El Pelé el va in television

di Luca Bartolommei

Esterno dopomezzdì. La via della Chiesa Rossa è già diventata via Pavese e il naviglio ci scorre accanto. Siamo a Rozzano Vecchio. Il Pelé è lì, al centro della ringhiera, seduto, stringe amorevolmente tra le mani il suo tollòfono, che quando ha fretta di scaricarlo dalla macchina chiama semplicemente tollòn, così come quando lo cerca dopo qualche concerto “ohei, dov’e che l’è el tollòn, l’è no che me l’hann ciollaa?“. Finora non è successo. Quel bizzarro strumento lo segue da una vita, ha subito modifiche ed evoluzioni nei materiali, l’ultima versione, ad esempio, ha addirittura le lucine multicolori in cima al manico, volendo anche a intermittenza.

L’intervista di Enrico Rotondi, firma storica del TG3 lombardo, a Giancarlo Peroncini comincia proprio con qualche domanda sul tollòn. Sì, perché domani mattina, mercoledì, il Pelé sarà in television, in su la Rai, e ci sarò anch’io.

Il nostro amico Giovanni Manzari, dialettologo-ricercatore-organizzatore di incontri e altro, è anche lui lì a montar la guardia nell’attesa dell’evento e condivide con poca fatica e molta partecipazione di papille e ganasce il bendiddio che la Rosanna (moglie del Pelé) ci ha preparato. Sembra domenica, infatti durante il pranzo parlo di famiglia allargata. Barbera de rigueur, ma senza esagerare. Continua a leggere

La Elda, il Pinza e la nebbia al profumo di frittata

di Fabio Tracogna

Elda Bellini e il marito Luciano Sada, El Pinza, dietro il bancone dell’ osteria “al 13”, da loro gestita negli anni ’70. I loro figli Maria ed Erminio li hanno ricordati insieme con amiche, amici e tanta musica lo scorso 20 marzo nella sede della sezione ANPI Barona a Milano. Fabio Tracogna ci racconta tutte le emozioni vissute durante quel pomeriggio, lo ringraziamo. (Foto da Maria Sada)

Il “Pelé”, Giancarlo Peroncini, accompagnato alla chitarra da Luca Bartolommei

Quando sono entrato in quella sala, quella domenica pomeriggio, mi sono sentito a casa. E pensare che non conoscevo di persona (quasi) nessuno né di quelli sul palco né, soprattutto, dei numerosissimi ospiti seduti in platea. Eppure non so il perché, ma mi sono sentito a casa e come dentro una macchina del tempo, sono tornato il ragazzo di 32 anni fa.

Vedere il Pelé, l’ultimo cantastorie di Milano (l’ha detto il Corriere della Sera, mica il sottoscritto eh…), sentire la sua voce possente e roca cantare Montagna de San Sir, ascoltare i figli del Pinza, l’Erminio e la Maria parlare del loro papà e della loro mamma Elda, che da figli di gestori di osterie “frontaliere e rivali” al Moncucco, si innamorano e “mettono su” in autonomia la prima osteria al Gratosoglio. Continua a leggere

Dante, il paroliere delle canzoni del mondo

di Paola Ciccioli

«Amor, ch’al cor gentile ratto s’apprende»: in “Soffio” della cantautrice Roberta Alloisio la citazione dantesca è in genovese. Ma la Divina Commedia – il terzo libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia e Pinocchio – continua a frullare nella mente dei parolieri di ogni lingua, dialetto e latitudine. E nella cosiddetta musica leggera italiana spopola addirittura, con tracce dei 14.233 versi di Dante Alighieri nel cabaret di Ettore Petrolini e nelle irriverenze di Elio e le Storie Tese (Dannati Forever), nella canzone d’autore da antologia scolastica (Venditti, Vecchioni, Guccini, Branduardi, Battiato, De Gregori…), tenendo come paradigma il Carlo Martello in salsa medievale cantato da Fabrizio De André su testo di Paolo Villaggio.

