Astrud, la “Garota” poliglotta di João

di Luca Bartolommei

Astrud Gilberto e Stan Getz “on stage”. Foto da tarkus-magicmac.blogspot.com

João Gilberto ci ha lasciati che l’estate è appena iniziata, il caldo però già si fa sentire e la spiaggia comincia a essere affollata, sul lungomare passa una ragazza molto carina ed è subito magia. Magia che si ripete. Infatti guardi lei e nei pensieri quasi si materializzano il testo di Vinicius de Moraes, la musica di Tom Jobim e la chitarra di João, appunto. Già, ma la voce non è la sua, è quella della sua prima moglie Astrud, come mai?

Continua a leggere

Giro del mondo in 128 concerti

di Luca Bartolommei

Un’espressione intensa della pianista Martha Argerich che darà il via a MITO settembre musica 2019. Abbiamo scelto questa foto perché il rapimento della sua espressione quasi materializza un pianoforte che qui si può solo immaginare…    Foto Adriano Heitman (http://www.mitosettembremusica.it/it)

Si apre con una donna. Il 3 settembre alle ore 21 dal Teatro alla Scala Martha Argerich inaugurerà MITO Settembre Musica 2019. Sul podio sarà Zubin Mehta a dirigere la Israel Philarmonic Orchestra che accompagnerà la pianista di origine argentina nell’esecuzione del Concerto n.2 di Ludwig van Beethoven cui seguirà la Symphonie Fantastique di Hector Berlioz. Due visioni, due universi sonori differenti, la struttura logica, quasi monolitica del concerto di Beethoven e la dolcezza vivace e gioiosa della sinfonia di Berlioz. Il concerto intitolato “Mondi” introduce efficacemente il tema portante del festival: Geografie.

Continua a leggere

Torino, la città della bellezza visibile

di Luca Bartolommei

Torino è il «tutto in un punto» per Italo Calvino. E a Torino domani sera (20 marzo, ore 21) l’attrice Sonia Bergamasco leggerà “Città visibili e invisibili” nell’Auditorum Intesa San Paolo per il terzo e ultimo appuntamento dedicato allo scrittore che nella torinese casa editrice Einaudi «ha progettato i suoi libri e i libri degli altri». Introduce la serata Domenico Scarpa e la lettura può per la prima volta essere seguita anche in streaming sul sito http://www.grattacielointesasanpaolo.com/news/

Noi vogliamo omaggiare la bella città di Torino con questi appunti di viaggio di Luca Bartolommei, in ricordo di una notte speciale illuminata da luci d’autore.

“La città di Valdrada, tratta dal celebre romanzo ‘Le città invisibili’ di Italo Calvino, è la prima della serie ‘Le città e gli occhi'”. Da: http://bistrocharbonnier.altervista.org/valdrada-citta-riflessa/

Continua a leggere

“Bella”, basta la parola

Testo e foto di Luca Bartolommei

Ho scattato questa foto con il cellulare lo scorso 1° settembre, questione di qualche secondo e la luce era già cambiata, il Duomo non era più color oro. Sono riuscito a cogliere l’attimo. Ho scelto questa immagine per la mia pagina Facebook Palcoscenico Milano, dove posto foto, video e curiosità sul mio “vo in gir a cantà e sonà in de per mì tour” per le strade cittadine (https://www.facebook.com/Luca-Bartolommei-Palcoscenico-Milano-440509793146462)

Da qualche tempo mi esibisco per le strade di Milano con la mia chitarra cantando e suonando canzoni in milanese, seguendo un progetto che mia moglie ha chiamato Palcoscenico Milano, dove la città diventa una grande scena sulla quale presentare ai passanti personaggi, situazioni, ambienti e storie varie che ne raccontano anche vizi e virtù.

Suonare per strada è un’esperienza unica che mi sta dando emozioni e soddisfazioni sconosciute nonostante la mia lunga militanza a livello di impegno musicale.

Anche Milano, vista dal marciapiede, assume un aspetto completamente diverso, del tutto nuovo.

Sto per parlare di una canzone che abbiamo cantato tante volte, che abbiamo ascoltato tante volte e che personalmente ho riscoperto in tutta la sua grandezza appunto proponendola in strada.

Si tratta di O mia bèla Madônina, opera di Giovanni D’Anzi, vero e proprio inno di Milano.

Non potevo immaginare che questo brano mi avrebbe suscitato una serie di riflessioni e di emozioni come invece è successo, solo per il fatto che ciò che era nuovo, o anche solo diverso dal solito, era il contesto, quello che avevo intorno. Continua a leggere

Valentina Mela Verde scusa, mi piaceva più la Bea

di Luca Bartolommei

Ecco Valentina Mela Verde, personaggio creato da Grazia Nidasio, scomparsa oggi. Valentina è stata uno dei tanti protagonisti della storia ultracentenaria del Corriere dei Piccoli, prima rivista a fumetti dell’editoria italiana. Lo WOW Spazio Fumetto di viale Campania 12, Milano, dedica ai 110 anni del Corrierino una mostra che sarà aperta fino al 13 gennaio prossimo. https://www.facebook.com/106850525156/ photos/a.232446445156/ 10160351534590157/?type=3&theater

Ho appena letto che ci ha lasciati Grazia Nidasio, disegnatrice e illustratrice. Per anni ha collaborato con il Corriere dei Piccoli, ed è di questo periodo che voglio parlare.

