«Fini, les yeux de nos enfants au fond de la mer»

par Laura Fusco* 

Per la poesia di Laura Fusco una splendida immagine dalla mostra “Africa. Raccontare un mondo” al Pac di Milano fino all’11 settembre 2017 (http://www.pacmilano.it/exhibitions/africa-raccontare-un-mondo/). Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Figures 1850, Various Empires, Kingdoms, States and Republics 2015, pigment print on Hahnemuehle cotton rag, laminated on aluminium and framed under glass, cm 116 x 148,7 x 5 Courtesy private collection

CHANT DE L’EXIL

Pendant que le blackout dans le cybercafé promet un soir

qui ne viendra pas

et que le mot d’ordre est renaître,

pendant que des milliers de jeunes se noient en cherchant à

gagner l’Europe

les mères de ceux qui partent lancent un chant contre l’exil. Continua a leggere

«Non più gli occhi dei nostri figli in fondo al mare»

di Laura Fusco*

Per la poesia di Laura Fusco una splendida immagine dalla mostra “Africa. Raccontare un mondo” al Pac di Milano fino all’11 settembre 2017 (http://www.pacmilano.it/exhibitions/africa-raccontare-un-mondo/). Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Figures 1850, Various Empires, Kingdoms, States and Republics 2015, pigment print on Hahnemuehle cotton rag, laminated on aluminium and framed under glass, cm 116 x 148,7 x 5 Courtesy private collection

CANTO DELL’ESILIO

Mentre il blackout nel cybercaffè promette una sera che non arriverà

e la parola d’ordine è rinascere,

mentre migliaia di giovani affogano cercando di raggiungere l’Europa

le madri di chi parte lanciano un canto contro l’esilio.

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I versi di Michelangelo all’amica poetessa Vittoria Colonna

di Laura Bartolommei

Nota a margine alla visita alla Pietà Rondanini di Michelangelo che ieri, 11 giugno 2017, Laura Bartolommei ha fatto “scoprire” al Castello Sforzesco di Milano ai soci e agli amici dell’Associazione Donne della realtà: grazie!

C’è una poesia di Michelangelo che ieri non ho letto per non dilungarmi troppo, in piedi con quel caldo, ma che vale la pena conoscere per aggiungere un tassello alla comprensione del grande artista. Mi pare che in questi pochi versi si possa rintracciare tutto l’amore di Michelangelo per la sua arte, un bel sentimento di amicizia e il solito drammatico conflitto tra anima (spirito, ideale, infinito, eternità) e corpo (materia, caducità, imperfezione, morte).

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«Potrei forse mettermi a costruire barche/ Portarvi tutti in salvo con me da questa parte»

di Sabrina Giarratana*

Una illustrazione di Fuad Aziz tratta da “Sogni al di là del mare. Storie di migranti tra realtà e fantasia” (Casa editrice Mammeonline, 2016). Proprio in queste ore, il ribaltamento di un barcone al largo del porto libico di Zuara ha provocato 34 vittime, tra le quali anche bambini. Il sito http://www.repubblica.it riporta che, dall’inizio dell’anno al 19 maggio 2017, sulle coste italiane sono arrivati 6.642 minori non accompagnati

Attraversare il mare è come rimescolare le carte.

Attraversare il mare non è un gioco

Attraversare il mare non è poco

Avrei potuto esserci io dall’altra parte

La sorte, quando nasci, rimescola le carte

«Tu, bambina, di qua», ha detto a me

«Tu, bambino, di là», ha detto a te

E continuo a domandarmi ogni giorno perché

La carta migliore sia capitata a me

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«Tenevo il fuoco tra le dita»

di Maria Cumani*

Maria Cumani (Milano, 20 maggio 1908 – Milano, 22 novembre 1995). La danzatrice, che nel 1948 sposò il poeta Salvatore Quasimodo, in questa foto è a Roma nel 1967 durante uno spettacolo in via Margutta (https://www.facebook.com/pg/mariacumani/photos/?ref=page_internal)

Tenevo il fuoco tra le dita.

Ora ho cenere nei pugni chiusi.

E sempre gioie innestate sul dolore

al cui soffio inerzia e noia

in fuga vanno disperse a cielo aperto

e mi forzano alla lotta

con parole così decifrate

(saziando la mia fame):

“Beata l’anima ferita

che può reagire libera

dai legami del giorno

dai cieli dei cattivi pensieri!”

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‘A mundana

di Antonio de Curtis – Totò

Napoli, 5 aprile 2017. Elena Anticoli de Curtis mostra la laurea in Discipline dello spettacolo che l’Università di Napoli Federico II ha conferito post mortem al nonno Totò. È stato Renzo Arbore a proporre all’ateneo di onorare la memoria dell’attore e poeta con questo riconoscimento perché, ha detto, «ha cavalcato tutte le sfaccettature della recitazione e dell’umorismo» (http://www.ansa.it/)

“Cammina, su, non fare resistenza!”

diceva ‘o brigadiere, e ‘a strascenava.

“Sta storia adda fernì, è un’indecenza!”.

“Chi sa c’ha fatto”- ‘a ggente se spiava.

“C’ha fatto?” – rispunnette nu signore.

“È na povera ddia… è na mundana”.

“E ‘a porteno accussì? Gesù, che core!” –

murmuliaie Nannina ” ‘a parulana “.

“Lassateme… nun aggio fatto niente!”.

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«Non toccate i morti, così rossi, così gonfi»

di Salvatore Quasimodo*

MILANO, AGOSTO 1943

Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s’è udito l’ultimo rombo
sul cuore del Naviglio. E l’usignolo
è caduto dall’antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

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