Nell’ombra di un gigantesco padre

di Giuliana Pogliani

Giuliana Pogliani, educatrice, donna sportiva e di buone letture, scrive a Paola Ciccioli su Assolo sul padre. Il teatro della vita, la famiglia dietro il Nobel (Aletti Editore, 2019), il libro nel quale la giornalista ha ricostruito per la prima volta la complicata vita affettiva del poeta Salvatore Quasimodo attraverso la “confessione” del figlio Alessandro.

Su questo libro, che svela fatti inediti del vissuto del Premio Nobel 1959, abbiamo già pubblicato le considerazioni di Giulia Berti Lenzi mentre il blog si prepara a ospitare i pareri di altre lettrici e altri lettori, sorpresi di scoprire un uomo, un marito e un padre molto “fragile” dietro un letterato celebrato.

Giuliana Pogliani in un autoscatto davanti alle maschere di cartapesta create con i suoi allievi

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Il mondo com’era nel diario di Luciana Castellina

a cura e con foto di Paola Ciccioli

Certo che i libri ci hanno sostenuto durante la fase più rigida della nostra quarantena: su Facebook e qui sul blog, i due canali che abbiamo usato di più, c’è stato tra noi uno scambio intensissimo. Tra le letture più belle che ho fatto io in queste settimane c’è La scoperta del mondo di Luciana Castellina (Nottetempo 2011), un racconto appassionante basato sulle pagine del diario che la futura dissidente del PCI e tra i fondatori del Manifesto inizia a 14 anni in coincidenza con una data decisiva per la Storia d’Italia: il 25 luglio 1943. Quel pomeriggio, a Riccione, l’adolescente Luciana stava giocando a tennis con Anna Maria Mussolini quando la figlia del dittatore fu portata via dalla guardia del corpo perché il Duce era stato arrestato. Il libro ha accompagnato me e chi ci segue sui social tra i giorni precedenti il 25 aprile e quelli successivi al 1° maggio 2020, due ricorrenze che abbiamo celebrato sentendoci comunque vicine/i sulla sconfinata piazza del web.

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La distanza tra il Cenacolo e piazzale Loreto

di Paola Ciccioli

“Milano non manca mai di essere città grande: sempre si conserva grande, et se venghi desolata risorge prestamente grande” (dalle Considerazioni del Conte Onofrio Castelli sopra le singolari doti della Città di Milano dell’anno 1635).

Paola Ciccioli ha fotografato queste due immagini dal volume “Milano 1945 – 1955”, storico volume sulle distruzioni dei bombardamenti del ’43 e la ricostruzione introdotto dal secondo sindaco dopo la Liberazione, Virgilio Ferrari, e offerto in consultazione alla coordinatrice del blog da Tiziana Colla

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Le stelle di Lampedusa sanno

di Pietro Bartolo*

La notte, le stelle e la”Porta di Lampedusa – porta d’Europa”, il monumento creato da Mimmo Paladino nell’isola della speranza per i migranti. (Foto di Stefano Buccheri)

Lei è Anila. Ascoltavo la sua storia e a ogni singolo passaggio mi venivano i brividi. Sapevo che dietro ogni parola che il mediatore riusciva a farle pronunciare si celavano sofferenze incredibili.

“E, senti, piccola, dov’è tua mamma che la facciamo contattare?”
“In Europa”
“Eh, sì, in Europa. Ma in Europa dove?”
“In Europa”
“Ma… l’Europa è grande… Dove?”
Silenzio.
“Anila… in Europa dove? Germania? Francia? Italia?”
Silenzio.
“Sai cos’è l’Europa, Anila?”
“No”
“L’Europa è un posto grande, Anila. Grandissimo” (…)

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Nella trasformazione la linfa della bellezza

di Hermann Hesse*

A Montagnola, in Canton Ticino (Svizzera), fino al 2 febbraio 2020 resterà aperta una mostra sul «lunghissimo rapporto di amicizia che legò Theodor Heuss e Hermann Hesse dai primi contatti professionali, avviati quando entrambi erano due giovani cultori della letteratura, agli ultimi anni della loro carriera, che videro il primo insignito del Premio Nobel e l’altro eletto alla carica di Presidente della Repubblica Federale Tedesca». 