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«L’era bella, la Rosetta: io ho visto la fotografia sui giornali»

di Laura Pariani*

Il 15 gennaio 2022 Paola Ciccioli e Luca Bartolommei tornano con #iocantoeleggomilano (questa volta nella Biblioteca Harar), un recital letterario e musicale nato come omaggio al Gruppo #ioleggomilano nel quale vengono discussi esclusivamente libri sul capoluogo lombardo. Come Milano è una selva oscura di Laura Pariani (Einaudi, 2010) di cui – con il consenso dell’autrice – possiamo offrirvi un estratto riguardante la canzone popolare La povera Rosetta.

“La povera Rosetta” cantata da Nanni Svampa

Guidato dal suono di una fisarmonica, il Dante gira il cantone. Sotto la pergola accanto al circolo «Libertà», sta il Gazzella, un senzagambe che il Dante ha incontrato spesso a suonare agli angoli delle strade con un repertorio di mamme in gramaglie, capinere a mezzanotte, care piccine e balocchi… Fa una certa impressione guardarlo sulla sua tavoletta a rotelline: pare venir su dal marciapiedi come da una botola, un Farinata nanetto con le gambe imprigionate sottoterra. Oggi, con la sua bella voce da tenore, canta:

Il tredici d’agosto,

in una notte scura,

commisero un delitto

gli agenti di questura.

Han ammazzato un angelo

di nome la Rosetta,

era di piazza Vetra,

battea la colonnetta.

Ohèla, ‘l mè Gazzella, ma lo sai che ai mè tempi questa l’era ‘na canzôn proibida?

Epperché? Mica l’è sconcia.

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Noi ti cantiamo e leggiamo, città

di Paola Ciccioli e Luca Bartolommei

Oggi torniamo nella Biblioteca Sicilia con un nostro omaggio di parole e musica al Gruppo di lettura #ioleggomilano, nato da un’idea condivisa tra Pietro Esposito (già alla guida della sezione di storia locale del Sistema bibliotecario milanese) e Lucia Faini, responsabile della biblioteca di via Sacco dove abbiamo già portato il nostro recital La Gagarella e le altre sulle donne nelle canzoni di Giovanni D’Anzi, l’autore dell’inno cittadino O mia bèla Madonina.

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Un drone in volo su “sto canton inscì bèll”

Video di Marco Morona e Davide Preti

Ecco il video! Nasce da un’idea di Paola Ciccioli e dalla passione di Marco Morona, film-maker di razza, ben supportato dal collega Davide Preti. Giancarlo Peroncini, per tutti “Pelé“, con la sua voce e il tollofono insieme a Luca Bartolommei con la chitarra fanno rivivere le atmosfere meneghine della famosa e amata canzone, composta dal grande autore milanese Nino Rossi, “Vèggia Milan”. Dopo il primo sopralluogo per capire bene come far risaltare al meglio gli ambienti sotto la luce di fine settembre, l’attesa per il primo ciak è sembrata lunghissima, ma alla fine chi ha pensato e chi ha girato è stato ripagato da un bel pomeriggio di sole tardo estivo sulla casa di Rozzano Vecchio. Ringhiera, solaio, scale, interno casa, questo il set che ha ospitato le riprese.

