«Ma i poeti sono i peggiori. Il loro lavoro è disperatamente poco fotogenico»

di Wisława Szymborska*

In un discorso, a quanto pare, la prima frase è sempre la più difficile. Ebbene, la prima è comunque andata. Ma ho la sensazione che anche le frasi successive – la terza, la sesta, la decima e così via, fino all’ultima parola – saranno altrettanto difficili, perché si suppone che io parli di poesia. Di questo argomento ho parlato molto poco, quasi niente, a dire il vero. E ogni volta che ho detto qualcosa, ho sempre avuto lo strisciante sospetto di non essere granché brava a farlo. Ecco perché il mio discorso sarà piuttosto breve: le imperfezioni sono più tollerabili a piccole dosi.

I poeti contemporanei sono scettici e sospettosi persino, o forse soprattutto, di sé stessi. Sono riluttanti a confessare pubblicamente di essere poeti, quasi se ne vergognassero un po’. Ma in questa nostra epoca chiassosa è molto più facile ammettere i propri difetti, soprattutto se ben infiocchettati, che riconoscere i propri meriti, perché questi ultimi sono nascosti in profondità e noi per primi non ci crediamo del tutto. Continua a leggere

«Non l’ho sognato?»

di Laura Fusco*

LEICA

 

Non l’ho sognato?

Sei morto davvero?

O devo ancora

incontrarti?

Ho dimenticato gli alberi

che entravano dal lucernario,

e Chien,

le sere di vento impazziva dietro l’ombra delle foglie.

Apro l’acqua,

la ascolto come se parlasse,

non parla,

potrei stare lì notti e notti.

Prendere in mano la Leica,

guardare nell’obiettivo.

Cosa cambierebbe?

Nulla.

Faccio la spesa,

alle 11 torno,

ordino i cartoni di latte nel frigo,

poi li guardo,

da quello più alto a quello più basso,

sui ripiani illuminati,

rifaccio i letti già fatti,

tolgo una polvere inesistente.

Poi

mi seggo e aspetto.

Era questa la stanza?

Questo l’Avon?

Questi i fiori?

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Ettore, il destino di un nome fa ritrovare due fratelli nella Rete

di Elisabetta Baccarin

Elisabetta, la lettera dal campo di concentramento di bolzano

La lettera di Ettore Baccarin spedita dal campo di concentramento di Bolzano. Grazie alle ricerche di Elisabetta Baccarin, pubblicate sul nostro blog, un prezioso incontro in Rete ha messo insieme due pezzi di famiglia e di Storia

“Carissimo Albano e Gilda dopo circa due mesi che manco da casa, vengo a voi con questo mio biglietto, facendovi sapere che la mia salute va bene come spero che sarà pure di tutti voi. Caro Albano mi trovo in campo di concentramento a Bolzano, dunque il motivo che sono qui io, è a causa del rifugio che sai bene anche tu, speriamo al meno che non servi. Caro Albano mi perdonerai se ti domando un gran favore se puoi quando ricevi questo scritto di mandarmi un pacchetto con un po’ di pane biscotto e un po’ di tabacco, magari di quello in foglia, come puoi e qualche pacchetto di cartine. Se puoi mi mandi anche un po’ di danaro in sicurata, che se avrò la grazia di tornare tutto ti sarà ricompensato. Gli ho scritto pure a mia moglie che mi mandi qualche cosa ma io so le condizioni che si trova la mia famiglia!

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Mamme con il taccuino davanti alla Tv (tra ricette e Tangentopoli)

di Chiara Pergamo

Chiara Pergamo 1

Oggi mia madre guardava la Tv con il taccuino: qualche tempo fa le ho svelato l’esistenza di un canale di soli programmi di cucina (Alice, canale 221 del digitale terrestre) e da allora trascorre parte del pomeriggio a sciropparsi cuochi che preparano timballi e pasticceri che imbevono savoiardi per il tiramisù.

Oggi guardava Alice col taccuino per segnarsi la lista della spesa e, perché no, due o tre passaggi per la preparazione di una ricetta nuova: perché va detto, mia madre non è un asso in cucina. Infatti non mi ha insegnato lei a cucinare: detto tra noi, non sarò pronta per Masterchef, ma qualcosa sul tavolo all’ora di cena arriva sempre e non sono ancora vedova, segno che non ho ancora avvelenato il consorte.

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Viaggio nelle emozioni del mio Nepal indimenticabile

di Maria Elena Sini

Maria Elena, Nepal 4

Tutte le immagini sono tratte dal profilo Facebook di Maria Elena Sini

In questi giorni televisione e giornali sono stati inondati dalle immagini del terribile terremoto che ha colpito il Nepal seminando morte e distruzione in un luogo magico. Al dramma delle vittime si aggiunge la devastazione di monumenti di incomparabile bellezza.

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