«E allora Sarah, tua moglie, avrà un figlio»

di Antonella Anghinoni*

“Sarah, La principessa” di Antonella Anghinoni, illustrazioni di Alessandra Mantovani (Paoline Editoriale Libri)

La sua famiglia viveva serena nel paese di Ebron a Sud di Gerusalemme, alle Querce di Mamre. In una mattina assolata e afosa, mentre Abraham si trovava seduto davanti alla tenda, gli sembrò di scorgere lontano la figura di tre uomini che si stavano avvicinando. Era circa mezzogiorno e il sole era alto nel cielo e con il suo calore bruciava gli occhi, tanto che Abraham se li strofinò meglio per capire se quegli uomini fossero reali o si trattasse di un’allucinazione.

Si trattava proprio di tre stranieri, i loro abiti erano diversi da quelli degli ebrei. Erano quasi giunti alla tenda. Abraham andò loro incontro e s’inginocchiò invitandoli a entrare.

– Permettete che vi faccia portare dell’acqua fresca, così potete lavarvi i piedi.

Era infatti un’usanza ebraica far lavare i piedi all’ospite, giunto dopo un lungo cammino.

– Accomodatevi pure sotto l’albero, vicino alla mia tenda. Vi farò preparare del pane per ristorarvi e poi potrete proseguire il vostro viaggio.

In realtà i tre stranieri erano tre angeli, ma Abraham lo ignorava.

Egli corse da Sarah e disse:

– Presto, prendi del fior di farina, impastala e prepara delle focacce per i tre ospiti.

Sarah era davvero una cuoca eccellente. Ne avrebbe preparato per una capacità di quaranta litri, segno di un’ospitalità generosa come la generosità sovrabbondante di Dio.

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Paesaggi, diluvi e tempeste: un fiume di musica verso il mare di MITO

di Luca Bartolommei

Cello8ctet Amsterdam, questo il nome dell’ensemble che racconterà ai bambini, e non solo, la storia di un piccione viaggiatore molto particolare (http://www.mitosettembremusica.it/#)

Questa mattina a Milano, nella sala Alessi di Palazzo Marino, è stata presentata l’undicesima edizione del Festival Internazionale della Musica Milano Torino (MITO), in programma dal 3 al 21 settembre 2017.
Ospiti del sindaco di Milano Giuseppe Sala, la sindaca di Torino Chiara Appendino con Anna Gastel e Nicola Campogrande, rispettivamente presidente e direttore artistico di MITO Settembre Musica. Tutti concertati, è il caso di dirlo, dall’assessore-compositore Filippo Del Corno.
Pochi numeri ma interessanti: 140 concerti per 70 titoli, 115 compositori viventi di cui ascolteremo le opere, 69 eventi a ingresso gratuito, biglietti da 10 a 30 euro, 5 euro per i concerti pomeridiani, stessa cifra per gli under 14 per tutti i concerti.
Il tema è la Natura, quindi “ascolteremo” paesaggi, diluvi, tempeste, animali, foreste, vedremo sorgere albe, scorrere piccoli ruscelli di montagna dove salta la trota, che finiscono nel grande fiume che a sua volta terminerà la sua corsa nel mare.

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Etichette e gentilezza per i nonni che si smarriscono in casa

di Sandrine Lavallé

“Cara Nonna”, testo di Sandrine Lavallé, illlustrazioni di Carlo Schneider (http://www.alzheimer.it/cara.htm)

Che bello oggi! I maestri sono in sciopero. Hanno deciso di non fare lezione. Allora, visto che Papà e Mamma lavorano, Daniela e io passiamo tutta la giornata dai nonni. È una bellezza andare da loro perché facciamo sempre un sacco di cose.

Prima di tutto, dobbiamo fare colazione per prendere delle forze. Il Nonno ce lo ripete sempre. La Nonna non vuole mangiare niente. Se ne sta in piedi e cammina intorno alla tavola. Guarda diritto davanti a lei come se non ci fossimo, come se non ci vedesse. Alle volte, la Nonna non fa più attenzione alle persone che le stanno intorno. E’ come se fosse in un altro mondo. Almeno, è quello che ci dice sempre il Nonno. Ma se la Nonna è strana, è colpa della sua malattia.

Dopo colazione, ci prepariamo per una passeggiata. Daniela si occupa della Nonna. L’aiuta a indossare il soprabito e le dà la mano. Io, invece, me ne sto col Nonno. Adoro le passeggiate. Il Nonno mi insegna cose nuove sugli alberi e sugli insetti. È davvero fantastico. Alla fine della passeggiata, quando arriviamo a casa dei nonni, la Nonna ha un comportamento strano.

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«Potrei forse mettermi a costruire barche/ Portarvi tutti in salvo con me da questa parte»

di Sabrina Giarratana*

Una illustrazione di Fuad Aziz tratta da “Sogni al di là del mare. Storie di migranti tra realtà e fantasia” (Casa editrice Mammeonline, 2016). Proprio in queste ore, il ribaltamento di un barcone al largo del porto libico di Zuara ha provocato 34 vittime, tra le quali anche bambini. Il sito http://www.repubblica.it riporta che, dall’inizio dell’anno al 19 maggio 2017, sulle coste italiane sono arrivati 6.642 minori non accompagnati

Attraversare il mare è come rimescolare le carte.

