Tre università unite per non consegnare all’oblio gli “anni di piombo” e le loro vittime

di Paola Ciccioli

Sabina, figlia del sindacalista Guido Rossa che fu ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979

Sabina, figlia del sindacalista Guido Rossa che fu ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979

Come sono stati raccontati gli Anni di piombo? E cos’è rimasto, nella memoria collettiva, di quel decennio insanguinato dal terrorismo? L’Italia ha fatto fino in fondo i conti con la stagione della «violenza sociale di massa» che continua a pesare sul nostro presente, oppure l’onere di ricordare è stato lasciato alle famiglie, alle vedove, alle figlie e ai figli delle vittime?

Tre grandi atenei – la Sapienza di Roma, l’università di Padova e la Cattolica di Milano – hanno costituito un gruppo di ricerca intorno a queste domande e per tre anni hanno raccolto testimonianze e documenti per dare risposte indispensabili alla comprensione della nostra storia recente.

Martedì 3 giugno, nella capitale, in presenza del presidente del Senato Piero Grasso, si parlerà di “memoria e oblio” sulla “ferita aperta” degli Anni del terrorismo in un incontro promosso dalla sezione di Psicologia sociale dell’Associazione italiana psicologi, in collaborazione con l’Associazione vittime del dovere.

È previsto anche l’intervento di Arie Nadler, dell’università di Tel Aviv, «tra i più importanti studiosi odierni dei processi di elaborazione delle memorie sociali violente e della riconciliazione tra gruppi» Continua a leggere

Annunci

Gli occhi di cielo che urlano: «Giustizia per Bhopal»

Testo e foto di Lucia Vastano

sheela, bhopal

Questa magnifica bambina non può parlare: porta addosso l’eredità del gas fuoriuscito dallo stabilimento della Union Carbide nel 1984

Quegli occhi non te li aspetti. Perlomeno non te li aspetti lì, in quel posto e addosso a una bambina indiana, dalla pelle color delle nocciole. Occhi azzurri profondi, come il cielo e la camicetta che indossa. Due occhi che parlano come purtroppo non può fare lei, Sheela (è il nome che le ho dato io), nata a Bhopal oltre vent’anni dopo la strage di 25mila innocenti avvenuta la notte del 3 dicembre 1984, ma che porta addosso l’eredità di quel gas, l’isocianato di metile, fuoriuscito dallo stabilimento della multinazionale americana Union Carbide. Una nube mortale che ha soffocato un’intera città e che ancora intossica il suo suolo e la sua aria.

Le mamme di Bhopal di oggi continuano a partorire figli affetti da numerose gravi sindromi (soprattutto a livello cerebrale). La bimba con il cielo negli occhi frequenta il Chingari Trust, un centro che aiuta le piccole vittime del disastro con classi speciali e riabilitazione, a seconda delle loro esigenze. Il centro è stato messo in piedi da due donne forti come l’acciaio, Champa Devi Shukia e Rashida Bee. Loro hanno voluto coinvolgere altre donne nella lotta. Continua a leggere

Alleno i bambini e le bambine a fare canestro, eliminando gli stereotipi nello sport

di Dario Lovino*

«Ognuno ha il diritto di praticare sport in ambienti sani che garantiscano la dignità umana. Donne e uomini di età differenti e diverse provenienze sociali e culturali devono avere le stesse opportunità di praticare sport. Le organizzazioni  sportive e le istituzioni devono essere responsabili per l’implementazione di politiche di parità di genere e devono trovare strumenti utili alla promozione della partecipazione delle donne nello sport, a tutti i livelli» (dalla Carta europea dei diritti delle donne nello sport).

Dario Lovino con la fidanzata Francesca

Dario Lovino con la fidanzata Barbara

Grazie al prezioso aiuto fornito dalla Carta   europea dei diritti della donna nello sport, e all’esperienza che vivo quotidianamente come allenatore di basket, mi sento di trarre delle considerazioni personali sul rapporto che lega il genere femminile alla pratica sportiva.

