Da Giulia a Giulia

di Giulia Berti Lenzi

Una nuova storia tramandata oralmente diventa sul nostro blog memoria, scrittura e condivisione.

Giulia Ostinelli Dell’Acqua, nonna materna della nostra Giulia Berti Lenzi, è stata la moglie dell’industriale della seta Giuseppe Del Bo (fotoriproduzione a cura dell’autrice del post)

La mia nonna materna si chiamava Giulia, come me. Dovrei dire, più correttamente, io mi chiamo come la mia nonna! Era piccolina, molto carina. Era nata nel 1885. Giovanissima aveva sposato un giovane dell’alta borghesia milanese di allora, fratello direttore di una banca importante e cugino di un ministro della prima Repubblica italiana. Il mio nonno diventò un grosso industriale della seta, il suo cognome ancora oggi è ricordato tra Milano, Como e Torino, sì Torino, dove aveva impiantato una seteria, oltre a quelle di Como. Nonna Giulia Ostinelli Dell’Acqua e nonno Giuseppe Del Bo ebbero 11 figli. Quattro morirono piccoli, ne rimasero sette. La mia mamma, Lisetta, era la seconda.

Le due bambine più grandi furono mandate in collegio dalle suore Orsoline, gli altri figli crebbero in casa con una governante e le balie per i piccolissimi.  Da Milano la famiglia si trasferì a Como per l’attività del nonno, in una grande villa a Monte Olimpino con un immenso giardino. Non so se oggi c’è ancora. Alcuni anni dopo , poco tempo prima dello scoppio della guerra (la seconda guerra mondiale) fu la volta di Torino, dove nonno Giuseppe poteva seguire l’altra seteria.  La mia mamma era una signorina, ormai, e aiutava il padre come segretaria. Era bellissima, la mia mamma, e non se ne rendeva conto! In estate la famiglia affittava tutti gli anni una casa in un paese sopra Menaggio, sul lago di Como, il paese di Carlazzo, mezza montagna, castagni, prati verdi, aria buona e i ragazzi si divertivano con lunghe passeggiate, corse in bicicletta, giochi  con gli amici e la nonna Giulia si rilassava  serena.

Nell’estate del 1937  il paese si animò perché arrivarono “i soldati”: soldati del genio pionieri che si accamparono in un grande prato vicino al fiume per le manovre e ci restarono un bel mese. La sera, liberi, scorrazzavano per il paese, conoscevano gli abitanti, guardavano le ragazze… li comandava un tenentino, molto severo, molto attento, molto corretto! Era bello, soprattutto quando indossava la divisa militare, con gli stivali lucidi e la camicia caki sempre impeccabile…

1 Continua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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