«…ma poi è uscito il sole…»

di Monica, dieci anni, filippina*

Intervalli di poesia a cura di Flavia Rampichini (nella foto di Paola Ciccioli) durante il concerto della Banda Dehors all’hospice “Il Tulipano”, nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. La Banda, fondata da Vincenzo Onida e formata in maggioranza da strumentiste, si esibirà il 16 settembre nel giardino condiviso Isola Pepe Verde, sempre nel capoluogo lombardo

 Quello che resta

Le persone sono semplici

ma sono lo stesso

belle.

La vita è come una grotta

è tutta buia.

È anche infinita

come una torre.

Abbiamo passato momenti

duri,

ma poi

è uscito il sole

a darci la felicità.

Noi siamo colline

e, pian piano,

ci abbassiamo.

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Menestrelli senza frontiere sotto il cielo lucano

di Luca Bartolommei

Ritratti di famiglia in trasferta: Luca Bartolommei di fronte ai Sassi di Matera in uno scatto di Paola Ciccioli

È successo! Siamo andati in vacanza. Dodici ore di pullman per arrivare in Basilicata, vecchia maniera, bagaglio leggero (il mio no) e chitarrina in spalla.
Dello stupore che mi ha procurato questa terra insieme con la gente che la abita, diventato quasi psichedelico a Matera, scriverò magari un’altra volta, oggi l’urgenza è diversa.
Pubblicato il primo numero del giornale, ci siamo potuti permettere una breve fuga da Milano e dai computer, girellando tra mare sfortunatamente abitato da meduse e paesini arroccati su cocuzzoli dove si riusciva anche a respirare.
Ebbene, ecco subito il ricordo della signorina Giulia Brusadini, la mia insegnante delle elementari, che la geografia ce la insegnava, eccome, infatti sciorino a memoria a una incredula Paola i principali fiumi che sfociano nello Jonio da est a ovest: Bradano, Basento (ma nella poesia su Alarico e i Visigoti era Busento), Agri, Sinni, Crati, Neto. Sbam!  Continua a leggere

I quaderni di Amina

di Fuad Aziz*

Abbiamo scelto questa immagine, tratta dal libro “Sole e Mare” dell’illustratore, poeta e favolista di origini curde Fuad Aziz, per il contenitore del blog dedicato alle bambine e ai bambini: tutti i dettagli in alto nel “Chi siamo”. E non dimentichiamo che «6 milioni di bambini in Siria vivono in condizioni drammatiche. Più di 2 milioni e mezzo sono stati costretti a scappare a causa della guerra che ha devastato il Paese in questi 5 anni» (https://terredeshommes.it/bambini-in-fuga/)

Una bambina in fuga tra la macerie dopo un bombardamento, alla ricerca dei suoi quaderni.

La storia di Amina è stata ispirata da un evento reale ma, quello che accade a lei, accade purtroppo molto spesso in tante altre parti del mondo.

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Ritorno alla casa del padre

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

Il Premio Nobel Salvatore Quasimodo nei ritratti e nei cimeli conservati nel Parco letterario a lui dedicato a Roccalumera, in provincia di Messina. Il figlio del poeta Alessandro Quasimodo collabora assiduamente con i fratelli Sergio e Carlo Mastroeni, promotori dell’istituzione culturale che custodisce la memoria del percorso esistenziale dell’intellettuale siciliano. Nel mese di agosto si terrà la cerimonia di assegnazione ad Alessandro Quasimodo della cittadinanza onoraria di Roccalumera (http://www.parcoquasimodo.it/)

Dietro le quinte degli eventi ufficiali ci sono gesti privati altrettanto significativi. A questa categoria appartiene la decisione di Salvatore Quasimodo di andare ad abbracciare il padre Gaetano a Roccalumera, in Sicilia, subito dopo aver ricevuto il Premio Nobel a Stoccolma. Non lo aveva più visto da quando, giovanissimo, se n’era andato lontano per inseguire il sogno – realizzato – di essere poeta.

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Una nidiata particolare

di Anna Caltagirone Antinori

Vogliamo essere vicini alle Marche e alla forza dimostrata dai marchigiani in questi mesi molto difficili. Il nuovo racconto della “maestra Antinori” ce ne dà l’occasione e ci permette di tornare ad immergerci – anche soltanto con il pensiero – nei fruscii e nei profumi di quella che è oggi la Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, tra Tolentino e Urbisaglia.

Bambini giocano e imparano a empatizzare con gli animali che popolano la bellissima riserva naturale che circonda l’Abbazia cistercense, non lontano da Macerata (http://www.ambiente.marche.it/Ambiente/Educazioneambientale/ReteCEA/AbbadiadiFiastra.aspx

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«Per il lavoro svolto, meriterebbe un monumento!»

I ricordi si fissano nella Rete, dalle scatole escono documenti che raccontano le vite delle persone e delle comunità. Noi, qui, a mettere insieme i tasselli del grande e composito puzzle. 

Illustriamo questo post con l’immagine di un libro che è anche un atto d’amore per Urbisaglia e le bellezze delle Marche: “Alla scoperta dell’antica Urbs Salvia” di Francesca Pettinari e Giuseppina Poloni (Giaconi Editore, 2016). Scrivono le autrici: «Questo libro nasce da un miscuglio di tante cose: l’amore per il territorio, l’interesse per la storia, la grande passione per l’archeologia, la volontà di cercare di far capire a tutti, in particolar modo ai più piccoli, quanto sia bello e interessante il nostro passato» (http://www.archeomarche.beniculturali.it/index.php?it/120/museo-archeologico-statale-di-urbisaglia)

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«Il dottor Mariani bussò alla nostra camera all’alba per visitare il bambino»

di Anna Caltagirone Antinori

Continua la galleria dei ritratti firmati dalla “maestra Antinori”

Aggiorniamo anche questo post di Anna Caltagirone con una foto di Mario Mariani, l’amatissimo “dottor Mariani”, inviataci via Facebook da Recanati dalla figlia Antonella. Grazie!

Mario Mariani era il medico condotto di Colmurano, ma aveva anche molti pazienti a Urbisaglia. Anche noi ci affidammo alle sue cure perché la sua serietà ci ispirava fiducia. Era un uomo dall’aria bonaria, dai modi affabili e cordiali. Abitava a Colmurano in una villetta, all’inizio del paese. In casa aveva anche l’ambulatorio dove riceveva i pazienti.

Era mattiniero, prestissimo usciva a fare le visite a domicilio e tutta la mattinata riceveva in ambulatorio. Ci accoglieva col sorriso sulle labbra e come un amico chiedeva notizie di tutta la famiglia. Non metteva soggezione per cui ognuno raccontava i sintomi dei propri disturbi e lui, senza mandarti a fare analisi o lastre, esprimeva la sua diagnosi e ti prescriveva le medicine per curarti.
Dal dottor Mariani si andava per farsi seguire in gravidanza, per il mal di denti, per i reumatismi, per l’influenza, per le indisposizioni e le diete dei bambini: curava tutte le malattie, era il vero medico di famiglia!

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