BookCity e l’arte di narrare Umberto Saba a Milano

di Paola Ciccioli

Ho il piacere di condividere il risultato finale del corso di formazione sull’arte del narrare al quale mi sono dedicata con entusiasmo nei mesi scorsi, in particolare eravamo tutte e tutti chiusi in casa per il Corona Virus.

Continua a leggere

I libri meravigliosi e “il libro vivo”

di Umberto Saba*

I LIBRI…

Immagine da: “La vita è una fiaba: l’arte di Emanuele Luzzati”, mostra che si è tenuta nel 2019 al Museo ebraico – Jewish Museum di Lecce ( http://www.salentolive24.com/2019/06/26/luzzati-e-la-fiaba-della-vita-una-mostra-al-museo-ebraico/amp=1)

Continua a leggere

La distanza tra il Cenacolo e piazzale Loreto

di Paola Ciccioli

“Milano non manca mai di essere città grande: sempre si conserva grande, et se venghi desolata risorge prestamente grande” (dalle Considerazioni del Conte Onofrio Castelli sopra le singolari doti della Città di Milano dell’anno 1635).

Paola Ciccioli ha fotografato queste due immagini dal volume “Milano 1945 – 1955”, storico volume sulle distruzioni dei bombardamenti del ’43 e la ricostruzione introdotto dal secondo sindaco dopo la Liberazione, Virgilio Ferrari, e offerto in consultazione alla coordinatrice del blog da Tiziana Colla

Continua a leggere

“Milano” è una questione di dettagli

di Paola Ciccioli

Per me Milano è un libro. Passeggio per le strade del centro, fotografo targhe e monumenti, ripasso col pensiero la biografia dei grandi autori, annoto mentalmente i nomi dati a vie, giardini e piazze, cerco di trovare il filo che tiene insieme gli strati ancora visibili dell’antica capitale dell’Impero romano, le dominazioni straniere, i fasti marmorei del Ventennio, le ferite della guerra, con il prima e il dopo di quartieri catapultati nell’ipermodernità.

Lo smartphone, al quale ho ceduto di malavoglia e conservando sempre la tentazione di farne a meno, ha moltiplicato la mia attitudine a fotografare i dettagli di questo libro-città. Mio marito Luca, che con pazienza svuota la memoria del mio cellulare, mi ha detto l’altro giorno che avevo raggiunto un numero difficilmente gestibile di scatti, non saprei dire ora esattamente quanti e non glielo chiedo perché tanto per me sarebbero sempre troppo pochi. A cosa mi serve fotografare tanto compulsivamente? Mi serve a rendere vive le frasi o le pagine dei libri di carta e questo post ne è una prova.

Un giorno, tornato da una lezione di chitarra, Luca mi ha portato Milano (Sellerio editore Palermo, 2015), raccolta di sei racconti scritti da altrettanti autori contemporanei su quella che viene definita l’unica vera metropoli italiana, che chissà poi se è davvero così. Gli autori sono: Giorgio Fontana, Helena Janeczek, Paolo Di Stefano, Marco Balzano, Neige De Benedetti, Francesco M. Cataluccio. E Milano me l’ha mandato Tiziana Colla, donna di teatro e autrice che in questo libro ha trovato atmosfere stimolanti e condivisibili. Io l’ho letto con l’attenzione che l’isolamento da pandemia per certi versi esalta e, racconto dopo racconto, da ogni storia ho estratto una citazione che ho avvicinato a sei tra le tante foto scattate nei mesi scorsi. Tutte mi riportano alla ragione e all’emozione di ogni singolo scatto, con tutte posso passeggiare anche a distanza nella città diventata in queste settimane apparentemente vuota e sola.

Ho scattato questa foto a un palazzo del quartiere Isola di Milano il 20 settembre 2019

Continua a leggere

La ragazza con l’orecchino di MADRE perla

Testo e foto di Emma, 13 anni, allieva del Conservatorio di Udine*

An old shabby dad’s jacket, a yellow mom’s scarf, and a beach towel. The pierce pearl was too small, then a MOTHER-of-pearl (got the sense?) hanging earring looked perfect.  
This is how Emma has turned into that painting, which she “really digs”, spotted in a magazine during a train trip. 

Sono trascorsi ormai moltissimi anni da quando Jan Vermeer ha dipinto questo quadro. La ragazza con l’orecchino di perla. Una ragazza semplice… acqua e sapone; ma con un fascino ipnotico. Non tanto per la bellezza di per sé della ragazza, ma per il suo sguardo. Sguardo penetrante, affascinante, calmo. Io oggi ho provato a riprodurlo!

