Juana, la bambina diventata condottiera per difendere gli indios

di Nadia Fink e Pitu Saá

La leggendaria Juana Azurduy occupa il posto d’onore nel secondo numero di Donne della realtà giornale, interamente dedicato a Mercedes Sosa e al disco “Mujeres Argentinas” da lei inciso quasi quarant’annni fa e nel quale la grande cantante ha celebrato con la propria voce otto personaggi femminili della sua terra. Nella versione cartacea il “foglio” trimestrale del’Associazione Donne della realtà è anche un originale ed elegante pezzo da collezione, mentre i suoi contenuti si possono scaricare direttamente dal blog.

L’immagine è tratta da “Juana Azurduy per bambine e bambini”, scritto da Nadia Fink, illustrato da Pitu Saá e distribuito in Italia da Rapsodia Edizioni: «Continuiamo a seguire i passi di donne realmente esistite. Questa volta abbiamo seguito le tracce di un’eroina delle lotte per l’indipendenza dell’America Latina. Juana Azurduy è la nostra antiprincipessa dell’Alto Perù, o la nostra principessa guerriera» (http://www.rapsodiaedizioni.com/chi-sono-le-antiprincipesse-e-gli-antieroi/)

Di seguito un estratto del libro della collezione Antiprincipesse #3, pubblicato da Chirimbote e Rapsodia Edizioni, che ringraziamo per la collaborazione. La dedica è per i piccoli ma anche per i  grandi che si prendono cura di loro, attenti a miscelare curiosità, fantasia, conoscenza con gli  antidoti contro il morbo degli stereotipi.

Così comincia questa storia, piena di intrecci tra il mito e la donna vera. Dicono che Juana nacque il 12 luglio 1780 a Chuquisaca (dove oggi c’è la Bolivia).

Si racconta anche che, da bambina, Juana aiutava suo papà nei lavori di campagna e che giocava con i figli degli indios e dei contadini. Avrà forse visto di persona le ingiustizie alle quali erano sottoposti, costretti a lavorare nelle miniere, privati delle loro terre? Mentre imparava a galoppare sempre più forte, respirando il vento a pieni polmoni, le ingiustizie si accumulavano nei suoi occhi e nei suoi pensieri.

Dicono che a 17 anni entrò nel convento di Santa Teresa, dove le ragazze andavano a studiare o a diventare suore. Dicono anche che ci restò solo sette mesi, fino a quando non venne espulsa, ma in quel periodo cercò di leggere tutti i libri che trovava nell’enorme biblioteca. Fu così che scoprì la storia di Túpac Amaru II e delle sue battaglie per la libertà degli indios (popolazioni che viveano in America Latina prima dell’arrivo dei colonizzatori europei). E che anche sua moglie, Micaela Bastidas, lottò al suo fianco…

Allora non è vero che le donne hanno sempre avuto un ruolo marginale nella storia!

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