Il Corrierino lo leggevo da bambino, fine elementari – inizio medie, era fonte di stimoli, di sogni, di strumenti utili per la scuola tra cui le famose schede per le ricerche che conservavo in diverse cassettine di legno che mi aveva costruito mio padre, insomma un punto di riferimento.

Tra i tanti personaggi ce n’era uno che mi piaceva tantissimo, Valentina Mela Verde, alias Valentina Morandini, una ragazza di 12/13 anni di cui seguivo assiduamente le avventure.

Magari non erano proprio avventure, tutto si svolgeva in modo “normale”, famiglia con due genitori, un fratello più grande, il Cesare (noi lombardi l’articolo lo mettiamo sempre) detto il Miura (ve la ricordate la Lamborghini?), una sorellina la Stefi, personaggio che avrebbe in seguito vissuto una vita propria, l’amico hippie del Cesare e, soprattutto la zia Dina, alter ego della Nidasio, donna affascinante e moderna, oggi diremmo avanti, consigliera della giovane e curiosissima Valentina e non solo. Tra le sue amiche del Clan delle Mele Verdi a me piaceva la Bea Galimberti, quella rossa coi capelli mossi e le efelidi e avrei voluto conoscere una ragazzina così…

Di settimana in settimana, in Valentina ritrovavo un’amica che mi raccontava le sue storie e parlava dei suoi problemi che sentivo un po’ anche miei, la scuola, l’amicizia, qualche cotta, il mondo che cambiava (il Miura era anche un po’ “contestatore”), l’adolescenza che arrivava con i suoi sommovimenti (sinceramente a me questi ultimi li dava un po’ di più la Valentina Rosselli che trovavo su Linus…) e i suoi tutto-bianco-o-tutto-nero.

I personaggi erano tutti ben vestiti, si esprimevano in ottimo italiano, la buona educazione era ovunque, eppure non c’era nulla di conformista in quelle storie, erano scritte bene, allegre ma non stupide, leggere ma con contenuti, la stessa impaginazione, se non ricordo male, era piuttosto originale. Ecco, Grazia Nidasio ci illustrava un mondo che non ci faceva paura o ci deprimeva (i cantautori sarebbero comunque arrivati di lì a poco…) e ci insegnava, io la penso così, ad essere delle ragazzine e dei ragazzini per bene, con i propri pensieri, i propri sentimenti, le idee personali da difendere con convinzione ma, ripeto, persone per bene e rispettose di tutti. Per essere nel 1969, non era male.

Continua a leggere

“Semplicemente”, noi nella Milano di Andrea Cherchi

di Andrea Cherchi

Il fotografo e giornalista Andrea Cherchi in un’immagine dal suo profilo (Facebookhttps://www.facebook.com/photo.php?fbid=10214903189866071&set=a.1526111065534&type=3&theater) Ogni giorno saluta i propri follower pubblicando un bellissimo scatto accompagnato da queste parole: “Con questa foto che ho scattato tempo fa auguro a tutti una buona giornata”. Per Gallo Edizioni ha appena pubblicato uno splendido libro fotografico “Semplicemente Milano” che, come scrive nell’introduzione, riesce a trascinare nel suo “mondo milanese con lo spirito di un bambino che si meraviglia di fronte ad ogni cosa e trasforma tutto in sogni”. Sotto, le pagine del libro con i ritratti di Paola Ciccioli e Luca Bartolommei

Oggi, alla Vigilia di Natale, rivolgo uno sguardo al mio Natale di 46 anni fa. Il primo Natale in una famiglia vera. Pochi mesi prima ero arrivato dall’orfanotrofio in una casa dove dalle finestre vedevo la luce del giorno. La luce della vita. 46 anni fa, nel mio primo vero Natale, avevo una mamma e un papà anch’io. Il mio primo regalo di allora è stata una famiglia. Da quel giorno, facendo o ricevendo un regalo, non ho mai smesso di pensare alla fortuna che il buon Dio ha voluto per me. Oggi come allora, ringrazio chi mi ha messo al mondo per avermi risparmiato dalla morte e chi mi accolto e mi ha salvato la vita. La parola abbandono contiene la parola dono… ci avete mai pensato? A volte è davvero così. Auguri di Buon Natale a tutti.

Continua a leggere

“La giornalista”

di Luca Bartolommei*

Ho scritto il testo di questa canzone in non più di venti minuti, di notte e in casa, giusto prima di andare a dormire, la musica mi ha portato via al massimo un’oretta. È il risultato di una lunga osservazione e di uno studio durato settimane durante le quali, senza troppo rendermene conto, ho evidentemente tenuto molto d’occhio mia moglie Paola Ciccioli. La canzone parla infatti della “mia”, se mi è consentito il termine, giornalista. Continua a leggere