Gabriella Cims, “Basta condire le trasmissioni con pezzi di carne di donna”

Gabriella Cims, coordinatrice dell’Osservatorio sui Servizi Audiovisivi, ha pubblicato un appello per introdurre una serie di emendamenti nel contratto triennale che stabilisce i doveri della Rai, per contribuire ad un nuovo cambiamento dell’immagine femminile nel servizio pubblico. Lo ripubblichiamo qui.

Appello a Romani, Calabrò e Garimberti: “Il servizio pubblico ha un’occasione da non mancare”

Non occorrono tanti preamboli per descrivere quello che appare evidente agli occhi di tutti. Si potrebbe evitare di condire ogni contesto di trasmissione televisiva con un pezzo di carne di donna. Perché è di questo che si tratta quando accanto al conduttore di turno, che in genere incarna l’autorevolezza, si espone una forma corporea femminile della cui testa – senza metterne in dubbio l’esistenza – il più delle volte nulla è dato sapere. Continua a leggere

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Da City – Anne Maass: “Serve un antitrust della politica”

ANNE MAASS è professoressa di psicologia sociale all’Università di Padova. Ha proposto un “antitrust della politica”: regole che proteggano i cittadini da una concentrazione ingiustificata di potere. Quello dei maschi.

Perché serve un antitrust per la politica?
Per correggere una situazione ingiusta e scandalosa: il fatto che il potere politico, come del resto quello economico, è quasi tutto nelle mani di uomini.
Questo cosa comporta?
Nelle settimane scorse abbiamo ricevuto due pagelle contrastanti: ci siamo riconfermati il sesto Paese più ricco del mondo. Ma il World Economic Forum ci ha collocato al 72° posto al mondo per l’eguaglianza di genere, cioè tra uomini e donne. Siamo lontanissimi dalla maggior parte dei Paesi europei…
Loro dove stanno nella classifica?
Tutti i primi posti sono presi dal Nord Europa. L’Italia invece è stata superata da tanti Paesi in via di sviluppo, come Mozambico e Sri Lanka. Siamo retrocessi dal 67° al 72° posto. Continua a leggere

Il corteo nazionale a Roma contro la violenza sulle donne. Come ne hanno parlato i media? Mandateci i vostri sms sulla manifestazione: 3884784795

Donne in corteo a Roma, da piazza della Repubblica a San Giovanni. Un informazione libera e non sessista era uno dei punti principali della manifestazione contro la violenza sulle donne. Clicca in alto a destra in questa pagina, per leggere il documento di adesione di donne della reltà. Motivazioni, adesioni e percorso del corteo sul sito  torniamoinpiazza.it. Altri articoli e commenti anche su zeroviolenzadonne.it paese delle donne on line.

Come è stata presentata l’iniziativa di sui  mezzi di informazione?  Qual è la vostra opinione su come i media si occupano di violenza sulle donne? Inviateci le vostre risposte, tramite SMS AL NUMERO 3884784795 Continua a leggere

Su DonnaTv, video dall’assemblea di donne della realtà a Roma. Interviste a Chiara Volpato e Michela Marzano

Quali sono i modelli femminili che i media ci propongono? Che conseguenze hanno sulle donne? Perché in Italia, a differenza del resto d’Europa, il machismo non regredisce? Gli stereotipi sessisti incidono sulla violenzza contro le donne? Risponde CHIARA VOLPATO, Prof. di Psicologia Sociale all’Università Bicocca di Milano.

Perché la donna da secoli è divisa tra essere e dover essere? Chi decide i modelli di riferimento femminili? Come è cambiata la nostra società in riferimento al dualismo corpo e anima? Come ripensare oggi la condizione delle donne? Risponde la filosofa MICHELA MARZANO, firmataria con Nadia Urbinati e Barbara Spinelli dell’appello di Repubblica.

Dall’assemblea alla Casa internazionale delle donne il 21 novembre.

“Le violenze alle donne” – sabato 28 novembre 2009 – Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano

Malgrado la legislazione, anche recente, tenti di codificare le possibili forme di violenza nei confronti delle donne, si avverte ancora una resistenza culturale all’accettazione diffusa di un severo giudizio di disvalore sociale alle aggressioni, soprattutto morali, verso il genere. Manca anche, nella fase di esecuzione della pena, un momento terapeutico che consenta all’attore violento di prendere coscienza dell’illiceità della condotta e quindi di evitare rischi di una recidiva quasi abituale. La specializzazione degli operatori di giustizia tenta di evitare quella che, nel processo penale, viene definita la vittimizzazione secondaria della parte lesa e che si concretizza, ciò malgrado, nell’eccessiva durata delle procedure, nella scarsa protezione del testimone, nella quasi indifferenza al suo trauma. Nella sfera civile la violenza domestica non riesce ad essere contenuta e, se possibile, riparata, attraverso lo strumento dell’ordine di protezione che, dopo anni dalla sua istituzione, trova ancora scarsa applicazione nelle aule giudiziarie. Continua a leggere

Ci scrive Emilia che ha sedici anni…

Immagine da www.storiedidonne.itSono una ragazzina che va a scuola, di 16 anni. Ho scoperto questo forum tramite la mia prof di latino, che a scuola è l’unica che ci fa parlare di attualità e già questa cosa secondo me dice tanto. Tutti i giorni, andando in centro, girando per i corridoi della scuola durante l’intervallo ecc. noto che le mie coetanee, ma anche le ragazze più grandi, che in teoria dovrebbero essere più mature, hanno atteggiamenti che certe volte sono sconcertanti… Per non parlare poi della tv dove il corpo della donna è sempre mezzo seminudo (in certi programmi praticamente nudo)… Ma io mi chiedo una cosa: ma i valori per cui hanno combattuto le femministe dove sono andati a finire? E’ vero che erano anche tempi diversi ma io dico… la donna quando si guarda allo specchio non crede che ci siano certi suoi valori, anche intimi, che non vanno e non possono essere calpestati o comunque messi da parte per andare a fare la velina, per esempio?!! Continua a leggere