canne al vento.
Devo prendere appunti mentre mi godo questa vista meravigliosa, aggiungere qualche emozione nuova, i primi accordi e poi vedremo, stasera voglio provare con il mio pianista.

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La storia del cuore raccontata con “lo parlà schietto e puro”

di Nazzareno Gaspari*

Per la copertina del loro libro, Eliana e Silvano hanno scelto la cartolina che Giuseppe Ribes inviò alla fidanzata il 25 aprile 1914

C’è una storia non scritta da cui proveniamo: è nel groviglio di affanni, ansie, sofferenze, fatiche, sacrifici, speranze, affetti, valori attraverso cui di generazione in generazione si è forgiato il nostro modo di stare in questo mondo e si è profilato il senso che gli diamo. Non ha gli onori della Storia con la S maiuscola ma la incrocia e la subisce; è storia tanto anonima e appartata nel suo svolgimento, quanto inaccessibile se non alle ragioni e alle domande del cuore.

Molto (o tutto) di essa rischia di perdersi nel passare delle generazioni. Molto rischia di dissolversi nei sempre più ampi e pervasivi orizzonti della globalizzazione.

Eppure si tratta di una dimensione costitutiva della nostra vita personale e collettiva importante oggi più di ieri, in balia come siamo di una cultura dominante che ci spinge nella direzione contraria del conformismo e dell’omologazione.

La libertà di essere e restare noi stessi è legata anche alla capacità di tenere attiva la consapevolezza di questa dimensione vitale, la memoria dei percorsi esistenziali che ci hanno aperto la strada – culla ancestrale delle identità e dei sentimenti che coltiviamo – che da memoria personale e familiare può diventare oggetto di più ampia comunicazione e condivisione.

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«Eravamo come due cavalli che galoppano fianco a fianco»

di Anna Bikont e Joanna Szczęsna

wislawa-szymborska-i-kornel-filipowicz

La poetessa Premio Nobel Wisława Szymborska con lo scrittore Kornel Filipowicz al quale è stata legata ventitré anni. La foto è stata scattata da un’altra poetessa polacca (della quale potete leggere in questo blog “L’esame”), Ewa Lipska, ed è tratta dal sito http://www.wysokieobcasy.pl/

Ewa Lipska ci ha raccontato che la notte di San Silvestro del 1989 Filipowicz e la Szymborska erano andati a casa sua e insieme avevano giocato a Scarabeo:

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«… la nuca sul cuscino, la mano nella mano»

di Adolfo Omodeo Salè

chagall-passeggiata

Marc Chagall, “La passeggiata” (1918), celeberrimo dipinto sulla gioia dell’amore corrisposto. Appuntamento imperdibile, domani 7 gennaio 2017, al Museo del cinema di Milano per un doppio omaggio al pittore bielorusso naturalizzato francese. Si parte alle ore 17 con il documentario del 1963 di Lauro Venturi sulla sua vita (http://mic.cinetecamilano.it/)

A VOSTRA MADRE VERA

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«adesso»

di Milo De Angelis

somiglianze

LA LUCE SULLE TEMPIE

Che strano sorriso

vive per esserci e non per avere ragione

in questa piazza

chi confida e chi consola di colpo tacciono

è giugno, in pieno sole, l’abbraccio nasce

non domani, subito

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Notorietà

di Wisława Szymborska

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La tomba di Franca Rame (Parabiago, 18 luglio 1929 – Milano, 29 maggio 2013) in uno scatto di Sandro Bizzarri al Cimitero Monumentale di Milano, poco tempo dopo la morte dell’attrice. Oggi se n’è andato anche Dario Fo (Sangiano, Varese, 24 marzo 1926 – Milano, 13 ottobre 2016). Si potrà rendere omaggio al Premio Nobel per la letteratura oggi 14 ottobre nel foyer del Teatro Strehler dove è stata allestita la camera ardente (dalle 9,45 a mezzanotte) e domani dalle 8,30 fino alle 11, quando il corteo partirà per accompagnare l’artista in piazza del Duomo per i funerali laici https://www.piccoloteatro.org/

Eccoci qui distesi, nudi amanti,

belli per noi – ed è quanto basta –

solo di foglie di palpebre coperti,

sprofondati nella notte vasta.

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