I due musicisti si esibiranno sabato sera 9 ottobre 2021 al Circolo Arci “Francesco Pessina” di Chiaravalle a Milano. D’obbligo prenotazione e green pass. Continua a leggere

Gino Strada: «È giusto che ci sia qualcuno qui, è umano»

di Gino Strada

«In questi giorni così dolorosi, il vostro affetto per Gino ci ha fatto sentire meno soli. In tantissimi siete passati da Casa Emergency, ci avete scritto, chiamato, lasciato un messaggio. Grazie. Ora spetta a tutti noi rimboccarci le maniche, portare avanti l’eredità di Gino e imparare a guardare lontano, come faceva lui. Ce la metteremo tutta. Te lo promettiamo, Gino». Con queste parole, Emergency ha iniziato oggi – 24 agosto 2021 – la sua seconda vita dopo la scomparsa del suo fondatore Gino Strada, morto il 13 agosto a Honfleur, in Francia, all’età di 73 anni. Dopo averlo salutato nella sua Casa milanese, ora gli rendiamo omaggio qui con un brano dal suo libro Pappagalli verdi, uscito nella prima edizione Feltrinelli nel 1999, cinque anni dopo la nascita di Life Support for Civilian War Victims, conosciuta in Italia e nel mondo come Emergency.

Milano, via Santa Croce la sera del 21 agosto 2021, poco prima della fine del primo dei tre giorni in cui una vera e propria folla ha sfilato dentro Casa Emergency per salutare Gino Strada. Anche Luca Bartolommei e Paola Ciccioli (autrice dello scatto) hanno reso omaggio al chirurgo di guerra scomparso

Riavvolgo il nastro per la terza volta e la musica riprende. Non mi stancherei mai di stare sdraiato sul letto ad ascoltare Animals dei Pink Floyd.

È per me uno degli album più coinvolgenti e sconvolgenti, quella musica piena di dissonanze, di ritmo che cambia ogni momento, di provocazioni. Ogni volta che mi adatto a quella musica, che comincio a capirla e a goderla, il ritmo cambia all’improvviso, e ricomincia diverso.

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Quanti “richiami” dopo il mio richiamo!

di Luca Bartolommei

In soli sei minuti: dall’ingresso del Palataurus di Lecco al “selfie” post-vaccinazione. Tutto bene, ma qualche effetto collaterale bisogna aspettarselo sempre, soprattutto se ci sono di mezzo i Pink Floyd.

Niente di strano neh, almeno così sembrerebbe, seconda somministrazione del vaccino contro il Covid-19. Appuntamento alle 11.20 del 21 luglio 2021. Arriviamo con un paio di minuti di anticipo al Palataurus di Lecco, Paola mi aspetta alla macchina, entro e alle 11.26 faccio l’autoscatto di prammatica e lo pubblico su Facebook a beneficio di amiche e amici. A parte il viso mascherinato si vede la mia t-shirt “Gilmour Academy 63”. Chissà perché mi sono messo proprio quella, mah, è la riproduzione di una maglietta che David Gilmour ha indossato nel 1972, ma quella originale non era nera. La Gilmour Academy è un college cattolico statunitense che si trova nei sobborghi di Cleveland, Ohio. Forse l’ho messa perché finalmente ho sessantatrè anni, non so. Continua a leggere

Chi è la donna-ragazzina della canzone di Bob Dylan?

di Luca Bartolommei

Bob Dylan e l’immagine di copertina di “Blonde on blonde”, il suo album doppio del 1966 che conteneva “Just like a woman”. La foto è mossa e sfuocata di suo ed è proprio Dylan ad aver scelto questo scatto. Foto © 2018 Jerry Schatzberg

Oggi Bob Dylan compie 80 anni. Auguri! Voglio evitare qualunque tipo di retorica, glorificazione, peana, incenso, svenimento e chi più ne ha più ne metta, che lascio volentieri ad altr*. Anche perché, confesso, non è mai stato uno dei miei artisti preferiti. Ho anche già espresso qui il mio parere sul Nobel per la letteratura che gli è stato assegnato. Il brano di cui parlo ora è stato inciso nell’album Blonde on blonde del 1966 e si intitola Just like a woman. In rete si può leggere qualsiasi cosa e anche l’esatto contrario di quella cosa per quanto riguarda questa canzone e trovo interessante scrivere di tutta questa confusione di notizie sperando che alla fine qualcun* si chieda “ma perché mi piace Just like a woman?”. Ma mi piace o mi sono solo identificat* (come al solito…) in uno dei personaggi, nella situazione, ma cosa vuole dire Dylan con questo testo, ma di chi parla? Quindi farsi qualche domanda senza poi darsi una risposta, perché il bello, alla fine, è proprio questo. Anche se io una risposta me la sono data. Continua a leggere

