Le frecce all’arco del sessismo

di Roberta Valtorta

La Fiamma Azzurra Claudia Mandia, 24 anni, salernitana, in una foto da Facebook

Serate di grande atletica a Londra, tenniste che scivolano sul doping in Italia, i migliori arcieri del mondo in gara a Berlino fino a domenica. Tiro con l’arco? Già, giusto un anno fa…

Il 7 agosto 2016 le arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia hanno concluso la gara femminile a squadre ai Giochi Olimpici di Rio con il quarto posto: «il miglior risultato del tiro con l’arco italiano nella storia dei Giochi Olimpici»[1].

Continua a leggere

La forza dello stile contro gli stereotipi nella pubblicità, nei libri e nella vita

di Roberta Valtorta

valtorta-1

«Iris Apfel nata Barrel (New York, 29 agosto 1921) è un’imprenditrice e interior designer statunitense riconosciuta dalle cronache specializzate come icona di stile» (it.wikipedia.org/)

Di recente, per motivi di lavoro, mi è capitato di prestare attenzione ad alcune pubblicità trasmesse dalle reti televisive del nostro Paese. Una delle prime cose che mi ha colpito è la quasi totale assenza del mondo over 70; è un’assenza quasi totale perché qualcuno in effetti c’è, ma è inutile negarlo: la presenza degli anziani nella nostra televisione, almeno nella fascia oraria dalle 21 alle 22, è prevalentemente limitata a ricordarci – tra incontinenza, problemi acustici e dentiere traballanti – quanto il corpo, con il passare del tempo, attraversi un inevitabile decadimento.

Continua a leggere

Ma che Gender di educazione è questa?

di Roberta Valtorta

associazione-italiana-di-psicologia

«La gender theory (o ideologia del gender) non esiste poiché non è mai stata teorizzata da nessuno», spiega la nostra Roberta Valtorta in questo interessantissimo approfondimento. Psicologa abilitata, Roberta sta svolgendo il dottorato di ricerca in Psicologia sociale all’università di Milano Bicocca (illustrazione dalla pagina Facebook dell’Associazione Italiana di Psicologia)

Allo stato attuale, una delle prime cose che mi viene in mente se penso alla teoria del gender è la definizione di “confusione” data dal Garzanti: «Confusione [con-fu-ʃió-ne]. Mescolanza disordinata di cose o persone; caos, scompiglio.»

La causa principale di questo mio personale disorientamento immagino derivi dal fatto che, sebbene si parli di “teoria”, la gender theory (o ideologia del gender) non esiste poiché non è mai stata teorizzata da nessuno. L’(ab)uso di tale espressione nasce dalle frange più estreme della destra religiosa per indicare il nemico da combattere, una lobby gay che vuole imporre il proprio stile di vita alla società. Tutto ciò ha del grottesco, soprattutto se si considera che l’espressione “ideologia del gender” non fu usata in origine dalle destre religiose, ma dai loro critici per sottolineare l’attuale asimmetria di potere tra gli uomini e le donne nel mondo occidentale.

Continua a leggere

La Tv pubblica tra le censure di Sodoma e le fughe di Gomorra

di Chiara Pergamo

chiara-su-twitter

Chiara Pergamo su Twitter. «Grandi passioni: cruciverba, libri gialli e TV. Tra i miei successi, un marito, tre gatti e un lavoro carino», dice di sé. Oggi, 10 settembre 2016, alle ore 21, Chiara sarà di nuovo su Canale 5, la sua avventura da esperta a protagonista della televisione è infatti tutt’altro che in “Caduta libera”!

Domenica alla messa la Prima Lettura ci proponeva un brano tratto dalla Genesi: la città di Sodoma, rea di gravi peccati ed empietà, rischia di essere distrutta dal Signore, ma Abramo fa da intermediario per difenderne i cittadini onesti e salva gli abitanti della perversa Sodoma. Le interpretazioni storiche e teologiche sono state molte nel corso dei secolo, ma diversi studiosi hanno interpretato il peccato di Sodoma come quella perversione sessuale che ancora oggi chiamiamo “sodomia”, ossia un atto sessuale con finalità non procreativa che offende la morale perché contrario alla natura dell’uomo: è sodomia l’unione con le bestie, il sesso orale e, in quella che oggi è l’accezione più comune, il rapporto omosessuale.

Continua a leggere

“Come una ragazza” non è un insulto, lo spiega lo spot degli assorbenti

di Chiara Pergamo

chiara-pergamo-video-mediaset

Dentro l’amata Tv. Chiara Pergamo è da sempre appassionata di tutto ciò che è televisione, come dimostrano anche i suoi preziosi interventi scritti per il nostro blog. Venerdì 24 giugno è apparsa in prima serata su Canale 5 per la disfida riservata ai campioni del programma “Caduta libera” condotto da Gerry Scotti, dichiarando come se niente fosse di aver dominato per 12 puntate. E adesso, con quel che ha vinto, via alle pratiche per comprare la casa!

Ve lo ricordate lo spot della Lines di qualche anno fa? Vi risparmio un faticoso ravanare nei cassetti della memoria, è questo qui. È l’avventura di questa ragazza che partecipa a un provino per diventare “veejay”: se sei troppo giovane o troppo adulta per sapere che caspita sia un “veejay”, trattasi di un giovanotto o una fanciulla che aveva il compito di condurre i programmi sui canali musicali come MTV e affini, dunque una figura televisiva che ha tenuto botta per una buona decina d’anni, salvo poi diventare un effimero ricordo.

 

Ok, siamo al provino dell’aspirante veejay: lei è giustamente agitata, ma si dimostra allegra e spigliata, finché a un certo punto non le chiedono di fare la ruota.

