Quasimodo returns to San Simpliciano

 

A clipping of “Corriere Milanese” about Salvatore Quasimodo’s funeral service, celebrated in St. Simpliciano’s Basilica on 17th June 1968. From the private archives of the poet’s son, Alessandro Quasimodo

Distorto il battito

della campana di San Simpliciano

si raccoglie sui vetri della mia finestra.

Il suono non ha eco, prende un cerchio

trasparente, mi ricorda il mio nome.

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Quasimodo torna in San Simpliciano

Un ritaglio del “Corriere Milanese” sui funerali di Salvatore Quasimodo celebrati nella Basilica di San Simpliciano il 17 giugno 1968. Dall’archivio privato del figlio del poeta, Alessandro Quasimodo

Distorto il battito

della campana di San Simpliciano

si raccoglie sui vetri della mia finestra.

Il suono non ha eco, prende un cerchio

trasparente, mi ricorda il mio nome.

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“Il bosco del mostro felice”

Quarto Paesaggio Milano sta mappando il vero amore dei milanesi nei confronti dei “concittadini vegetali”. Dopo una prima puntata, riuscitissima, dell’iniziativa Racconta il tuo albero, ora sta preparando il “volume 2” dedicato all’autunno e ha invitato gli abitanti dell’area metropolitana a filmare con il cellulare l’albero a cui sono più legati o che vedono più spesso o che sentono minacciato o che si sta illuminando dei colori di stagione…

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Rosalìe, una tra i Mille

di Angela Giannitrapani – da Marsala

Le due foto del post (insieme ad altre che pubblicheremo in seguito) ci arrivano da Marsala e si riferiscono al monumento dedicato ai Mille garibaldini che resero l’Italia unita. Tra i nomi incisi sulle lastre metalliche c’è anche quello di una donna, Rosalìe Montmasson Crispi, e a farcelo scoprire è questa mail di Angela Giannitrapani che a Marsala è nata e che anche questa estate ci ha fatto una regalo di conoscenza durante le sue vacanze (https://www.turismocomunemarsala.com/monumento-ai-mille.html)

Carissime Vera e Paola,
vi ho lasciate con l’anticipazione della presenza di una donna, l’unica, tra i 1088 uomini che salparono da Quarto alla volta di Marsala, durante la Spedizione di Garibaldi nel maggio del 1860. E così è. Ve ne racconto brevemente: si tratta di Rosalìe Montmasson Crispi, moglie di cotanto uomo!
Nata in Alta Savoia, dopo i suoi primi vent’anni scorrazzò in lungo e in largo raggiungendo e collegando le cellule rivoluzionarie in Sicilia, Malta e Inghilterra in preparazione dei moti che precedettero e prepararono lo sbarco di Garibaldi e le successive battaglie.

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«Noi, bambini d’anteguerra, ci sentivamo i padroni della strada»

di Alba Tiberto Beluffi*

La Milano Pop di Italian Code, con i tram che continuano a sferragliare nella città in trasformazione, è in mostra nella libreria Mondadori di piazza Duomo fino al 2 settembre (https://www.agi.it/blog-italia/punta-di-pennello/tram_milano_arte-4167120/post/2018-07-17/)

Della mia infanzia voglio ricordare la via dove abitavo in una villetta, Via Catalani, una strada profumata da un gigantesco glicine che si arrampicava con garbo e con eleganza ai cancelli di una villa. La Via Catalani è praticamente tagliata in due da Via Porpora, un’arteria dove allora passava il tram N. 3 che portava diritto sotto le guglie del Duomo nel suo lato più suggestivo, l’abside. All’angolo fra Via Catalani e via Porpora c’è un edificio di notevoli proporzioni, una grande villa, che quasi chiudeva la serie di villette piccole e aggraziate che rendevano particolarmente attraente il tratto di via Catalani dove abitavo. In questo edificio abitava la famiglia Omodeo con cui molto tempo dopo mi sarei imparentata. Gli Omodei nostri coetanei erano tre fratelli il maggiore dei quali portava il nome dello zio, Adolfo, stretto e stimatissimo collaboratore e allievo di Benedetto Croce, di cui ho appreso il pensiero e la filosofia nei tempi dell’Università.

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Mary Shelley e il respiro dell’aria di Genova

di Massimo Bacigalupo*

Ho preso in affitto una casa per Hunt e me, fuori una delle Porte: è grande, pulita e con un podere annesso, pagheremo circa 80 corone tutti insieme, sicché spero che troverò tranquillità dalle preoccupazioni questo inverno, anche se potrebbe essere l’ultimo così libero della mia vita. Eppure non lo spero, anche se lo dico; non mi aspetto che del male per me – speranza è una parola che non appartiene alla mia situazione. Lui, il mio amato, l’esaltato e divino Shelley, mi ha lasciata sola in questo mondo triste e odioso, su questa terra che produce erba solo perché essa possa sempre di nuovo perire – questa terra su cui si stende l’eterno cielo stellato – dove lui è – dove, oh Dio, sì – dove io un giorno sarò.

Mary Shelley a Maria Gisborne,

Genova, 15 ottobre 1822

Genova – “… Splendida città che ti specchi nelle acque azzurre del Mediterraneo. Le rocce e i promontori, il cielo luminoso e gli allegri tuoi vigneti erano il mio mondo…” Come ricorda questa targa ,l’autrice di “Frankenstein soggiornò per un anno a Genova nella villa Negretto in Albaro (http://www.societadelleletterate.it/)

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Sulle tracce delle compositrici dimenticate

di Angela Giannitrapani

Ascoltiamo un brano di Cécile Chaminade, prima compositrice francese a ottenere nel 1913 la Legione d’Onore, e ringraziamo Angela Giannitrapani che ci fa da guida nel “Pomeriggio musicale” della Casa delle donne di Milano.

Lo sapevate che ci sono almeno duemila compositrici di talento, in un periodo che va dal ‘500 ai giorni nostri, non registrate nella storia della musica? Tra le dimenticate di recente si nominano Anna Mahler o Fanny Mendelssohn o Maria Anna Mozart. Andando indietro verso il 1100 ecco Hildegard von Bingen e Maddalena Casulana, che nel tardo ‘500 fu la prima musicista pubblicata. Per una manciata di famose salvate dall’oblio ce ne sono, però, tante altre che sembravano svanite nel nulla o le cui note sono rimaste soffocate da padri misogini o mariti e fratelli famosi.

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