Attraversare il mare non è un gioco

Attraversare il mare non è poco

Avrei potuto esserci io dall’altra parte

La sorte, quando nasci, rimescola le carte

«Tu, bambina, di qua», ha detto a me

«Tu, bambino, di là», ha detto a te

E continuo a domandarmi ogni giorno perché

La carta migliore sia capitata a me

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Mundì, il nostro lattaio-guaritore

di Anna Caltagirone Antinori

Una piccola comunità: la frazione Convento del comune maceratese di Urbisaglia. I suoi abitanti, i legami di vicinato, gli affetti. Anna Caltagirone Antinori, che in quel puntino del mondo ha svolto la professione di insegnante elementare, continua a fissare e a condividere con noi i suoi preziosi ricordi. Grazie ai quali oggi ritorna a consegnare il latte a domicilio Carlo Biondi, per tutti soltanto Mundì.

Anna e Fernando Antinori a una festa di compleanno con figli, amichette e amici (foto da http://www.bibliotecadiurbisaglia.it/)

Mundì era un contadino, lavorava i campi e nella stalla aveva anche delle mucche da latte, perciò la mattina faceva il suo giro con i bidoni di latte appena munto e lo distribuiva a tante famiglie di Convento che avevano bambini piccoli. Nella mia famiglia di bimbi in sei anni ne erano nati tre perciò eravamo clienti fissi di Mundì. Per integrare l’allattamento al seno, mi ero rivolta al pediatra il quale mi aveva suggerito di sostituire il latte materno con quello di mucca, meglio se sempre e solo della stessa mucca.
Io mi rivolsi a Mundì, il quale mi assicurò che le sue mucche erano seguite dal veterinario, erano in ottima salute e il loro latte era sostanzioso. Mi promise che mi avrebbe portato sempre quello della stessa mucca, come volevo io. Preparai delle bottiglie da un litro sterilizzate e ogni sera ne lasciavo una sul tavolo della cucina. A quei tempi si dormiva con la chiave inserita all’esterno del portoncino di casa e Mundì, prima che ci svegliassimo, entrava e sostituiva la bottiglia vuota con una piena di latte fresco. A fine mese facevamo i conti.

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«Il dottor Mariani bussò alla nostra camera all’alba per visitare il bambino»

di Anna Caltagirone Antinori

L’autrice del post con il marito Fernando Antinori che è stato sindaco di Urbisaglia, il paese delle Marche al centro dei ricordi affidati al nostro blog dalla “maestra Antinori” (foto http://www.bibliotecadiurbisaglia.it/)

Continua la galleria dei ritratti firmati dalla “maestra Antinori”

Mario Mariani era il medico condotto di Colmurano, ma aveva anche molti pazienti a Urbisaglia. Anche noi ci affidammo alla sue cure perché la sua serietà ci ispirava fiducia. Era un uomo dall’aria bonaria, dai modi affabili e cordiali. Abitava a Colmurano in una villetta, all’inizio del paese. In casa aveva anche l’ambulatorio dove riceveva i pazienti.

Era mattiniero, prestissimo usciva a fare le visite a domicilio e tutta la mattinata riceveva in ambulatorio. Ci accoglieva col sorriso sulle labbra e come un amico chiedeva notizie di tutta la famiglia. Non metteva soggezione per cui ognuno raccontava i sintomi dei propri disturbi e lui, senza mandarti a fare analisi o lastre, esprimeva la sua diagnosi e ti prescriveva le medicine per curarti.
Dal dottor Mariani si andava per farsi seguire in gravidanza, per il mal di denti, per i reumatismi, per l’influenza, per le indisposizioni e le diete dei bambini: curava tutte le malattie, era il vero medico di famiglia!

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Cicliste all’Isola (con stile vario)

Testo e foto di Luca Bartolommei

Il murales all’uscita della metropolitana che colora la zona del quartiere di fronte al giardino condiviso “Isola Pepe Verde” di Milano dove, il 20 maggio 2017, ci sarà una festa in musica con i bambini del nido Soprasotto

Ogni canzone milanese deve essere crudele e sbarazzina, recita l’incipit de La “Gagarella” del Biffi Scala, composta dalla coppia simbolo della musica meneghina Giovanni D’Anzi – Alfredo Bracchi, di cui ho parlato ieri. Attraverso un brano, quindi, si possono prendere in giro usi, costumi e personaggi della nostra città con ironia tutta ambrosiana.
Proverò ad adeguarmi all’invito dei due maestri, non scrivendo rime e note ma soltanto un breve testo nato ascoltando, ma anche suonando, questa canzone che tanto mi piace e che mi dà l’opportunità di usare la mia lingua madre, il milanese.

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