Continua a leggere

Antonietta Raphaël, una madre con pennelli e violino

Testo e ricerca iconografica di Luisa Nattero*

La nostra amministratrice del Gruppo Facebook Donne della realtà, Paola Ciccioli, mi ha chiesto di dirvi qualcosa della mamma di Miriam Mafai, la brava artista Antonietta Raphaël.

Antonietta Raphaël, “Autoritratto con violino” (dettaglio), 1928, olio su tavola, 52.3 x 35.5 cm, Roma, collezione privata. «La figlia Miriam racconterà poi che la madre arrivò a Roma con un violino, un candelabro a sette bracci e un’edizione antica delle Metamorfosi di Ovidio».

Continua a leggere

«Madonnina, sostieni nella fatica logorante chi sta curando i malati»

La preghiera ai piedi della Madonnina dell’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, «nei giorni tribolati del Corona Virus»

On March 11th 2020 the Archbishop of Milan has prayed on top of Duomo cathedral in different languages, adressing «all the people» so that «our Earth could be an attractive land for living».

– Sulla sommità del Duomo , l’11 marzo 2020 l’Arcivescovo di Milano ha pregato in diverse lingue, rivolgendosi a «tutte le genti» affinché «la nostra Terra sia una terra dove è desiderabile abitare».

«Una esortazione alla preghiera per i fedeli di ogni credo e per i non credenti un documento che è già Storia della città di Milano e dell’Italia intera», ha scritto Paola Ciccioli su Facebook, ringraziando il fotografo Andrea Cherchi da cui ha condiviso il video.

 

O mia bèla Madonina che te dominet Milan,

Mater dolorosa, consolatrix afflictorum, conforta con la tua presenza

coloro che più soffrono nei nostri ospedali e nelle nostre case:

invoca ancora per tutti il dono dello Spirito Consolatore che ti ha consolato.

 

Continua a leggere

Strage di Bologna: una quarta condanna e una ferita aperta

Paola Ciccioli (Milano): «2 agosto 1980. Maria e io lavoravamo a Cesenatico, nelle colonie del Comune di Reggio Emilia. Maria doveva partire per Bologna, quel giorno. Ed essere alla stazione proprio quando scoppiava la bomba. L’ho sempre ricordata in piedi davanti al televisore, impietrita, a seguire per ore e ore gli aggiornamenti sulla strage. Trauma, offesa e cicatrice della nostra generazione. Io quel giorno ero lì. Mi piacerebbe sapere come lo avete saputo voi».

Renato Guttuso, “Il sonno della ragione genera mostri” (2 agosto 1980), inchiostro di china, acquarello e acrilico su cartone intelato. Il maestro siciliano realizzò quest’opera appena saputo della strage e il settimanale “L’Espresso” la utilizzò pochi giorni dopo per la sua copertina. Il quadro è stato esposto fino al 12 gennaio 2020 a Villa Mirabello di Varese dove, a cura di Serena Contini, si è tenuta la mostra molto apprezzata “Renato Guttuso a Varese, opere dalla Fondazione Pellin” (foto di Paola Ciccioli)

Continua a leggere

«In Kandinsky tutto è chiarezza»

di Philippe Sers

Desideriamo che anche chi non può esserci di persona possa comunque sentirsi parte della straordinaria mostra aperta fino al 1° marzo 2020 al Palazzo Reale di Milano. Guggenheim – La collezione Tannhauser, da van Gogh a Picasso presenta infatti (come abbiamo segnalato nell’Agenda del blog e negli altri canali informativi di Donne della Realtà) cinquanta autentici capolavori, tra i quali Paola Ciccioli ha scelto l’emozionante “Montagna blu” di Wassily Kandinsky. Si tratta di una tela fondamentale nella storia dell’arte moderna e nel percorso artistico del pittore russo del quale ci “parla” il filosofo Philippe Sers nell’introduzione a Wassily Kandinsky, Dello spirituale nell’arte. Scritti critici e autobiografici, Teatro, Poesie, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1974 da Feltrinelli grazie alla collaborazione di Nina Andreevskaya, moglie dell’inventore dell’astrattismo. 

