Videointervista a Francesca Comencini regista

29 ottobre 2009 – Womenomics.it intervista Francesca Comencini, regista de “Lo spazio bianco”.
Perchè oggi è sempre più necessario rappresentare le donne della realtà? Quale è il valore del lavoro per le protagoniste del film?

Donne della realtà a Roma il 28 novembre

Aderiamo come Donne della realtà alla Manifestazione contro la violenza sulle donne indetta a Roma il 28 novembre prossimo. Sottolineiamo, come è scopo di questo gruppo, che la violenza sulle donne passa anche attraverso la strumentalizzazione che i media fanno quotidianamente della loro immagine. Sempre più spesso, la televisione, ma anche i giornali, deformano i corpi, stordiscono le menti. Le donne si trasformano in veicoli di promozione dei più svariati oggetti. Tra le pagine, si enfatizza il femminile erotico, potente solo della propria forza seduttiva. In altri casi si promuove un’immagine della donna vincente e aggressiva, drammaticamente interna allo stesso linguaggio del maschile. Si stravolgono e si deformano persino gli stupri che le donne subiscono, alimentando la paura dello sconosciuto e disconoscendo ciò che accade soprattutto nel contesto familiare.

Ciò che ci stiamo domandando, come giornaliste che hanno dato vita a questo gruppo, è dove, dentro un’informazione costruita su questi falsi stereotipi, possa trovare spazio la vita vera delle donne. Assistiamo a un’apparente femminilizzazione dei media: articoli di costume e di gossip dilagano ovunque nella convinzione che le lettrici siano affamate di tali argomenti.

Contemporaneamente, si mette il silenziatore ai problemi veri, materiali, concreti, alle speranze, ai sentimenti delle donne. Si tacitano le loro esperienze, il loro agire, il loro pensiero. Lavorando all’interno dei giornali, da professioniste appassionate del mestiere come siamo, prima dell’estate abbiamo sentito l’urgenza di denunciare questa deriva e di richiamare a un maggior rispetto dell’informazione per le donne.

Senza la realtà delle donne non è data qualità dell’informazione.

Senza il pensiero delle donne non è data qualità dell’informazione.

La manifestazione di Roma può essere il momento per ribadire anche questo tema fondamentale.

Dove sono finite le donne della realtà?

Dove sono finite le donne che lavorano, che studiano, che coltivano i sogni con la fatica, che cercano di non piegarsi alla precarietà?

Sono scomparse o quasi dai media italiani.

Altri sono i modelli imperanti: escort, veline, donne che sembrano avere come unico obiettivo ingraziarsi il maschio più ricco e potente.

E conquistare così una visibilità e un ruolo per i quali non servono curriculum, impegno e neppure valori morali ma aspetto fisico e spregiudicatezza.

Dopo l’incontro del 5 ottobre a Milano, con alcune centinaia di donne, stiamo organizzando assemblee in diverse città per poi ritrovarci a Milano.

A breve cominceremo a comunicarvi  le date dei prossimi appuntamenti.

BINDI: “Parlo in nome delle donne”

da METRO del 10-10-2009

ROMA. Le ha incassate tutte, le parole di solidarietà, Rosy Bindi. Anche bipartisan, con qualche voce che si è levata pure dal centrodestra. Contro di lei, mercoledì a Porta a Porta, il premier in persona: «È più bella che intelligente», ha detto scatenando la reazione dell’ex ministro: «Ha davanti una donna non a sua disposizione». Ieri a Radio Popolare, la Bindi ha precisato: «Ho reagito non per difendere me dalle offese, che non mi sfiorano, ma penso di doverlo fare in nome di tutte le donne. Il Presidente del Consiglio veicola messaggi pericolosi. È arrivato il momento che le donne reagiscano». Un gruppo di giornaliste, riunite nel gruppo “Donne della realtà”, ha scritto una lettera di protesta agli ospiti di Porta a Porta e a Vespa chiedendo conto del «silenzio colpevole sceso nello studio», dopo le parole di Berlusconi. METRO

Offese alla Bindi: lettera aperta a Bruno Vespa, Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Roberto Castelli e Riccardo Barenghi

Donne della realtà, solidale con l’on. Rosy Bindi dopo le offese che il presidente del Consiglio le ha rivolto durante la puntata di Porta a Porta del 7 ottobre, ha inviato una lettera aperta a Bruno Vespa, Angelino Alfano, Pierferdinando Casini, Roberto Castelli e Riccardo Barenghi.

la bella e la bestiaGentili Signori,
vogliamo esprimere il nostro stupore e la nostra indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio di Porta a porta, nel corso della trasmissione di mercoledì 7 ottobre, sull’insulto greve e intollerabile rivolto in diretta dal Presidente del Consiglio all’onorevole Rosy Bindi come persona prima ancora che come donna.

Siamo un gruppo di giornaliste, convinte che sia necessario riportare sui nostri media un modello di donna più aderente alla realtà, parlare delle italiane che lavorano credendo nei valori dell’impegno e della professionalità, della cultura e dell’intelligenza, e non lasciare che le donne siano rappresentate unicamente come persone che preferiscono puntare sulla propria bellezza e sulla disponibilità dell’uomo potente di turno per fare carriera e ottenere favori. Abbiamo lanciato un appello in questo senso a inizio agosto e lunedì scorso abbiamo tenuto a Milano il primo di una serie di dibattiti sull’argomento che intendiamo proporre in molte altre città.

L’incapacità di indignarsi e di reagire con fermezza da voi dimostrata di fronte a un commento volgare, ingiustificato ed estraneo a corretti rapporti personali, ci ha lasciate davvero esterrefatte. L’indifferenza è il passo ultimo prima dell’accettazione supina di quella cultura priva dei valori di rispetto e considerazione dell’altro, e in particolare delle donne, che noi vogliamo denunciare e combattere.

Le donne della realtà non sono nella disponibilità del Premier né di chiunque pensi di poterle usare a proprio piacimento. Le donne della realtà vivono, lavorano, soffrono, gioiscono, ma prima di tutto esigono rispetto. Da tutti.

Paola Ciccioli
Francesca Mineo
Cristina Morini
Letizia Mosca
Daniela Stigliano

Insulti alla Bindi, insorge il Pd “Sgomento e indignazione”

da la Repubblica dell’ 8 ottobre 2009

Lettera aperta di un gruppo di giornaliste a chi era presente alla trasmissione: “Stupore e indignazione per il silenzio colpevole che è sceso nello studio” Continua a leggere

Dopo il nostro primo incontro…

La proposta uscita dall’ incontro di ieri al Circolo della Stampa di Milano è quella di andare avanti con assemblee in diverse città, sicuramente Roma ma abbiamo avuto richieste anche da Genova, Bologna, città più piccole… Poi torniamo con un’iniziativa a Milano, pensiamo in tempi abbastanza brevi.

Ieri sera è andata molto bene. L’argomento interessa molto.
Abbiamo sbagliato la scelta della sala, non ci stavamo: hanno aggiunto sedie, si è riempita anche la saletta accanto e il corridoio. Hanno preso la parola una ventina di donne: docenti universitarie, giornaliste, un’attrice, una pubblicitaria, alcune femministe, insegnanti… ma tante altre non sono riuscite a intervenire. La prossima volta dobbiamo organizzarci meglio anche con gli interventi…

Letizia Mosca

2 Continua a leggere

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