Måneskin, né zitti/e né buoni/e

di Luca Bartolommei

Victoria De Angelis con il suo basso in piena esecuzione di “Zitti e buoni”, ieri notte alla Ahoy Arena di Rotterdam. I Måneskin stanno per vincere l’Eurovision Song Contest 2021. Foto da www. corriere.it

22 maggio 2021 notte, Rotterdam, Ahoy Arena. In onda l’edizione numero 65 dell’Eurovision Song Contest. Conducono la diretta Rai Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio.

Partiamo dalla fine per festeggiare la vittoria dei romani Måneskin, già vincitori sul patrio suolo del Festival della canzone italiana 2021. I commenti che seguono possono non avere un filo logico o crono-logico che li lega, ma il commentatore è fatto così, già ce lo sapete.

Damiano David, frontman della band capitolina annuncia al colto e all’inclita, alla fine dell’esibizione post vittoria, che «il rock and roll non morirà mai», hey hey, my my, chioserebbe Neil Young, e abbraccia e bacia il resto del gruppo conscio del fatto che è stata portata a termine un’impresa che non verrà dimenticata tanto presto. Continua a leggere

Certe notti a Sanremo

di Luca Bartolommei
 
Ecco i post che ho pubblicato sul nostro gruppo Facebook con i miei commenti sull’appena terminato Festival della canzone italiana di Sanremo, edizione numero settantuno. La cronologia delle date di pubblicazione è inversa, si parte da quello sulla serata finale per arrivare alle considerazioni sulla prima puntata. Grazie a Paola e ai tre gatti (due più una gatta) che mi hanno tenuto compagnia durante le veglie prolungate davanti allo schermo.

Il gesto e l’espressione che si fanno quando qualcuno stona per la terza volta in un minuto e mezzo, fermati dalla camera del cellulare di Paola Ciccioli.

Domenica 7 marzo 2021
Buona domenica, Gruppo. Sanremo #5, the final cut.
Oggi compie gli anni il mio amico Ilio da Riccione del quale riporto un messaggio relativo al festival: “Disastro. A cominciare dai Litfiba che hanno vinto per finire ai due più simpatici (Colapesce e Dimartino ndr.) che però hanno riproposto una canzone degli Empire of the Sun piuttosto che di Cesare Cremonini Figlio di un re. Ieri notte Paola mi chiede se i Måneskin non somiglino proprio ai Litfiba. Creatività, quindi, al potere.
The kids are alright 😱 , soprattutto per questo tipo di spettacoli un po’ farlocchi, schiavi delle visualizzazioni e dei social, dove basta una chitarrina un po’ distorta per essere rock. Giusto così, bravi Måneskin.
I conduttori da villaggio turistico hanno fatto il loro lavoro (mestiere è un altra cosa) spiegandoci giusto ieri (Fiorello) come nell’opera lirica non si capiscano le parole e come i balletti siano troppo lunghi. Chiudiamo definitivamente i teatri e apriamo tutto il resto. L’orchestra è sempre stata all’altezza. Bravi musicisti.

