Un libro. E le parole per dirlo

Q copertina solo frontedi Paola Ciccioli

Emozione e paralisi. L’emozione è stata quella di ritrovarmelo tra le mani, questo libro. L’estate scorsa, quella del lutto più grande – la perdita di mia madre –, da far scorrere via dai pensieri e dalla vita precedente. E poi la paralisi, l’incapacità di sfogliarlo, studiarlo, trovare le parole per farlo conoscere. A partire dalla copertina che ripropone un’altra copertina, quella del settimanale Tempo del 13 maggio 1954. Nella quale Anna Magnani ascolta con le labbra socchiuse Salvatore Quasimodo che legge i propri versi, cinque anni prima che gli venisse conferito il Premio Nobel per la letteratura.

Soltanto quando Alessandro Quasimodo, il figlio del poeta, è riuscito a trovare con la consueta amorevole caparbietà questa immagine, è arrivato il momento di dare alle stampe il volume. Che raccoglie, per la prima volta integralmente, gli asterischi, cioè gli articoli, che il maestro siciliano pubblicava sul settimanale Tempo, il primo rotocalco a colori italiano, ispirato al Life americano.

Quasimodo padre teneva molto alla sua attività di giornalista. E a Quasimodo figlio premeva in modo particolare che anche a questa abilità paterna venisse dato il giusto riconoscimento. Così, quando la vita di Alessandro si è incrociata con quella del «quasimodiano convinto» Carlangelo Mauro, è nato questo volume: prezioso, corposo, bello e tutto “foderato” di rosso. Si intitola Salvatore Quasimodo. Colloqui. “Tempo” 1964-1968 (l’arcael’arco edizioni). Ed è il frutto di un lavoro «matto e disperatissimo», puntiglioso e appassionato, utilizzato in parte dallo stesso Carlangelo Mauro per la propria tesi di dottorato in Italianistica presso L’Orientale di Napoli.

Nel volume, 811 pagine, è contenuta anche una mia intervista ad Alessandro Quasimodo (e qui in parte si spiega l’emozione evocata nell’incipit). Ne proporrò uno stralcio nei prossimi giorni, insieme con alcuni degli asterischi quasimodiani che raccontano il mutare della condizione femminile nei decisivi Anni ’60.

E visto che dopo tante tribolazioni, sulla copertina del libro è felicemente finita Anna Magnani, un saluto a Lorenzo Di Palma, mio prode scudiero nella gestione di questo blog: sua la scelta di unire il logo di “Donne della realtà” all’immagine della grande attrice.

Alla prossima.

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3 thoughts on “Un libro. E le parole per dirlo

  1. piccolo aneddoto(il mio) e grandi scelte(le tue). Ottobre, sono sdraiata sulla sedia del dentista e una nuova collaboratrice del dottore, comincia a confidarsi, ad esprimere le sue perplessità sul mondo di plastica in cui lavora suo marito fotografo di moda, le cene noiose in cui lei deve indossare abiti alla moda ed essere tutt’altro rispetto a quello che veramente è e si sente di essere…Ad un tratto solleva lo strumento(infernale) e mi dice:” ma lo sa che lei assomiglia a una grande attrice, Anna Magnani, la conosce no?” Ero già a bocca aperta e dunque solo i miei occhi potevano aggiungere meraviglia! Però, nessuno me lo aveva detto prima, ma che occhi e che sguardo ha questa ragazza? Somigliare alla Magnani! Io! Ho sopportato con più leggerezza il resto della tortura.
    Buona settimana!

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