Salviamo Kate dalla lapidazione

Si chiama Kate ma non è la duchessa di Cambridge, sposa di William. E’ nigeriana, ha 34 anni e rischia la lapidazione se sarà rimpatriata nel suo Paese d’origine da cui è fuggita.

Kate Omoregbe è in Italia, condannata a scontare Continua a leggere

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Donne&Rinascita: Sara Giudice, l’anti-Minetti

L’estate dei giornali cosiddetti rosa (ad alto contenuto di disvalori e manipolazioni) è caratterizzata dall’operazione “ripuliamo l’immagine della Minetti”. La consigliera regionale della Lombardia, accusata dalla magistratura di essere lo snodo logistico delle ragazze bunga bunga di Arcore, è ripetutamente fotografata in varie spiagge, italiane e spagnole, con calciatori in disarmo (vedi Bobo Vieri) che sanno di comparse telecomandate da direttori spregiudicati al soldo del premier. Premier che, ci dicono le stesse riviste, riprese dai quotidiani “seri”, ha incrociato lo sguardo dell’ex igienista dentale imposta alla “politica” nella zona vip dello stadio San Siro di Milano, dove la Minetti si è presentata abbronzatissima e vestita di un castigato e candido abito di pizzo san gallo. Ancora qualche servizio fintamente rubato e delle accuse gravissime nei confronti di questa ragazza già alterata nel corpo dalla chirurgia estetica e contaminata nell’anima dal morbo della corruzione – stando alle intercettazioni del caso Ruby – resterà nella memoria collettiva ben poco. E’ per questo che proponiamo di seguito la sintesi della conversazione avuta dalla studentessa Daniela Natale con Sara Giudice, la coetanea della consigliera regionale che di Nicole Minetti ha ripetutamente chiesto le dimissioni(Paola Ciccioli)

DONNE&RINASCITA: Sara Giudice, l’anti-Minetti

«Ogni donna può figurare al meglio se sta bene dentro la propria pelle. Non centrano i vestiti e il trucco, ma come si brilla».
di Daniela Natale* Continua a leggere

Le amazzoni di Arcore e il sovrano disarcionato

dal BLOG di Lidia Ravera

Dopo aver osservato la reazione delle amazzoni del rais, c’è da chiedersi come si posizioneranno le Olgettine, a Berlusconi deposto. Scopriranno anche loro di essere state ricattate, violentate e quindi ingiustamente adibite al trastullo del clan dei potenti? Si disporranno a rendere testimonianza della loro privata odissea di belle in servizio permanente effettivo? Offriranno alla stima del magistrato le prove e le perizie del bunga bunga? Continua a leggere

Camusso, se non ora, quando!

di Lidia Ravera

Meno male che Susa-anna c’è”, e si dà da fare. Il coro parte spontaneo dal petto dei lavoratori taglieggiati dalla manovra, dal profondo del cuore di tutti quelli che stanno per subire senza fiatare “la tassa sull’onestà”, punizione per i non-evasori. Meno male che Susanna c’è. E reagisce. Con un’iniziativa politica. Non con quattro chiacchiere al bar Continua a leggere

Se le primavere arabe tradiscono le donne

di Cecilia Zecchinelli*

“Libertà” è scritto sul muro. La foto è stata scattata al Cairo nell’estate 2014 da Maria Chiara Piazza, che fa parte di “Young Feminist Europe”, gruppo di giovani attiviste con base a Bruxelles

Hala Misrati, la star della tv di Gheddafi finita sui media del mondo per il suo ultimo show con pistola prima dell’arresto, era diventata una celebrità negli ultimi mesi, la voce più forte della propaganda. Ma è difficile pensare che se anche avesse vinto il Colonnello, cosa ormai impossibile, la tostissima ex scrittrice di romanzi rosa avrebbe trovato un ruolo di leadership nella Jamahiriya. E anche le amazzoni del Qaid (guida), tanto decantate e poi sparite, avevano un ruolo ancillare nonostante le divise e le armi: nessuna femminista araba le ha mai portate d’esempio e in Occidente piacevano soprattutto agli uomini. Ma se il maschilismo dei vecchi regimi arabi, caduti e non, è cosa nota, che dire dei governi nascenti?

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Il suicidio della testimone anti clan

‘Ndrangheta: la tragedia di Maria Concetta Cacciola. Lo scorso aprile un’altra collaboratrice si era tolta la vita. Ha paura per i figli, la nipote del boss torna a casa e beve acido muriatico. 

REGGIO CALABRIA – Si è suicidata ingerendo acido muriatico. Maria Concetta Cacciola, 31 anni, non ha spiegato il gesto estremo che ha spiazzato anche i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Continua a leggere