Torino, la città della bellezza visibile

di Luca Bartolommei

Torino è il «tutto in un punto» per Italo Calvino. E a Torino domani sera (20 marzo, ore 21) l’attrice Sonia Bergamasco leggerà “Città visibili e invisibili” nell’Auditorum Intesa San Paolo per il terzo e ultimo appuntamento dedicato allo scrittore che nella torinese casa editrice Einaudi «ha progettato i suoi libri e i libri degli altri». Introduce la serata Domenico Scarpa e la lettura può per la prima volta essere seguita anche in streaming sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news/

Noi vogliamo omaggiare la bella città di Torino con questi appunti di viaggio di Luca Bartolommei, in ricordo di una notte speciale illuminata da luci d’autore.

“La città di Valdrada, tratta dal celebre romanzo ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, è la prima della serie ‘Le città e gli occhi'”. Da: http://bistrocharbonnier.altervista.org/valdrada-citta-riflessa/

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“Semplicemente”, noi nella Milano di Andrea Cherchi

di Andrea Cherchi

Il fotografo e giornalista Andrea Cherchi in un’immagine dal suo profilo (Facebookhttps://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214903189866071&set=a.1526111065534&type=3&theater) Ogni giorno saluta i propri follower pubblicando un bellissimo scatto accompagnato da queste parole: “Con questa foto che ho scattato tempo fa auguro a tutti una buona giornata”. Per Gallo Edizioni ha appena pubblicato uno splendido libro fotografico “Semplicemente Milano” che, come scrive nell’introduzione, riesce a trascinare nel suo “mondo milanese con lo spirito di un bambino che si meraviglia di fronte ad ogni cosa e trasforma tutto in sogni”. Sotto, le pagine del libro con i ritratti di Paola Ciccioli e Luca Bartolommei

Oggi, alla Vigilia di Natale, rivolgo uno sguardo al mio Natale di 46 anni fa. Il primo Natale in una famiglia vera. Pochi mesi prima ero arrivato dall’orfanotrofio in una casa dove dalle finestre vedevo la luce del giorno. La luce della vita. 46 anni fa, nel mio primo vero Natale, avevo una mamma e un papà anch’io. Il mio primo regalo di allora è stata una famiglia. Da quel giorno, facendo o ricevendo un regalo, non ho mai smesso di pensare alla fortuna che il buon Dio ha voluto per me. Oggi come allora, ringrazio chi mi ha messo al mondo per avermi risparmiato dalla morte e chi mi accolto e mi ha salvato la vita. La parola abbandono contiene la parola dono… ci avete mai pensato? A volte è davvero così. Auguri di Buon Natale a tutti.

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«La canzone ha questo potere: va in giro per il mondo a raccontare i sogni dimenticati»

di Rosa Di Paolo

A proposito di canzoni, ecco la playlist di una donna coraggiosissima e garbata.

Data la mia non più giovanissima età, i ricordi cominciano a essere numerosi.

S’intende, io non mi vedo cambiata, mi vedo come sempre. Eppure non sono più la stessa! La mia età mi offre l’occasione per un tuffo nella memoria, e questo mi induce talvolta a pensare a quel che è stato piuttosto che al futuro, e ciò si verifica soprattutto quando, casualmente, si rispolvera da una radio accesa per sbaglio, o lasciata come sottofondo durante un ingorgo stradale, una canzone che appartiene al passato. Ed è proprio allora che ci si accorge che il tempo inesorabilmente è trascorso e che ci ha fatto accumulare un carico di ricordi, a volte piacevoli, a volte un po’ meno, ma che comunque hanno lasciato il segno. Ecco, la musica è uno di questi segni. È la musica, la realtà dei suoni, in questi momenti, a parlare per noi.

Infatti solo la musica può offrire delizia per le orecchie e per l’anima, solo le canzoni ci regalano un pezzo della nostra vita, in esse troviamo quello che eravamo…

È questo il momento in cui, inspiegabilmente, risorge una pagina di storia musicale che in realtà è sepolta dentro di noi, chissà da quanto tempo.

Con una canzone ci si guarda intorno, forse indietro, e si rivede com’era la nostra vita quando la ascoltavamo!

No Youtube, no Whatsapp, no Bluetooth, ma solo “quando noi eravamo…”.

Vi pare possibile che una canzone ci possa riportare indietro, di colpo, di trent’anni e farci rivedere la nostra vita di allora? Eppure è così!

Vi pare impossibile?

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Una canzone sull’amore che si fa forte delle imperfezioni e degli anni

di Paola Ciccioli

Nella foto di Paola Ciccioli, l’attore, autore e cabarettista Roberto Brivio in sala di registrazione prova la canzone d’amore scritta per la moglie e partner Grazia Maria Raimondi, che lo ascolta con grande attenzione per poi comunicargli le proprie impressioni. Insieme da 47 anni, i due artisti vivono a Brugherio, vicino a Milano. Come sempre saranno l’uno accanto all’altra In “Memorie popolari”, spettacolo con “Sem chi inscì cui Scusaritt”, che farà il giro dei teatri della Lombardia partendo il 3 marzo da Laveno Mombello (Varese) https://www.facebook.com/events/406920683063266/

Lo so, la foto qui sopra è imperfetta, molto imperfetta. L’ho scattata in uno studio di registrazione minuscolo, a Milano, con la Polaroid rosa che uso anche come taccuino per immagini. Lo scorso settembre, un pomeriggio. Contenta, curiosa ed emozionata perché ero stata ammessa a partecipare a una “nascita”, quella di una canzone. Io senza canzoni non potrei vivere. Meglio, probabilmente non sarei sopravvissuta. Così almeno racconto per giustificare anche a me stessa questo bisogno persistente di ascoltare e cantare, e ora finalmente studiare, comporre, depositare (alla Siae).