Vassily Kandinsky, “Montagna blu” (1908 – 1909), olio su tela «Kandinsky lasciò la sua Russia natia all’età di trent’anni per studiare pittura a Monaco, allora uno dei principali centri culturali d’Europa. Lì, nel 1911 collaborò alla fondazione del “Blaue Reiter”, un gruppo di artisti internazionali uniti attorno a un interesse comune per il potenziale espressivo del colore, le associazioni simboliche dell’arte e, per Kandinsky e pochi altri, i valori spirituali. Il motivo cavallo-e-cavaliere, visto qui, simboleggia la sua crociata contro i valori estetici convenzionali e il suo sogno di creare un futuro migliore ed utopico attraverso i poteri trasformativi dell’arte. “Montagna blu”, esposta alla Galleria Thannhauser di Monaco nel 1014, è stata successivamente aggiunta alla collezione personale di Solomon R. Guggenheim. Oggi il Museo Guggenheim possiede oltre 150 opere di Kandinsky». (Dalla mostra in corso al Palazzo Reale di Milano, foto di Paola Ciccioli)

Continua a leggere

“Antologia di Spoon River”, le poesie che l’anarchico Pinelli regalò al commissario Calabresi

di Licia Pinelli e Piero Scaramucci

È in corso a Genova un incontro pubblico ai Giardini Luzzati per protestare contro il diniego del Comune di intitolare una via del centro storico alla scrittrice Fernanda Pivano (nata nel capoluogo ligure il 18 luglio 1917), traduttrice dell’Antologia di Spoon River del poeta americano Edgar Lee Masters. Il libro, vero e proprio long seller, fu pubblicato per la prima volta in Italia da Einaudi nel 1943 su indicazione di Cesare Pavese e con la curatela proprio di Fernanda Pivano, entrando a far parte della storia culturale del nostro Paese. Lo dimostra anche questo brano scelto da Paola Ciccioli tra le 195 pagine di Una storia quasi soltanto mia. La breve vita di Giuseppe Pinelli, anarchico, di Licia Pinelli e Piero Scaramucci (Feltrinelli, prima edizione 2009), racconto in forma di intervista alla vedova del ferroviere che, tre giorni dopo la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, precipitò dal quarto piano della questura di Milano. Il commissario che lo aveva trattenuto, Luigi Calabresi, fu poi assassinato sotto casa da esponenti di Lotta Continua la mattina del 17 maggio 1972 mentre il funzionario di Polizia andava a prendere la macchina per recarsi in ufficio.

La monumentale installazione pittorica “I funerali dell’anarchico Pinelli” di Enrico Baj del 1972 sarà collocata stabilmente a Palazzo Citterio, a Brera. L’opera avrebbe dovuto essere esposta nella Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano ma proprio il giorno dell’inaugurazione, il 17 maggio 1972, fu assassinato il commissario Luigi Calabresi, la mostra venne annullata e per l’opera iniziò un lunghissimo oblio. (Foto da Alberto Almagioni via Twitter)

Continua a leggere

“The Night Watch”, la sua luce è musica

di Luca Bartolommei

Al Rijksmuseum di Amsterdam andrà avanti per tutto il 2020 l’avveniristico restauro del più importante e celebre dipinto olandese, La Ronda di notte di Rembrandt. Sotto il nome Operation Night Watch, il restauro può essere seguito all’interno del museo, dove la preziosa tela non è stata rimossa bensì protetta da una “stanza” di vetro dentro la quale gli esperti eseguono il loro delicato lavoro sotto gli occhi di scolaresche, appassionati, turisti.  Ma, essendo il capolavoro di Rembradt un «patrimonio di tutti», chiunque nel mondo collegandosi con il sito del Rijksmuseum può seguire online le varie fasi del “restyling”. Luca Bartolommei ci racconta le emozioni che ha provato di fronte a questo dipinto che ha speciali connessioni con il rock progressivo.

Nello “Year of Rembrandt”, programma di eventi che si è sviluppato nel corso del 2019 dedicato a Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669), un omaggio, anche in musica, a una delle sue opere più celebri. (Foto http://www.cultorweb.com)

De compagnie van kapitein Frans Banning Cocq en luitenant Willem van Ruytenburgh maakt zich gereed om uit te marcheren: ecco il titolo originale dell’opera di Rembrandt meglio conosciuta come De Nachtwacht, la Ronda di notte.

Continua a leggere

Al Dams con Umberto Eco e la sua infuocata lezione sul gessetto nel villaggio globale

di Marcello Jori

Il Centro internazionale di studi umanistici “Umberto Eco” di Bologna ha promosso un ciclo di seminari, Un lessico per le scienze umane, sulla comunicazione ambientale, medica, scientifica, sulla cultura digitale e l’etica dell’informazione. Gli incontri andranno avanti fino a maggio 2020 in collaborazione con cheFare, Agenzia di trasformazione culturale, e con PreTesti, Laboratorio studentesco di ricerca semiotica. E, a proposito di semiotica, proponiamo questo brano tratto dal romanzo Nonna Picassa in cui l’artista Marcello Jori, con evidenti richiami autobiografici, racconta il legame speciale tra un aspirante pittore e la nonna che lo surclassa in genialità e bravura. Tanto che il nipote, studente del Dams che non sa esattamente cosa sia la semiotica, ordisce ai suoi danni un imbroglio che alla fine lo costringerà a farsi carico del proprio talento. Eccolo al cospetto del semiologo diventato “leggenda”.