La ruota?

Continua a leggere

L’Associazione Donne della realtà chiama a raccolta i propri sostenitori

di Paola Ciccioli

Foto Associazione

Paola Ciccioli è la presidente dell’Associazione Donne della realtà. Qui è con il vice presidente Lorenzo Di Palma e il notaio Fabio Capaccioni (al centro) il 17 settembre 2015, giorno in cui l’Associazione è stata formalmente costituita

Si assomigliano nel nome ma, attenzione, non sono la stessa cosa. Camminano ciascuno sul proprio specifico sentiero: il primo si è conquistato “palmo a palmo” spazio e autorevolezza, la seconda ha un avvenire da costruire con caparbia e gioiosa determinazione.

Mi riferisco al blog di Donne della realtà e all’Associazione Donne della realtà. Il blog è nato nel settembre del 2009 – quanto tempo! – quando i media avevano raggiunto il picco dell’infestazione da immagini e contenuti oltraggiosi nei confronti del genere femminile. Informazione e politica avevano formato un blocco unico (soltanto in apparenza rimosso) e le redazioni finite nell’anestesia della volgarità e del conformismo. Così, ascoltando in primo luogo il richiamo deontologico, ho contattato altre giornaliste e insieme abbiamo cercato di mobilitare chi i giornali li fa, nella convinzione che spetta proprio ai professionisti della comunicazione dover dire “no” e prendere le distanze quando le “linee editoriali” diventano veicoli di disvalori pericolosi e di bugie.

Scorrere le nostre annate significa fare un ripasso della non onorevole storia del giornalismo e della pubblicità italiani dal punto di vista delle donne. Le stesse alle quali abbiamo deciso di passare poi la parola e che adesso sono diventate le protagoniste, insieme con padri, mariti e figli, di questo nostro amatissimo contenitore di idee, riflessioni, passioni, curiosità. Vita.

Qualche mese fa, esattamente il 17 settembre 2015, per gemmazione è nata l’Associazione donne della realtà che non ha fini di lucro e che per statuto «ha lo scopo di promuovere ogni iniziativa possibile per la piena valorizzazione delle capacità espressive di bambine, bambini e adulti di ogni età, provenienza e ceto sociale, superando gli ostacoli e la scarsa attenzione tipici dei mezzi di informazione e comunicazione tradizionali».

IO con Mariagrazia

Paola Ciccioli e Mariagrazia Sinibaldi (foto di Barbara Ulisse)

La presiedo io e il vice presidente è il collega Lorenzo Di Palma, mentre nel ruolo di segretaria ho voluto coinvolgere Mariagrazia Sinibaldi: il destino ha deciso di farci conoscere grazie a uno dei miei lavori sul tema che da sempre mi appassiona – la ricchezza della vecchiaia – , poi lei ha imparato a usare il computer, ha riscritto (è il caso di dire) la sua vita grazie a questo blog e io ora pubblicherò un libro con i suoi racconti.

Ed eccoci al punto: l’Associazione Donne della realtà chiama  a raccolta tutte le persone che ci apprezzano e ci seguono e chiede un segno concreto di riconoscimento del nostro ruolo e del nostro lavoro.

Abbiamo aperto un conto in Banca Prossima e questo è nostro il codice Iban: IT15 B033 5901 6001 0000 0142 267. Qui potete versare la quota di iscrizione all’Associazione (il minimo è 10 euro), fare donazioni, aiutarci a coprire le spese che abbiamo sostenuto (700 euro soltanto per il notaio) e dare l’indispensabile supporto ai progetti che intendiamo realizzare.

Gli aggiornamenti sull’attività dell’Associazione verranno dati in totale trasparenza su questo blog ma ci siamo già attrezzati per avere uno spazio sul web ancora più grande e bello e ricco.

Grazie.

Mother, madre

a cura di Luca Bartolommei*

MOTHER

Mother do you think they’ll drop the bomb
Mother do you think they’ll like this song
Mother do you think they’ll try to break my balls
Mother should I build a wall
Mother should I run for president
Mother should I trust the government
Mother will they put me in the firing line
Is it just a waste of time   (nel film The Wall «Mother am I really dying?»)

Hush now baby, baby, don’t you cry
Mother’s gonna make all of your nightmares come true
Mother’s gonna put all her fears into you
Mother’s gonna keep you right here under her wing
She won’t let you fly, but she might let you sing
Mama’s gonna keep baby cozy and warm
Ooooh baby ooooh baby oooooh baby,
Of course mama’s gonna help build the wall

Mother do you think she’s good enough, to me
Mother do you think she’s dangerous, to me
Mother will she tear your little boy apart?
Mother will she break my heart

Hush now baby, baby don’t you cry
Mama’s gonna check out all your girlfriends for you
Mama wont let anyone dirty get through
Mama’s gonna wait up until you get in
Mama will always find out where you’ve been
Mama’s gonna keep baby healthy and clean
Ooooh baby oooh baby oooh baby,
You’ll always be baby to me

Mother, did it need to be so high?

Motherland 2

Il film “Ana Yurdu” (in inglese “Motherland”) di Senem Tüzen (Turchia, 2015) è in programma il 17 marzo allo Spazio Oberdan di Milano nella giornata di apertura di Sguardi Altrove Film Festival che si concluderà il 25 marzo. “Ana Yurdu”, primo lungometraggio della regista nata nel 1980 ad Ankara, racconta la storia di una donna che, dopo il divorzio, va a vivere nel villaggio della nonna per finire di scrivere un libro. Ma la sua creatività viene bloccata dall’arrivo improvviso della madre

Continua a leggere