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Alzi lo sguardo, la vedi, sorridi e la canti

di Luca Bartolommei

Il Duomo, la Madonnina, la Galleria, piazza della Scala con l’inizio di via Manzoni. Sono questi alcuni dei luoghi che Giovanni D’Anzi ha descritto nelle sue canzoni, anche attraverso i personaggi che vi si potevano incontrare. Appena sotto i grattacieli sullo sfondo un tempo trovavi “Il Barbisin de la Mojazza” e non inquadrato, tutto sulla destra, ci aspettava “Il tu mi ami de Lurett”. Ecco Milano e i milanesi. Foto di Andrea Cherchi

“Canten tucc: Lontan de Napoli se moeur ma poeu vegnen chi a Milan…”. Questi i versi che chiudono il refrain di “O mia bèla Madonina” canzone che a ragione viene definita come l’inno di Milano. Il titolo del brano di Giovanni D’Anzi è anche quello del volume di Giancarla Moscatelli, pubblicato dalle Edizioni Curci.

Nei giorni di BookCity ho assistito alla presentazione del libro, che si è tenuta negli ambienti accoglienti, ben illuminati e ricolmi anche di spartiti musicali e strumenti vari del Magazzino Musica, qui a Milano (dove il Maestro era nato il 1° gennaio del 1906…). Continua a leggere

«Un attimo di respiro in musica»

di Paola Ciccioli

Siamo vicinissim* al brindisi di fine anno e i ringraziamenti non sono più rinviabili. Dunque grazie a Liliana Feldmann e a sua figlia Antonella Riva che ci hanno accolto nella loro casa e hanno procurato una chitarra a Luca Bartolommei per una esecuzione da collezione della “Gagarella del Biffi Scala”, registrata con l’iPad di Paola Ciccioli. In questa immagine di Andrea Cherchi un frame del video mostrato il 15 novembre scorso al Museo del cinema di Milano durante la serata dedicata a Giovanni D’Anzi dall’Associazione Donne della realtà. Grazie a chi c’era, a chi ci ha permesso di concretizzare questo progetto (cominciando dal direttore della Cineteca italiana, Matteo Pavesi) e a chi lo ha documentato: Buon 2018!

Oggi, 29 dicembre, è il compleanno di Liliana Feldmann, la cantante, attrice e doppiatrice milanese che ha portato al successo “La Gagarella del Biffi Scala”, popolare canzone del 1941 in dialetto di Giovanni D’Anzi, raccontata in ogni sua sfumatura nel primo numero di Donne della realtà Giornale. Perché questa scelta? Perché le canzoni hanno aiutato e aiutano a vivere, a resistere e sono anche preziose fonti storiche… Di seguito l’intervista pubblicata nel trimestrale cartaceo dell’Associazione Donne della realtà alla signora Feldmann. Anzi, alla Grande Ufficiale al merito della Repubblica italiana, titolo che le è stato conferito da Oscar Luigi Scalfaro nel 1996.

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Juana, la bambina diventata condottiera per difendere gli indios

di Nadia Fink e Pitu Saá

La leggendaria Juana Azurduy occupa il posto d’onore nel secondo numero di Donne della realtà giornale, interamente dedicato a Mercedes Sosa e al disco “Mujeres Argentinas” da lei inciso quasi quarant’annni fa e nel quale la grande cantante ha celebrato con la propria voce otto personaggi femminili della sua terra. Nella versione cartacea il “foglio” trimestrale del’Associazione Donne della realtà è anche un originale ed elegante pezzo da collezione, mentre i suoi contenuti si possono scaricare direttamente dal blog.

L’immagine è tratta da “Juana Azurduy per bambine e bambini”, scritto da Nadia Fink, illustrato da Pitu Saá e distribuito in Italia da Rapsodia Edizioni: «Continuiamo a seguire i passi di donne realmente esistite. Questa volta abbiamo seguito le tracce di un’eroina delle lotte per l’indipendenza dell’America Latina. Juana Azurduy è la nostra antiprincipessa dell’Alto Perù, o la nostra principessa guerriera» (http://www.rapsodiaedizioni.com/chi-sono-le-antiprincipesse-e-gli-antieroi/)

Di seguito un estratto del libro della collezione Antiprincipesse #3, pubblicato da Chirimbote e Rapsodia Edizioni, che ringraziamo per la collaborazione. La dedica è per i piccoli ma anche per i  grandi che si prendono cura di loro, attenti a miscelare curiosità, fantasia, conoscenza con gli  antidoti contro il morbo degli stereotipi.

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