«Non l’ho sognato?»

di Laura Fusco*

LEICA

 

Non l’ho sognato?

Sei morto davvero?

O devo ancora

incontrarti?

Ho dimenticato gli alberi

che entravano dal lucernario,

e Chien,

le sere di vento impazziva dietro l’ombra delle foglie.

Apro l’acqua,

la ascolto come se parlasse,

non parla,

potrei stare lì notti e notti.

Prendere in mano la Leica,

guardare nell’obiettivo.

Cosa cambierebbe?

Nulla.

Faccio la spesa,

alle 11 torno,

ordino i cartoni di latte nel frigo,

poi li guardo,

da quello più alto a quello più basso,

sui ripiani illuminati,

rifaccio i letti già fatti,

tolgo una polvere inesistente.

Poi

mi seggo e aspetto.

Era questa la stanza?

Questo l’Avon?

Questi i fiori?

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Ettore, il destino di un nome fa ritrovare due fratelli nella Rete

di Elisabetta Baccarin

Elisabetta, la lettera dal campo di concentramento di bolzano

La lettera di Ettore Baccarin spedita dal campo di concentramento di Bolzano. Grazie alle ricerche di Elisabetta Baccarin, pubblicate sul nostro blog, un prezioso incontro in Rete ha messo insieme due pezzi di famiglia e di Storia

“Carissimo Albano e Gilda dopo circa due mesi che manco da casa, vengo a voi con questo mio biglietto, facendovi sapere che la mia salute va bene come spero che sarà pure di tutti voi. Caro Albano mi trovo in campo di concentramento a Bolzano, dunque il motivo che sono qui io, è a causa del rifugio che sai bene anche tu, speriamo al meno che non servi. Caro Albano mi perdonerai se ti domando un gran favore se puoi quando ricevi questo scritto di mandarmi un pacchetto con un po’ di pane biscotto e un po’ di tabacco, magari di quello in foglia, come puoi e qualche pacchetto di cartine. Se puoi mi mandi anche un po’ di danaro in sicurata, che se avrò la grazia di tornare tutto ti sarà ricompensato. Gli ho scritto pure a mia moglie che mi mandi qualche cosa ma io so le condizioni che si trova la mia famiglia!

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Mamme con il taccuino davanti alla Tv (tra ricette e Tangentopoli)

di Chiara Pergamo

Chiara Pergamo 1

Oggi mia madre guardava la Tv con il taccuino: qualche tempo fa le ho svelato l’esistenza di un canale di soli programmi di cucina (Alice, canale 221 del digitale terrestre) e da allora trascorre parte del pomeriggio a sciropparsi cuochi che preparano timballi e pasticceri che imbevono savoiardi per il tiramisù.

Oggi guardava Alice col taccuino per segnarsi la lista della spesa e, perché no, due o tre passaggi per la preparazione di una ricetta nuova: perché va detto, mia madre non è un asso in cucina. Infatti non mi ha insegnato lei a cucinare: detto tra noi, non sarò pronta per Masterchef, ma qualcosa sul tavolo all’ora di cena arriva sempre e non sono ancora vedova, segno che non ho ancora avvelenato il consorte.

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Viaggio nelle emozioni del mio Nepal indimenticabile

di Maria Elena Sini

Maria Elena, Nepal 4

Tutte le immagini sono tratte dal profilo Facebook di Maria Elena Sini

In questi giorni televisione e giornali sono stati inondati dalle immagini del terribile terremoto che ha colpito il Nepal seminando morte e distruzione in un luogo magico. Al dramma delle vittime si aggiunge la devastazione di monumenti di incomparabile bellezza.

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«Guardiamo avanti», rimettendoci in gioco dalla testa ai piedi

di Alba L’Astorina

vecchio_centro_moda (3)

Il “vecchio” Centro Stile Moda di via Caposile

È come una ferita aperta lo squarcio che le ruspe del cantiere di via Caposile hanno lasciato nell’area a sudest di Milano dove una volta sorgeva la scuola per parrucchieri, Centro Stile Moda. L’enorme buco ha scoperchiato alcune palazzine colorate che per anni erano state celate agli sguardi indiscreti dei passanti dall’edificio della scuola, di cui ora rimangono solo macerie. Le loro finestre, come bocche spalancate, sembrano chiedere un intervento che chiuda presto quella crepa, come una fessura da cui entri troppa corrente o troppa terra. Dovranno aspettare ancora a lungo prima che la nuova costruzione le restituisca al loro antico riserbo, cancellando definitivamente ogni traccia del vecchio Centro Stile Moda Continua a leggere

In ricordo di Teresa Mattei, che ha salvato la vita a mio padre e consentito a me di esistere

di Antonio Del Lungo

Teresa Mattei (1921-2013)

Teresa Mattei (1921-2013)

Teresa Mattei salvò la vita a mio padre Silvano, classe 1922, e conseguentemente ha permesso al sottoscritto di esistere. Nella foto grande è tra mio padre ed Ettore Bernabei in uniforme. Voglio ricordarne la storia…

Due anni fa se ne è andata Teresa Mattei. Filosofa, partigiana, deputata della Costituente, viene tra l’altro ricordata per aver scelto la mimosa come simbolo della festa della donna e per il coinvolgimento personale nella controversa uccisione del filosofo Giovanni Gentile. Voglio oggi raccontare un aneddoto privato che mi coinvolge personalmente: Teresa salvò il destino e la vita di mio padre nel 1944 permettendo, indirettamente, al sottoscritto di esistere. Continua a leggere

Poesia nel mondo offeso

di Vivian Lamarque

POESIA ILLEGITTIMA

Stellina, ma perché piangi…? Orazio

Vivian Lamarque durante la lettura nella Libreria del Mondo Offeso a sostegno di Emergency

Vivian Lamarque durante la lettura nella Libreria del Mondo Offeso a sostegno di Emergency

Quella sera che ho fatto l’amore

mentale con te

non sono stata prudente

dopo un po’ mi si è gonfiata la mente

sappi che due notti fa

con dolorose doglie

mi è nata una poesia illegittimamente

porterà solo il mio nome

ma ha la tua aria straniera ti somiglia

mentre non sospetti niente di niente

sappi che ti è nata una figlia.

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unaeccezione

... avessi più tempo sbaglierei con più calma.

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