Prima della stesura di questo elaborato non ero a conoscenza dell’esistenza di un documento ufficiale che trattasse il tema dei diritti  della donna nello sport. Per questo motivo ringrazio la professoressa Paola Ciccioli per avermi consigliato, all’inizio del corso di Psicologia delle influenze sociali, di consultare la Carta europea che si è rivelata uno strumento molto utile per analizzare le condizioni attuali della presenza della donna in questo specifico settore Continua a leggere

Papà, ridotto a lavorare sotto terra come i topi

di Nora Scarnecchia, figlia di un minatore morto di silicosi*

Madri, mogli e figlie piangono i minatori morti nella strage del lavoro di Soma, In Turchia

Madri, mogli e figlie piangono i minatori morti nella strage del lavoro di Soma, in Turchia

Vengo da Barrea in provincia di L’Aquila e quello che racconto è un pezzo di storia della mia famiglia, ma è soprattutto il ricordo di mio padre.

Papà era venuto a lavorare in Belgio, da solo, immediatamente dopo la guerra. Rientrati dallo sfollamento dopo la liberazione, avevamo trovato la nostra fattoria distrutta dai bombardamenti. La situazione finanziaria dei genitori era quasi a zero perché durante la guerra si comprava tutto a mercato nero. Per nutrire la famiglia di sette figli minorenni, papà decise di andare a lavorare nelle miniere del Belgio. «Solo per poco tempo» – ci assicurò. Infatti sia lui che noi tutti in famiglia ci illudevamo di ricominciare a lavorare in azienda agricola come prima Continua a leggere

La prof guerriera e io: «Siamo state compagne di rogo»

di Adele Colacino

Brunetto, post Adele

La professoressa Maurizia Brunetto

Mi avevano assegnato un angolo appena fuori dalla sala dove si svolgevano i lavori del convegno organizzato da un Comitato di Lamezia Terme.

Come tutti gli anni il presidente dell’Associazione dei trapiantati aveva riunito competenze, speranze, dolori in una sala.

Cercavo di indovinare, come al solito mi piace fare, le spinte che inducono a dedicare una giornata, che fuori brilli il sole o cada la pioggia, a un luogo chiuso dove su un grande schermo corre una lucina che indica spicchi e coni e ascisse e termini stranieri che anche gli ignoranti come me imparano a decifrare perché in un certo qual modo indicano che tu stai lì, fra quei dati, quelle percentuali, resti a comporre una speranza o a formulare una statistica infausta Continua a leggere

Donne con il velo, donne con la barba: cinquanta sfumature di Marrone

di Chiara Pergamo

suor-cristina-the-voice_980x571

Suor Cristina durante un’esibizione a “The Voice of Italy”

Qualche giorno fa, Paola mi ha chiesto: «Ti andrebbe di scrivere un articolo su Suor Cristina?». Ovviamente si parla della concorrente rivelazione di questa edizione di The Voice of Italy: purtroppo, non seguendo il programma, le mie conoscenze su di lei si limitavano al “sentito dire” o poco più, quindi sono andata sul web a documentarmi. Ma lo sapevate che esiste il boylesque? È tipo il burlesque, ma fatto da uomini, quindi vedi questi ragazzotti ricoperti di piume di pavone e brillantini che ballano canzoni di Lady Gaga: il perché di questo cortocircuito informativo si capirà alla fine dell’articolo, ma per rimettere insieme bene i pezzi è necessario raccontare una storia partendo dall’inizio, un po’ in stile Quarto Grado, il programma di Rete 4 Continua a leggere

Nella Harlem che rinasce e prega in musica con il gospel. Tra cappelli colorati e turisti in tenuta da ginnastica

Testo, foto e ricerca immagini di Alba L’Astorina

Gospel

Gospel “rubato” al Silvia’s restaurant

Ho provato tempo fa a far parte di un coro gospel a Milano, dopo che quello in cui avevo cantato per alcuni anni, dedito a tutt’altro genere musicale, si era sciolto. Ero contenta: il maestro era bravo, il gruppo in buona parte proveniente da ex compagni di coro, il repertorio di quelli il cui ascolto mi ha sempre dato emozioni forti. Eppure, dopo un paio di lezioni, ho abbandonato il corso. La parola gospel in inglese significa Vangelo, e la forte tensione religiosa oltre al continuo riferimento, in quei brani, ai testi evangelici, mi imbarazzava; mi sembrava di appropriarmi di un contesto che mi affascina molto ma che non mi appartiene, quello dei canti religiosi dei cori afro-americani Continua a leggere