«Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue»

di Salvatore Quasimodo

Dunque davvero i poeti sono dei veggenti? A leggere questa poesia del Premio Nobel per la Letteratura, inserita nella raccolta “Giorno dopo giorno” del 1947, sembra proprio di sì.

Dedichiamo questi versi di Salvatore Quasimodo a tutte le persone che hanno perso la vita durante le migrazioni e in particolare a quelle bambine e a quei bambini per i quali non è neppure possibile, per usare le parole del poeta, alzare «tombe in riva al mare». Secondo le stime dell’Unicef, soltanto nel 2017 «oltre 400 bambini sono morti nel tentativo di compiere il viaggio sulla rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia, mentre in migliaia sono stati vittime di abusi, sfruttamento, schiavitù e detenzione mentre transitavano attraverso la Libia» (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/unicef-nel-2017-morti-in-mare-400-bambini)

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Gli Stati Uniti, tre romanzi e la forza generatrice delle migrazioni

di Carla Bielli

Tre bei romanzi: “Keyla la rossa”, “Middlesex”, “Sognando la luna”. Li elenco

La demografa Carla Bielli con il suo ebook reader con cui ha felicemente sostituito i libri di carta. Senese di origine, abita da molto tempo a Roma e anima, insieme con Maria Luisa Marolda, il gruppo “Il vizio di leggere”

in ordine alfabetico: è anche l’ordine nel quale li ho letti, senza soste, molto rapidamente, segno che li ho trovati avvincenti. Isaac Bashevis Singer, Jeffrey Eugenides, Michael Chabon, tre autori, il primo è un premio Nobel, gli altri due premi Pulitzer. Tutti e tre sono portatori di esperienze migratorie: Singer è un immigrato, Eugenides e Chabon sono figli e/o nipoti di immigrati.  Nei tre romanzi vengono narrate storie di migrazioni; ecco il motivo per il quale, oltre all’intrinseco piacere della lettura, vi scopro una specie di “valore aggiunto”: un invito a riflettere su effetti e conseguenze delle esperienze migratorie, all’inizio del secolo scorso, da una parte nelle storie di vita dei personaggi (a loro volta migranti essi stessi, o nati da genitori migranti), dall’altra nella società americana.

Approdare negli States significava per molti, come per i migranti qui narrati, raggiungere un rifugio, scampare alla miseria nel migliore dei casi, molto spesso sopravvivere a una qualche forma di persecuzione.

Ma andiamo per ordine. Una breve presentazione di trame e personaggi, prima di tornare alle considerazioni accennate.

Keyla la rossa (Adelphi). Protagonista, fin dal titolo è una prostituta. Il clima narrativo è colorato e cupo nello stesso tempo. Prima Varsavia, ghetto ebraico, descritta con tinte e sapori dell’epoca, poi New York tra persone appena arrivate, idiomi originari e un inglese incomprensibile, povertà ma libertà.

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«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale»

di Eugenio Montale*

La luce e il mare a Monterosso in una foto scattata con il cellulare da Luca Bartolommei il 21 agosto 2017. Il paesaggio ligure ha inciso profondamente nella sensibilità di Eugenio Montale e i sentieri del Parco nazionale Eugenio Montale e delle 5 Terre sono punteggiati da mattonelle con i versi più celebri del poeta genovese, compresi quelli scelti oggi da Paola Ciccioli nella ricorrenza del 36° anniversario della morte del Premio Nobel (http://www.parconazionale5terre.it/)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

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Ritorno alla casa del padre

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

Il Premio Nobel Salvatore Quasimodo nei ritratti e nei cimeli conservati nel Parco letterario a lui dedicato a Roccalumera, in provincia di Messina. Il figlio del poeta Alessandro Quasimodo collabora assiduamente con i fratelli Sergio e Carlo Mastroeni, promotori dell’istituzione culturale che custodisce la memoria del percorso esistenziale dell’intellettuale siciliano. Nel mese di agosto si terrà la cerimonia di assegnazione ad Alessandro Quasimodo della cittadinanza onoraria di Roccalumera (http://www.parcoquasimodo.it/)

Dietro le quinte degli eventi ufficiali ci sono gesti privati altrettanto significativi. A questa categoria appartiene la decisione di Salvatore Quasimodo di andare ad abbracciare il padre Gaetano a Roccalumera, in Sicilia, subito dopo aver ricevuto il Premio Nobel a Stoccolma. Non lo aveva più visto da quando, giovanissimo, se n’era andato lontano per inseguire il sogno – realizzato – di essere poeta.

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«Eravamo come due cavalli che galoppano fianco a fianco»

di Anna Bikont e Joanna Szczęsna

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La poetessa Premio Nobel Wisława Szymborska con lo scrittore Kornel Filipowicz al quale è stata legata ventitré anni. La foto è stata scattata da un’altra poetessa polacca (della quale potete leggere in questo blog “L’esame”), Ewa Lipska, ed è tratta dal sito http://www.wysokieobcasy.pl/

Ewa Lipska ci ha raccontato che la notte di San Silvestro del 1989 Filipowicz e la Szymborska erano andati a casa sua e insieme avevano giocato a Scarabeo:

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Que viva Gabo!

di Gabriel García Marquez

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“Gabo – Il mondo di García Márquez” è in programma al MIC – Museo interattivo del cinema di Milano per tre domeniche nell’ambito della rassegna “Talenti” Sudamericani (17 marzo – 2 aprile 2017). Premio Nobel per la letteratura, Gabriela Garcia Marquez era nato ad Aracataca, in Colombia, il 6 marzo 1927 (http://mic.cinetecamilano.it/rassegne/talenti-sudamericani/)

Muchos años después, frente al pelotón de fusilamiento, el coronel Aureliano Buendía había de recordar aquella tarde remota en que su padre lo llevó a conocer el hielo. Macondo era entonces una aldea de veinte casas de barro y cañabrava construidas a la orilla de un río de aguas diáfanas que se precipitaban por un lecho de piedras pulidas, blancas y enormes como huevos prehistóricos. El mundo era tan reciente, que muchas cosas carecían de nombre, y para mencionarlas había que señalarlas con el dedo.

(“Cien años de soledad”, Gabriel García Marquez, Debolsillo 2007)

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Il poeta, quel selvaggio che chiacchiera con alberi, uccelli e perfino la gamba del tavolo

di Luca Bernardini*

Luca Bernardini, slavista, insegna alla Statale di Milano. In questa foto dal suo diario Facebook è a un ricevimento nuziale con la traduttrice Valentina Parisi. Oggi, 25 marzo 2017, il prof. Bernardini introduce a Pavia un incontro dedicato a Wislawa Szymborska (http://www.vivipavia.it/)

Nelle città immaginarie che popolano il mondo della letteratura troviamo alcune biblioteche fantastiche, i cui scaffali sono gremiti di volumi pubblicati soltanto nella mente di autori come Roberto Bolaño, Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Tommaso Landolfi, Stanisław Lem, Georges Perec, Raymond Queneau, François Rabelais. Alla storia della letteratura appartengono invece le biblioteche degli scrittori, con le opere che hanno ispirato la stesura di nuovi testi di narrativa o poesia. I casi forse a noi più vicini sono quelli di Alessandro Manzoni, di Giacomo Leopardi, ma ovviamente viene fatto di pensare anche alla biblioteca di Lev Tolstoj a Jasnaja Poljana, o a un Wolfgang Goethe direttore – finanche – di una biblioteca, quella di Weimar, poi intitolata alla duchessa Anna Amalia.

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