“The silence does not deceive me”

by Salvatore Quasimodo*

(Translation into English by Jack Bevan)

The facade of San Simpliciano Basilica as it is today, “computer worn” by Maria Bartocci, artist and Milano’s historian (by kind permission of the creator)

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“Il silenzio non m’inganna”

di Salvatore Quasimodo*

La facciata della Basilica di San Simpliciano com’è ora ma “invecchiata” al computer da Maria Bartocci, artista e storica di Milano (per gentile concessione dell’autrice)

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Quasimodo returns to San Simpliciano

 

A clipping of “Corriere Milanese” about Salvatore Quasimodo’s funeral service, celebrated in St. Simpliciano’s Basilica on 17th June 1968. From the private archives of the poet’s son, Alessandro Quasimodo

Distorto il battito

della campana di San Simpliciano

si raccoglie sui vetri della mia finestra.

Il suono non ha eco, prende un cerchio

trasparente, mi ricorda il mio nome.

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Quasimodo torna in San Simpliciano

Un ritaglio del “Corriere Milanese” sui funerali di Salvatore Quasimodo celebrati nella Basilica di San Simpliciano il 17 giugno 1968. Dall’archivio privato del figlio del poeta, Alessandro Quasimodo

Distorto il battito

della campana di San Simpliciano

si raccoglie sui vetri della mia finestra.

Il suono non ha eco, prende un cerchio

trasparente, mi ricorda il mio nome.

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Bruciate senza fiamma nel falò della storia

di Maria Teresa Vitale, con un commento di Maria Luisa Marolda

8 MARZO 1978

Sottocenere

Nel falò della storia

Bruciano

Senza fiamma.

Di tanto in tanto un nome:

la classica

eccezione

che conferma la regola:

Saffo

O

Vittoria Colonna.

Per il resto:

la madre

dei Gracchi

la moglie

di Cesare

la figlia

di Pompeo…

e così

ad una ad una

imbucate nel tunnel senza sbocco

della memoria

vengono

accuratamente

cancellate.

Braccianti

con le reni spezzate

dalla fatica

sono

catalogate

timbrate

accantonate

sotto la dicitura: sesso debole.

(l’archivio della storia

È

Assai ordinato!).

Stiratrici

Tagliatrici

Cucitrici

Con miliardi di asole all’attivo

sono

depositate gentilmente

nel settore:

angeli del focolare

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«…in quella bellezza ferma, senza tempo»

di Erica Sai

Giorgia ha deciso di riprendere a danzare, la sua amica Erica è andata a vederla: ecco cosa ne è nato.

Illustriamo la poesia di Erica Sai con una foto di Meg Stuart alla quale la Biennale di Venezia ha attribuito il Leone d’Oro alla carriera, che la danzatrice e coreografa americana riceverà il 22 giugno 2018 (http://www.labiennale.org/it/news/i-leoni-la-danza-2018) Foto da: http://blog.calarts.edu/2009/10/15/photo-gallery-choreographer-meg-stuart-at-the-school-of-dance/

BALLERINA

 

Lo sguardo si irrigidisce serio

insieme al collo, alla schiena

a tutto il corpo

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«Giorno dopo giorno: parole maledette e il sangue»

di Salvatore Quasimodo

Dunque davvero i poeti sono dei veggenti? A leggere questa poesia del Premio Nobel per la Letteratura, inserita nella raccolta “Giorno dopo giorno” del 1947, sembra proprio di sì.

Dedichiamo questi versi di Salvatore Quasimodo a tutte le persone che hanno perso la vita durante le migrazioni e in particolare a quelle bambine e a quei bambini per i quali non è neppure possibile, per usare le parole del poeta, alzare «tombe in riva al mare». Secondo le stime dell’Unicef, soltanto nel 2017 «oltre 400 bambini sono morti nel tentativo di compiere il viaggio sulla rotta del Mediterraneo centrale, dalla Libia all’Italia, mentre in migliaia sono stati vittime di abusi, sfruttamento, schiavitù e detenzione mentre transitavano attraverso la Libia» (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/unicef-nel-2017-morti-in-mare-400-bambini)

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