Zanzarella, la giustiziera degli animali abbandonati

di Pier Didoni

Ilustrazione di Riccardo Mazzoli da “Zanzarella salva Ugo il tartarugo dal fosso puzzolente”, una delle favole musicali che hanno come protagonista la zanzara buona, generosa e sensibile nata dalla fantasia del pittore, musicista e compositore Pier Didoni (Music-Milano) http://ferrarididoni.com/index.php/tag/zanzarella/

Ebbene sì, a Milano le zanzare colpiscono ancora, indifferenti al calendario (novembre!) e alla stagione (autunno!). Sono tenaci, sovrappeso, moleste al di là di ogni umana sopportazione. Non come la “Zanzarella” immaginata da Pier Didoni che, in duo con la pianista Emanuela Ferrari, domani 9 novembre 2017 porta in scena lo spettacolo “Quadri in esposizione” al Circolo familiare di viale Monza 140, a Milano. 

“Ci vuole una bella pulizia a questo punto per il nostro povero Ugo”, disse Zanzarella, che ormai si era dimenticata che a casa c’era una torta che l’aspettava.

E chiamò al raduno tutte le zanzare che passavano di là. “Sentite amiche zanzare, dobbiamo ripulire da testa a zampe questo tartarugo puzzolente, e rimetterlo a nuovo”.

“Già, ma come?”, disse una. “È semplice. All’inizio del bosco c’è un ruscello con acqua pulitissima, lo vedete là in fondo? Bene, con i nostri pungiglioni tireremo su tutta l’acqua che possiamo e poi la scaricheremo sul povero Ugo. Forza, andiamo tutte lì, che siamo in tante”. E così tutto lo sciame di zanzare partì per il ruscello e fecero quello che Zanzarella aveva detto di fare. Così in poco tempo con una mega doccia di mille pungiglioni Ugo il tartarugo venne ripulito da testa a zampe e profumato con polline di rose rosse; e dopo la pulizia contento e felice per aver trovato nuovi amici che gli avevano salvato la vita, attorniato da farfalle le zanzare, Ugo cominciò a raccontare la sua storia. “Ero stato dato come premio in un Luna-park ad una famigliola. Il loro bambino si chiamava Matteo e mi aveva scelto tra tutti i premi; ed era molto contento di avermi lì vicino, e i suoi genitori pure. Giocavo con lui e lo facevo divertire. E abbiamo passato dei bei giorni insieme. Ma poi è arrivato il periodo delle vacanze, e la famigliola decise di partire per il mare. E io con loro. Le cose da portare in vacanza sono sempre tante, sapete. E tanti anche i giochi di Matteo. E lui non vuole mai rinunciare a tutti i suoi giochi. La loro automobile però è un po’ piccolina. E lo spazio con tutti quei giochi, valigie e vestiti era veramente poco. La famigliola cominciò a stancarsi del poco spazio e la strada era ancora molto lunga.

“Voglio dormire bene e non c’è spazio, mamma” disse Matteo. “Hai voluto portare con te tutti quei giochi che portano via tanto spazio; te l’avevo detto io che saremmo stati scomodi con tutti quei giochi. Ti ho detto anche che giocattoli uguali ne avremmo comprati nel posto di villeggiatura. Ma tu niente, hai voluto portarteli dietro lo stesso. E adesso è così”.

Matteo cominciò a piangere.

“Butterò via quelli che non mi interessano più, ecco”, disse. E tra quelli, mie care amiche farfalle e zanzare, c’era la vasca di plastica grande con dentro io, la mia casa. “Butterò via il più grande, così potrò dormire bene; ecco proprio questa, la vasca di Ugo il tartarugo”.

 

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