«Potrei forse mettermi a costruire barche/ Portarvi tutti in salvo con me da questa parte»

di Sabrina Giarratana*

Una illustrazione di Fuad Aziz tratta da “Sogni al di là del mare. Storie di migranti tra realtà e fantasia” (Casa editrice Mammeonline, 2016). Proprio in queste ore, il ribaltamento di un barcone al largo del porto libico di Zuara ha provocato 34 vittime, tra le quali anche bambini. Il sito http://www.repubblica.it riporta che, dall’inizio dell’anno al 19 maggio 2017, sulle coste italiane sono arrivati 6.642 minori non accompagnati

Attraversare il mare è come rimescolare le carte.

Attraversare il mare non è un gioco

Attraversare il mare non è poco

Avrei potuto esserci io dall’altra parte

La sorte, quando nasci, rimescola le carte

«Tu, bambina, di qua», ha detto a me

«Tu, bambino, di là», ha detto a te

E continuo a domandarmi ogni giorno perché

La carta migliore sia capitata a me

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Quella notte a Siracusa: madre e figlio in carrozzella dai Vittorini

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

L’attore e regista Alessandro Quasimodo festeggia oggi, 22 maggio, il suo compleanno. In questa bellissima immagine è un bambino biondo in braccio alla mamma Maria Cumani alla quale è stato sempre molto vicino, specie nel difficile momento in cui la danzatrice e poetessa decise di separarsi dal marito, il poeta Salvatore Quasimodo (foto da https://www.facebook.com/mariacumani/?fref=ts)

Gennaio, le 11 di sera. Freddo e buio. Mamma e io siamo su una carrozzella che avrebbe dovuto portarci a casa Vittorini. E invece ci troviamo di fronte al cancello del Parco archeologico. «Lei ha detto l’orecchio di Dionìsio». «No, no: Riviera di Dionìsio il Grande, le avevo chiesto di portarci al numero 82 di Riviera Dionìsio il Grande». Mia madre protestava con il conducente: «ma si immagini se lascio qui mio figlio. E dove lo faccio dormire?». In effetti, il percorso in carrozzella dalla stazione era stato piuttosto lungo, e anch’io mi ero chiesto come mai così tanta strada.

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«Tenevo il fuoco tra le dita»

di Maria Cumani*

Maria Cumani (Milano, 20 maggio 1908 – Milano, 22 novembre 1995). La danzatrice, che nel 1948 sposò il poeta Salvatore Quasimodo, in questa foto è a Roma nel 1967 durante uno spettacolo in via Margutta (https://www.facebook.com/pg/mariacumani/photos/?ref=page_internal)

Tenevo il fuoco tra le dita.

Ora ho cenere nei pugni chiusi.

E sempre gioie innestate sul dolore

al cui soffio inerzia e noia

in fuga vanno disperse a cielo aperto

e mi forzano alla lotta

con parole così decifrate

(saziando la mia fame):

“Beata l’anima ferita

che può reagire libera

dai legami del giorno

dai cieli dei cattivi pensieri!”

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«Il palpito della vita, della bellezza, il peso della morte»

L’Associazione Donne della realtà ha organizzato per domenica 11 giugno, in mattinata, una visita al Castello Sforzesco di Milano. Andremo a vedere insieme la Pietà Rondanini di Michelangelo. Il genio del Rinascimento lavorò a quest’opera fino a pochi giorni prima di morire, nel 1564, a quasi novant’anni.

Anche questa volta ci farà da guida Laura Bartolommei, la nostra storica dell’arte di fiducia.

«Ultima opera, non finita, di Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564), la Pietà Rondanini è testamento e meditazione del vecchio artista sulla morte e la salvezza dell’anima» (https://www.milanocastello.it/it/content/michelangelo)

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Mundì, il nostro lattaio-guaritore

di Anna Caltagirone Antinori

Una piccola comunità: la frazione Convento del comune maceratese di Urbisaglia. I suoi abitanti, i legami di vicinato, gli affetti. Anna Caltagirone Antinori, che in quel puntino del mondo ha svolto la professione di insegnante elementare, continua a fissare e a condividere con noi i suoi preziosi ricordi. Grazie ai quali oggi ritorna a consegnare il latte a domicilio Carlo Biondi, per tutti soltanto Mundì.

Anna e Fernando Antinori a una festa di compleanno con figli, amichette e amici (foto da http://www.bibliotecadiurbisaglia.it/)

Mundì era un contadino, lavorava i campi e nella stalla aveva anche delle mucche da latte, perciò la mattina faceva il suo giro con i bidoni di latte appena munto e lo distribuiva a tante famiglie di Convento che avevano bambini piccoli. Nella mia famiglia di bimbi in sei anni ne erano nati tre perciò eravamo clienti fissi di Mundì. Per integrare l’allattamento al seno, mi ero rivolta al pediatra il quale mi aveva suggerito di sostituire il latte materno con quello di mucca, meglio se sempre e solo della stessa mucca.
Io mi rivolsi a Mundì, il quale mi assicurò che le sue mucche erano seguite dal veterinario, erano in ottima salute e il loro latte era sostanzioso. Mi promise che mi avrebbe portato sempre quello della stessa mucca, come volevo io. Preparai delle bottiglie da un litro sterilizzate e ogni sera ne lasciavo una sul tavolo della cucina. A quei tempi si dormiva con la chiave inserita all’esterno del portoncino di casa e Mundì, prima che ci svegliassimo, entrava e sostituiva la bottiglia vuota con una piena di latte fresco. A fine mese facevamo i conti.

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«Il dottor Mariani bussò alla nostra camera all’alba per visitare il bambino»

di Anna Caltagirone Antinori

L’autrice del post con il marito Fernando Antinori che è stato sindaco di Urbisaglia, il paese delle Marche al centro dei ricordi affidati al nostro blog dalla “maestra Antinori” (foto http://www.bibliotecadiurbisaglia.it/)

Continua la galleria dei ritratti firmati dalla “maestra Antinori”

Mario Mariani era il medico condotto di Colmurano, ma aveva anche molti pazienti a Urbisaglia. Anche noi ci affidammo alla sue cure perché la sua serietà ci ispirava fiducia. Era un uomo dall’aria bonaria, dai modi affabili e cordiali. Abitava a Colmurano in una villetta, all’inizio del paese. In casa aveva anche l’ambulatorio dove riceveva i pazienti.

Era mattiniero, prestissimo usciva a fare le visite a domicilio e tutta la mattinata riceveva in ambulatorio. Ci accoglieva col sorriso sulle labbra e come un amico chiedeva notizie di tutta la famiglia. Non metteva soggezione per cui ognuno raccontava i sintomi dei propri disturbi e lui, senza mandarti a fare analisi o lastre, esprimeva la sua diagnosi e ti prescriveva le medicine per curarti.
Dal dottor Mariani si andava per farsi seguire in gravidanza, per il mal di denti, per i reumatismi, per l’influenza, per le indisposizioni e le diete dei bambini: curava tutte le malattie, era il vero medico di famiglia!

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Ad Antigua sulle tracce di una vera amicizia

di Simona Zucconi

Antigua, Guatemala © Vincent Ko Hon Chiu (http://whc.unesco.org/en/list/65)

Terminata la lettura del libro: “Antigua, vida mia” di Marcela Serrano, consigliatami da Paola Ciccioli.
Lettura molto coinvolgente ed appagante soprattutto in giornate estremamente malinconiche, dovute a un improvviso e non gradito cambio di stagione… Da qualche giorno, infatti, sembra essere tornato l’autunno, quindi poca voglia di uscire e tanta voglia di leggere e spaziare con la mente…

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