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“Genesis” nel nome del figlio

di Luca Bartolommei

Padre e figlio. Phil e Nicholas Collins. Nicholas accompagna da tempo il padre nei concerti, e nel prossimo reunion tour dei Genesis previsto per fine 2021 lo sostituirà alla batteria che Phil non riesce più a suonare per problemi fisici. Foto da http://www.rollingstone.com – Jean Catuffe/Getty, Larry Marano/ZUMA

La canzone di cui voglio parlarvi oggi fa parte della colonna sonora del film di animazione Disney Tarzan, uscito nel 1999. Phil Collins, batterista dei Genesis nonché solista di spessore internazionale a dir poco, collaborando con diversi altri musicisti ha scritto i brani che la compongono: Son of man, eccola qui la protagonista, può facilmente riassumere tutto quello che i genitori dicono alle figlie o ai figli quando vogliono spiegare loro come sarà la vita. Continua a leggere

La vita è bella così

di Luca Bartolommei

Noa e Gil Dor durante una delle loro esibizioni. Sono gli autori del testo in inglese di Beautiful that way. Foto dalla pagina Facebook di Achinoam Nini/Noa

Il mio amico Massimo me l’ha alzata proprio bene, un bell’assist, e oggi mi ri-trovo a scrivere, dopo tanto tempo, di canzoni, genitori e figli. Il brano è conosciutissimo e tra l’altro mi offre il destro per un accenno velocissimo anche a altri argomenti che ogni anno, verso la fine di gennaio, tornano nella mente di tutt*, direi proprio nella memoria. Diciamo anche che le coincidenze a volte sono la cosa meno accidentale che ci possa capitare. Per ora restiamo nell’ambito strettamente genitorial-famigliare. Continua a leggere

Confinamento o no, “Gh’è de rangiass”

Confinamento o no, “Gh’è de rangiass”

di Luca Bartolommei

La copertina di Demo. La scorsa estate allo Sporting di Varenna, sotto l’ulivo cantando canzoni milanesi. Foto di Paola Ciccioli

Il primo passo è stato fatto. Ho scritto, raccolto gli appunti, gli ho dato un senso, un ordine, una forma quasi definitiva. Ho fatto delle scelte, sgrossato e limato, provato e riprovato, alla fine ho acceso il computer e fissato tutto in una decina di file. Ah, mi sono dimenticato di dire che non si tratta di poesie, racconti, lettere o altro, bensì di canzoni. Spero ne possa uscire quello che sarebbe corretto chiamare “disco”, per ora lo chiamerò Demo. Il tutto è successo a Lezzeno, frazione di Bellano, Como lake. L’intorno è drammaticamente importante, perché succede così: capita di avere un’idea, di farsi un caffè, uscire sul terrazzo e vedere che mentre ti fumi una sigaretta il lago cambia colore tre volte e cambia anche l’idea, e si ricomincia a scrivere o a comporre per poi uscire per un’altra sigaretta, dopo un altro caffè e questa volta le montagne non hanno più la stessa luce di prima e l’idea, quella nuova va… quindi, o ti intossichi di caffeina e nicotina o metti giù ‘ste idee e ti guardi il panorama, ma dopo…

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Il mio viaggio con la Signora di Formentera

Testo e traduzione di Luca Bartolommei

La copertina dell’album “Islands” dei King Crimson con la nebulosa M20 che si trova nella costellazione del Sagittario. A causa della sua forma viene anche chiamata “Nebulosa Trifida”. Foto da storiadellamusica.it

Ho guardato due sere fa, alla televisione su Rai3, il film di Mario Martone Capri-Revolution. Un passaggio della colonna sonora mi ha ricordato qualcosa di un brano musicale che amo in modo totalizzante, sennò non sarebbe amore, ovvero Formentera Lady dei King Crimson, gruppo del quale ho scritto più volte, qui sul blog e un po’ dappertutto. Da lungo tempo vorrei parlare di questa band in maniera approfondita, mi era anche venuto in mente di organizzare una serie di incontri in cui poter illustrare, spiegare per quanto posso farlo e ascoltare insieme ad amiche e amici i primi quattro album del gruppo inglese. I primi quattro perché sono quelli che hanno visto la collaborazione tra Robert Fripp, chitarrista e mente musicale (ma non solo) e lo scrittore-poeta Peter Sinfield, autore dei testi. Continua a leggere