Note di primavera dalla terrazza di Bellano

di Luca Bartolommei

Primo giorno di primavera. Bisogna cantare qualcosa di delicato e gentile, un testo che ci faccia un minimo sognare insieme con una musica garbata. Beh, non ci ho dovuto pensare a lungo, Mattinata fiorentina è venuta fuori quasi naturalmente. Non è proprio recente, risale al 1941 ed era inserita nella rivista È bello qualche volta andare a piedi, roba che in questi giorni è assolutamente da evitare… Il testo è stato scritto dal napoletano Michele Galdieri e la musica dal milanese (indovinate chi?) Giovanni D’Anzitant per cambià.

Dalla ripresa col cellulare non si vede bene, ma il sole, le montagne, il lago quasi immobile e il silenzio magico creano il clima perfetto per lasciarsi portare dalla melodia e dal testo a cantare questa canzone in maniera rilassata e serena, tra forcine che si perdono nei prati e madonne che dispensano baci appassionati. Del resto, è primavera…

 

“Pane nero”, le nostre letture dalla terrazza sul lago di Como

di Paola Ciccioli*

Pane nero, oggi dalla terrazza di Bellano, sul lago di Como e di fronte al monte Bregagno, ci siamo affidat* alle parole della maestra di giornalismo Miriam Mafai. Che ha scritto questo libro, a mio giudizio bellissimo, denso di storie delle donne che durante la seconda guerra mondiale presero l’Italia sulle proprie spalle, facendosi forza anche con la musica e le canzoni per poi dire, una volta arrivata la pace: «… però, in fondo, è stato bello».

*Questo video è stato anticipato in giornata sui nostri canali Facebook e rientra nell’iniziativa sfogliare collettivamente ogni giorno un libro alle persone costrette in casa su disposizione del Governo italiano a causa della drammatica epidemia da Corona Virus in corso.

Grazie come sempre a Luca Bartolommei per le riprese con il cellulare.

Mare e monti, la lunga estate del ’68 (con sorella)

di Luca Bartolommei

Dedicato a Loredana Morelli che ha giustamente fatto notare nel Gruppo FB Donne della realtà come in questi giorni di allarme Corona Virus, e non solo, leggere qualche racconto, magari inaspettato, possa fare piacere.

Agosto 1968. Nonni e nipoti nel giardino della casa di Pinzolo. Foto di Giuseppe Bartolommei

L’estate del 1968 è arrivata tranquilla come le altre, così come le vacanze, solo che pochi mesi prima, a gennaio, è arrivata in famiglia una bambina, Laura, quindi questa volta in villeggiatura saremmo andati in sette. L’arrivo della sorella non ha turbato più di tanto mio fratello Jacopo e me, i nonni erano contenti, i genitori pure.

Quell’anno dopo l’usato mare marchigiano di Fano saremmo andati in montagna in Trentino, Val Rendena, a Pinzolo. La novità mi riempiva di gioia, in quanto, confesso, i boschi e le montagne mi sono sempre piaciuti tantissimo, forse più del mare. E poi i bambini piccoli hanno proprio bisogno di quell’arietta fine e di quelle temperaturine alpine… Continua a leggere

“Chiama forte il mio nome e verrò da te”

di Luca Bartolommei

Dedicato all’amica musicista Emma. Ne parlavamo giusto ieri, vero?

La copertina di un album banalmente straordinario. 12 brani di cui almeno 4 o 5 sono stati successi internazionali. Oggi parlerò di uno solo di loro, You ‘ve got a friend. Ma vorrei tanto parlare del gatto… Foto da http://www.dotsmusiccamden.co.uk

Anche questa l’abbiamo cantata e suonata infinite volte, soli o insieme ai nostri amici, magari cercando di incontrare con lo sguardo due occhi a cui mandare messaggi rassicuranti, di solito si cominciava così, da amici. Vabbè, erano altri tempi, non era poi così facile rompere il ghiaccio e se poi riuscivi a imitare anche la voce di James Taylor, l’arpeggio non era poi così complicato, eri già un pezzo avanti…

Ma la canzone l’ha scritta Carole King (questo lo sapevano in pochi) ed è una delle tante perle che si possono trovare in quello stupendo album che si intitola Tapestry.

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Festival di Sanremo: la verità vi fa male, lo so

di Roberta Valtorta

Record di ascolti e di polemiche, piedi nudi, linguaggio dei segni, reunion, familismi e monologhi che vorrebbero far dimenticare le gaffe. La nostra inviata speciale nell’insidioso mondo degli stereotipi ci riporta al lapsus freudiano che tiene insieme il mastodontico carrozzone del festival di Sanremo.

Questi sono i bozzetti degli abiti che Francesca Sofia Novello indosserà domani e sabato sera sul palco di Sanremo. La modella milanese , legata al campione di motociclismo Valentino Rossi, li ha pubblicati sul proprio profilo Instagram, alimentando così l’attesa per la propria “co-conduzione” dell’edizione 2020 del festival della canzone italiana (immagine da informazione.it)

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Bella Milano!

“Arrivo a Venezia che è notte. Il lungo tragitto attraverso il cantiere della stazione nuova, è una preparazione al gagliardo podismo, alle tremende scarpinate, alle feroci maratone che mi aspettano in questa «città del riposo». A detta del mio amico Gigino, il simile avviene anche nel centro di Milano, ove la vita degli affari è ormai così sapientemente raccolta, che l’uomo di affari fa a meno di tram e tassì, ma dopo poche ore cade morto ai piedi del monumento a Leonardo circondato dai suoi discepoli, che gli intenditori chiamano on liter in quater“.

L’incipit da Ascolto il tuo cuore, città per abbracciare Venezia, la sua bellezza e i suoi abitanti dopo disastroso allagamento di due giorni fa che l’ha danneggiata. Non a caso Alberto Savinio accosta l’inimitabile città sull’acqua con la città di pianura, Milano, da cui rimane stregato. Le sue parole, lette da Paola Ciccioli, si alterneranno alle canzoni in milanese di Giovanni D’Anzi che Luca Bartolommei suonerà e canterà domenica 17 novembre 2019 al Museo del cinema di Milano. Il concerto inizierà alle 17,30 e poi, occasione da non perdere, ci sarà una visita nell’Archivio storico dei film con la possibilità di vedere filmati d’epoca sul capoluogo lombardo.

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Tempi duri per “El bell Fofò”

di Luca Bartolommei

Da una pagina de “Le Vie di Milano in Cartolina” del collezionista milanese Emilio Mazzocchi che in due curatissimi volumi presenta la sua vasta raccolta di cartoline d’epoca e mostra così le varie età del capoluogo lombardo. Ai due libri, editi grazie alle Imprese del Gruppo Donelli, ne seguirà entro la fine dell’anno un terzo che avrà una parte dedicata al Bottonuto, il quartiere cancellato (lo scatto è di Paola Ciccioli)

Dopo l’articolo su Alberto Savinio ecco un breve approfondimento sulla canzone che dà il titolo al recital che Paola Ciccioli ed io terremo, come Palcoscenico Milano – L&P, nell’ambito della sesta edizione di Milanosifastoria al Frida Isola, locale nel cuore del milanesissimo e storicissimo quartiere, ora di grande richiamo turistico.

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