Hillary, la comandante in capo di tutti gli stereotipi

di Roberta Valtorta

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Hillary Clinton e il suo doppio. In questa foto la candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti d’America in uno sketch della trasmissione “Saturday Night Live” della NBC con l’attrice comica, e sua imitatrice, Kate McKinnon (immagine da http://www.chicagotribune.com/)

È possibile scrivere una riflessione su un candidato politico prescindendo dalla propria opinione personale? Ci proviamo. L’obiettivo che mi sono posta per questo pezzo è quello di accantonare momentaneamente qualunque ideologia: non voglio azzardare pronostici su chi vincerà tra Hillary Clinton e Donald Trump, né tantomeno sparare a zero su chi sia meglio o peggio tra i due. Il fine ultimo è condividere i pensieri innescati dallo spettacolo, a tratti grottesco, di questa lunga campagna elettorale, niente di più e niente di meno, ma partiamo dall’inizio.

Diverse settimane fa, durante il secondo dibattito tra i due candidati alla presidenza degli Stati Uniti, mentre Hillary Clinton aveva la parola, una mosca le si è posata sulla fronte; lei, impassibile, ha continuato a parlare. Pochi secondi dopo, l’insetto è volato via.

Apparentemente una stupidaggine, ma si sa… arrivati a questo punto anche la più piccola inezia è in grado di sollevare un gigantesco polverone. E così è stato. Al di là dell’arguzia di Libero che nella sezione online “Libero tv” ha pubblicato il video intitolandolo «Hillary Clinton puzza? La mosca le si posa sul volto durante il dibattito con Donald Trump»[1], poco dopo l’accaduto i social si sono scatenati: su Twitter è addirittura comparso il “profilo” della mosca in questione.

«Una mosca è atterrata proprio sulla faccia di Hillary Clinton? Nessuna reazione/colpo/sobbalzo? Confermato, Hillary è un robot»: questo uno dei commenti che racchiude l’essenza di tutto il chiacchiericcio che si è andato a creare e che mi ha spinto a riflettere sull’importanza del linguaggio non verbale. A seguito dell’accaduto Internet ha reagito dandole del robot, un essere spietato e freddo, senza emozioni e tutt’altro che empatico.

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Se è vero che le circostanze richiedono una persona che si dimostri sicura di sé, autorevole e decisa, è anche vero che tutte queste caratteristiche, se associate a una donna, vengono spesso lette, tanto dagli uomini quanto dalle donne, in modo negativo poiché contro stereotipiche. Ad aggiungersi a questo stato di cose c’è anche l’età anagrafica che, diciamolo, a livello di opinione pubblica ha sicuramente ricadute maggiori sulle donne che sugli uomini. La psichiatra Julie Holland, sostenitrice della Clinton, circa un anno fa affermò che Hillary è una candidata ideale perché «gode della maturità emozionale e della libertà garantite dalla postmenopausa».[2] Per carità, niente da dire sulla questione biologica, ma potrebbero essere anche altri i motivi per cui una donna, raggiunti i 69 anni, possa essere una buona candidata alla Casa Bianca: gli studi, la laurea, l’esperienza. Perché l’invecchiamento femminile continua ad apparire sconvolgente? A tal proposito, è di circa un anno fa la pubblicazione di un video che mostra Hillary Clinton che invecchia[3]: dal filmato vengono fuori solo le deformazioni e il risultato finale ricorda più la trasformazione di una strega. Perché, a differenza di quella maschile, la vecchiaia femminile fa da sempre fatica a rappresentarsi in modo autorevole ed è costantemente soggetta a giudizi legati all’attrattività?

È vero che in quei settori che richiedono sforzi mentali di una certa portata l’età è un fattore importante, ma è altrettanto vero che per le attività che necessitano di più competenze ed esperienza si possono ottenere ottimi risultati soprattutto in età avanzata; come disse Rita Levi Montalcini, «Contrariamente all’opinione corrente, il cervello non va fatalmente incontro con gli anni a un processo irreversibile di deterioramento; sia Tiziano che Michelangelo e molti altri artisti di straordinarie capacità creative – Picasso tra questi – continuarono a realizzare opere di eccezionale valore sino a tarda età».

[1]«Hillary Clinton puzza? La mosca le si posa sul volto durante il dibattito con Donald Trump», Libero tv, 10 ottobre 2016

[2] «Hillary Clinton is the perfect age to be President», Time, 3 aprile 2015

[3]«From fresh-faced student to political wife… and even President? Time-lapse shows the changing faces of Hillary Clinton as poll shows most Americans think she’s younger than her 67 years», Daily Mail, 11 marzo 2015

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10 Risposte

  1. Sarà mica per questo che da più di una settimana gira per tv ‘l’uomo bicentenario’?! 😁

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  2. il corpo invecchiato perde attrattiva sia negli uomini che nelle donne ma è vero che quando devi giudicare un futuro presidente USA queste cose non devono contare

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    • “il corpo invecchiato perde attrattiva sia negli uomini che nelle donne”
      Il problema, secondo me, sta nel fatto che il messaggio che spesso passa è che la donna si debba preoccupare di più rispetto all’uomo dell’età che avanza: mentre nei media uomini di una certa età si vedono con una certa frequenza, per le donne la cosa è un po’ diversa. Mi basta pensare, ad esempio, alle volte in cui ho sentito dire che l’uomo invecchiando guadagna in fascino. Più raramente ho sentito dire la stessa cosa di una donna.

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  3. Diciamo mai, cara Roberta… Grazie per questi tuoi interessanti interventi.

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