Scritta e da lui stesso illustrata nel 1922 per la cantante mozartiana Ruth Wenger, che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie, la “Favola d’amore” rappresenta anche la rinascita come uomo e artista di Hermann Hesse dopo un lungo periodo di silenzio creativo e crisi personale. (La foto è di Paola Ciccioli)

Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l’albero con riverenza e chiese: «Sei tu l’albero della vita?». Ma quando, invece dell’albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt’occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.

E di nuovo vide un albero, che era insieme sole luna.

Pictor chiese: «Sei tu l’albero della vita?».

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Il cuore grigio di chi non ama

di Gianni Rodari

Una bambina legge ad alta voce una filastrocca di Gianni Rodari in piazza Matteotti, a Cernusco sul Naviglio. Nella bella cittadina vicinissima a Milano, la locale sezione Anpi il 22 giugno scorso ha invitato chi crede nella democrazia e nei valori della solidarietà e del rispetto umano a leggere pubblicamente un brano da un libro amato. Tutte le pagine proposte in piazza sono entrate a far parte della libreria virtuale “Bella Ciao”. C’era tanta gente e tra questa bella gente anche le piccole Adelaide e Irene che hanno proposto Gianni Rodari. Per Donne della realtà ha partecipato Paola Ciccioli che ha anche scattato questa foto.

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«…ma poi è uscito il sole…»

di Monica, dieci anni, filippina*

Intervalli di poesia a cura di Flavia Rampichini (nella foto di Paola Ciccioli) durante il concerto della Banda Dehors all’hospice “Il Tulipano”, nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano. La Banda, fondata da Vincenzo Onida e formata in maggioranza da strumentiste, si esibirà il 16 settembre nel giardino condiviso Isola Pepe Verde, sempre nel capoluogo lombardo

 Quello che resta

Le persone sono semplici
ma sono lo stesso
belle.

La vita è come una grotta
è tutta buia.
È anche infinita
come una torre.

Abbiamo passato momenti
duri,
ma poi
è uscito il sole
a darci la felicità.

Noi siamo colline
e, pian piano,
ci abbassiamo.

Maestra,
il verbo restare
non è all’infinito.

*Da “Ma dove sono le parole?”, a cura di Chandra Livia Candiani con Andrea Cirolla (Effigie, 2015). «Le poesie scritte dai bambini delle periferie multietniche di Milano nei seminari di una mestra speciale». 

I quaderni di Amina

di Fuad Aziz*

Tratta dal libro libro “Sole e Mare” dell’illustratore, poeta e favolista di origini curde Fuad Aziz, questa immagine struggente è dedicata alle bambine e bambini che, in pace come in guerra, sono privati del diritto all’istruzione, alla felicità e alla crescita. Non dimentichiamo che «6 milioni di bambini in Siria vivono in condizioni drammatiche. Più di 2 milioni e mezzo sono stati costretti a scappare a causa della guerra che ha devastato il Paese in questi 5 anni» (https://terredeshommes.it/bambini-in-fuga/)

Una bambina in fuga tra la macerie dopo un bombardamento, alla ricerca dei suoi quaderni.

La storia di Amina è stata ispirata da un evento reale ma, quello che accade a lei, accade purtroppo molto spesso in tante altre parti del mondo.

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“Lamentu d’una matri” con le nostre voci su YouTube

di Ignazio Buttitta*

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La sovrana lettrice

di Alan Bennett*

Londra, Buckingham Palace, 25 luglio 2019. La regina Elisabetta II stringe la mano a Boris Johnson, leader del Partito conservatore e diventa ufficialmente primo ministro del Regno Unito dopo le dimissioni di Theresa May (foto da https://www.ilpost.it/2019/07/24/boris-johnson-primo-ministro-regno-unito/)

Fu tutta colpa dei cani. Di norma, dopo aver scorrazzato in giardino salivano da veri snob i gradini dell’ingresso principale, e generalmente li faceva entrare un valletto in livrea.

E invece quel giorno, per qualche ragione, si precipitarono di nuovo giù dai gradini, girarono l’angolo e la regina li sentì abbaiare a squarciagola in uno dei cortili.

