«La tenacia d’una felicità»

di Dorinda Di Prossimo*

faruffini-lettrice

“La lettrice” (1865) di Federico Faruffini

M’aggiusto coserelle senza ambiguità,

al mattino. Due righe di luce rubate ai vetri,

quattro versi di pensieri (un viaggio, la cura

d’una fuga), la polpa del caffè. Mi faccio chiara,

senza il lusso della speranzella. Pitagorica,

direi. Una moltiplicazione di molliche di buona

educazione (parlati piano, Dorì, lavati gli occhi

di ieri, metti la linda parananza). Rinvio

il sommario del freddo, la tenacia d’una felicità.

Alla poetica sgrammaticatura, m’affido,

alla colletta della nicotina; bionda, sulla ritmica

unghia, andantina.

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Lo sguardo di un’appassionata d’arte sulle città colorate di Domenico David

Testo e foto di Laura Bartolommei*

Laura, foto 3

Il Colosseo di Domenico David

“Ceci n’est pas…”: il titolo della personale di Domenico David alla Galleria d’arte San Barnaba di Milano rimanda alla celebre serie di quadri di René Magritte Ceci n’est pas une pipe, manifesto della decontestualizzazione dell’opera d’arte, della messa in discussione dell’illusionismo pittorico.

Così Domenico David, mentre si avvicina maggiormente, rispetto ai suoi lavori precedenti, ad una rappresentazione mimetica del reale (i protagonisti delle tele sono immediatamente riconoscibili in quanto monumenti simbolo delle nostre città), vuole avvertire lo spettatore: “questa non è la realtà”.

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In Soccorso anche dei bambini che imparano la “normale” violenza in famiglia

di Nadia Muscialini*

Muscialini 2

“Dignità”, è la parola al centro del lavoro che facciamo ogni giorno con il nostro blog. Abbiamo scelto questa illustrazione di Monica Martinelli per dare voce a Nadia Muscialini e al suo libro “Di pari passo. Percorso educativo contro la violenza di genere”

La cultura della violenza e la violazione dei diritti umani fondamentali sono fenomeni ancora molto diffusi. La violenza è sempre agita dai più forti verso i più deboli e ha alla base la mancanza del rispetto dell’altro, del diverso da sé, che è considerato meno importante e con meno diritti.

Tra le forme di violenza e discriminazione, quella contro le donne e i soggetti più deboli è tra le più diffuse al mondo. L’unico modo per sconfiggere la cultura della violenza è sviluppare una capacità critica e diffondere una cultura basata sul rispetto dell’altro. L’apprendimento di questi principi deve avvenire innanzi tutto all’interno della famiglia ma anche nelle scuole di tutti i gradi e livelli. E’ la scuola che stimola lo sviluppo delle abilità che permettono di leggere e decodificare in maniera critica la realtà e la complessità che ci circonda.

Molte delle donne che nel corso di questi anni hanno frequentato il Centro antiviolenza Soccorso Rosa di Milano (ora a rischio chiusura, ndr) hanno figli. Bambini che crescono e vivono in un ambiente violento, a cui viene proposto un modello educativo che giustifica e sostiene l’uso della forza e della prevaricazione dell’uomo sulla donna. Ho visto con i miei occhi come i figli di uomini violenti diano per scontato che la relazione tra maschi e femmine sia basata su un inevitabile uso della prepotenza da parte dei primi sulle seconde.

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Cartoon by cartoon, watch what’s inside young girls TV advertising

di Gianluca Suanno*

The guy with dreadlocks who is watching cartoons is Gianluca Suanno, the author of this post. Next to him was supposed to be his girlfriend (the reason will be explained later on), but she left the couch in the meantime.

The guy with dreadlocks who is watching cartoons is Gianluca Suanno, the author of this post. Next to him was supposed to be his girlfriend (the reason will be explained later on), but she left the couch in the meantime

«I can not enter in the homes of all families around the world, but it is common thought that children are placed in front of the TV when, especially in times of high stress, parents can not handle their requests. The gesture is certainly not the best, in fact it has been found that individuals, especially children, are more susceptible to the messages of the television when they are just looking at it alone, while the presence of others resets the pressure of the message and reinforces the desire to express what they think. (Hansoon and Jones 1981 cited in McGuire, 1985)».

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Mestieri “adatti” alle donne (e giornalisti “inadatti” al pensiero?)

di Roberta Valtorta*

Roberta Valtorta

Roberta Valtorta

Possibile che esista ancora gente che pensa alle donne come a deboli creature da relegare in casa tra fornelli e pargoli? Sì, purtroppo è possibile. Forse la vera domanda che dovrei pormi è perché mi stupisco ancora, ma partiamo dall’inizio.

Anzi, torniamo al 22 settembre 2014 quando Elisa De Bianchi, trentatreenne autista dell’azienda di trasporti pubblici romana, è stata aggredita da una trentina di uomini durante il proprio turno di lavoro, mentre era alla guida del suo bus. Un po’ per curiosità, o forse per masochismo, e un po’ per la sensazione che avrei trovato qualcosa di tristemente raccapricciante, ho deciso di rovistare fra quotidiani cartacei e online: il risultato ha brutalmente sconfitto anche le mie peggiori aspettative.

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She is a prostitute, then “his own” property: Italian sheets and newspapers drifting

 by Roberta Valtorta*

Valtorta 1

The author of the post has analyzed the use of words in the prostitutes’ murder chronicles.

«Maybe due to the heat or to a sudden hormone derangement, but the blameless and good guy achieved the Guinness World Records in a few hours. It would have been the particularly engaging and pleasant appearance of the young girl, the first to be approached, to provoke a real insanity act by that guy who defined the girl as “very cool with the miniskirt”». Il Giornale

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Etty, de jonge schrijfster die eenmaal groot een schrijfster wilde zijn

door Alba L’Astorina*

Ik heb onlangs Etty Hillesum leren kennen. Het was op de tentoonstelling die Milaan aan haar gewijd heeft ter gelegenheid van de Memorial Day, waar een vijftigtal foto’s, alle afkomstig uit het Joods Historisch Museum in Amsterdam, tentoongesteld werd die haar laten zien in  familie, met haar vrienden, met haar minnaars, op de “mooiste plek in de wereld”, haar geliefde schrijftafel, en tussen de iconen van haar favoriete auteurs, Rilke, Jung, Dostojevski [i].

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