Umberto Eco e le dita incendiate dai fiammiferi durante una lezione di semiotica al Dams nella Bologna degli Anni 70. L’illustrazione è contenuta nel libro “Nonna Picassa”, romanzo del 2000 di Marcello Jori, da poco ristampato da Mondadori. L’illustrazione è dello stesso artista-autore e Paola Ciccioli l’ha fotografata per noi.

Continua a leggere

Natalia Goncharova e l’arte di scandalizzare

di Maria Elena Sini – da Firenze

Natalia Goncharova (Governatorato di Tula 1881-Parigi 1962), tra i principali artisti dell’avanguardia russa, “attiva come pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, ma anche come attrice cinematografica, ballerina e performing artist ante litteram”. Qui l’artista è nel suo studio di Parigi in rue Jaques-Callot alla fine degli Anni 20 (foto da https://www.tate.org.uk/whats-on/tate-modern/exhibition/natalia-goncharova/exhibition-guide)

Fino al 12 gennaio 2020 Palazzo Strozzi a Firenze celebra Natalia Goncharova attraverso una grande retrospettiva che ripercorre la sua vita controcorrente e la sua ricca e variegata produzione a confronto con i capolavori di Gauguin, Matisse, Picasso e Boccioni. Il percorso della mostra ospita quadri, disegni, bozzetti, filmati che documentano l’arte e la vita dell’artista. Natalia Goncharova (1881-1962), poliedrica artista russa, ha aderito al Futurismo e al Cubismo, unendo elementi del primitivismo e della tradizione russa alle spinte moderniste tipiche delle tendenze della sua epoca. Non è stata solo pittrice ma anche scrittrice, costumista, illustratrice e scenografa. Nata in Russia in una famiglia della buona società, studiò scultura all’Accademia d’Arte di Mosca, dove incontrò Mikhail Larionov, suo futuro marito, che la indirizzò verso la pittura per la quale mostrava un evidente talento.

Continua a leggere

Nella trasformazione la linfa della bellezza

di Hermann Hesse*

A Montagnola, in Canton Ticino (Svizzera), fino al 2 febbraio 2020 resterà aperta una mostra sul «lunghissimo rapporto di amicizia che legò Theodor Heuss e Hermann Hesse dai primi contatti professionali, avviati quando entrambi erano due giovani cultori della letteratura, agli ultimi anni della loro carriera, che videro il primo insignito del Premio Nobel e l’altro eletto alla carica di Presidente della Repubblica Federale Tedesca». 

Scritta e da lui stesso illustrata nel 1922 per la cantante mozartiana Ruth Wenger, che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie, la “Favola d’amore” rappresenta anche la rinascita come uomo e artista di Hermann Hesse dopo un lungo periodo di silenzio creativo e crisi personale. (La foto è di Paola Ciccioli)

Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l’albero con riverenza e chiese: «Sei tu l’albero della vita?». Ma quando, invece dell’albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt’occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.

E di nuovo vide un albero, che era insieme sole luna.

Pictor chiese: «Sei tu l’albero della vita?».

Continua a leggere

Torino, la città della bellezza visibile

di Luca Bartolommei

Torino è il «tutto in un punto» per Italo Calvino. E a Torino domani sera (20 marzo, ore 21) l’attrice Sonia Bergamasco leggerà “Città visibili e invisibili” nell’Auditorum Intesa San Paolo per il terzo e ultimo appuntamento dedicato allo scrittore che nella torinese casa editrice Einaudi «ha progettato i suoi libri e i libri degli altri». Introduce la serata Domenico Scarpa e la lettura può per la prima volta essere seguita anche in streaming sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news/

Noi vogliamo omaggiare la bella città di Torino con questi appunti di viaggio di Luca Bartolommei, in ricordo di una notte speciale illuminata da luci d’autore.

“La città di Valdrada, tratta dal celebre romanzo ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, è la prima della serie ‘Le città e gli occhi'”. Da: http://bistrocharbonnier.altervista.org/valdrada-citta-riflessa/

Continua a leggere