La biblioteca circolante del distretto di Westminster, un grande furgone come quello dei traslochi, era parcheggiata davanti alle cucine. Era un’ala del palazzo che a Sua Maestà non era molto familiare, e certo non aveva mai visto la biblioteca parcheggiata lì, vicino ai bidoni della spazzatura, e neppure l’avevano mai vista i cani, il che spiegava tutto quel baccano; così la regina, non essendo riuscita a zittirli, salì gli scalini del furgone per andare a scusarsi.

L’autista, seduto di spalle, stava attaccando un’etichetta su un libro, e sembrava che l’unico frequentatore della biblioteca fosse un ragazzo magrolino coi capelli rossi e un grembiule bianco, che leggeva rannicchiato nel passaggio. Poiché nessuno dei due aveva notato la nuova arrivata, lei tossicchiò e disse:

«Mi spiace per questo tremendo chiasso». Al che l’autista si alzò di scatto e batté la testa contro lo scaffale dei Dizionari, mentre il ragazzo balzò a sua volta in piedi ribaltando Fotografia & Moda. Continua a leggere

Le donne nella Storia, anche dalla parte del nemico

di Angela Giannitrapani

Liliana Moro della Università delle Donne e organizzatrice dell'evento (foto scattata da Angela con il cellulare)

Liliana Moro della Università delle Donne e organizzatrice dell’incontro (le foto sono state scattate da Angela con il cellulare)

Dove sono le donne nella Storia? Ce lo siamo chieste  qualche tempo fa con una mini rassegna a “La Casa di Vetro” di Milano , dove si sono incontrate studiose, giornaliste, docenti, scrittrici attente alle testimonianze e ai racconti storici di genere. Continuiamo a chiedercelo, dopo l’onda patriottica delle Celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, quando la città e parte del suolo nazionale erano contrassegnati da incontri e conferenze sul Risorgimento al femminile. E per fortuna.

Tutte sappiamo che le donne nella Storia ci sono state e ci sono e tutte abbiamo la percezione che ci siano state in un modo che non è stato raccontato. Non posso, per mancate competenze, addentrarmi nel nocciolo della questione e non voglio, perché usurperei il posto e il ruolo che un sempre maggior numero di donne studiose hanno su questa questione. E ancora una volta, per fortuna! La novità è che l’argomento esce dagli atenei e dalle sacre sedi e comincia a fare capolino nelle associazioni femminili e quindi si presenta a un pubblico più ampio e non specialistico.  Continua a leggere

In nome della madre

L’Annunciazione di Lorenzo Lotto (1534/1535) è conservata nel Museo civico Villa Colloredo Mels di Recanati (http://www.lorenzolottomarche.it/)

di Erri De Luca**

«Ero in piedi e l’ho visto contro luce davanti alla finestra. Ho abbassato gli occhi che avevo riaperto.
Sono sposa promessa e non devo guardare in faccia gli uomini. Le sue prime parole sul mio spavento sono state: “Shalòm Miriàm”. Prima che potessi gridare, chiamare aiuto contro lo sconosciuto, penetrato nella stanza, quelle parole mi hanno tenuto ferma: “Shalòm Miriàm”, quelle con cui Iosef si era rivolto a me nel  giorno del fidanzamento.
“Shalòm Lekhà”*, avevo risposto allora. Ma oggi no, oggi non ho potuto staccare una sillaba dal labbro.
Sono rimasta muta.

Era tutta l’accoglienza che gli serviva, mi ha annunciato il figlio. Destinato a grandi cose, a salvezze, ma ho badato poco alle promesse. In corpo, nel mio grembo si era fatto spazio. Una piccola anfora di argilla ancora fresca si è posata nell’incavo del ventre».

*Pace a te.
**Il brano è tratto dal bellissimo libro
In nome della madre di Erri De Luca (Feltrinelli), nel quale una voce di donna – quella di Maria – racconta l’Annunciazione, lo smarrimento e l’amore di Giuseppe, il viaggio e il parto in solitudine in una stalla.

AGGIORNATO IL 7 AGOSTO 2019

Donne ucraine

 

Una poesia particolare come epigrafe alla propria tesi, intitolata “Donne ucraine in Italia: una migrazione per lavoro. Un’indagine qualitativa“. Questa la scelta fatta da Stefania Fiocco che si è laureata in Psicologia, con il massimo dei voti e la lode, all’università Bicocca di Milano.

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