L’innocenza perduta dei piccoli cuochi televisivi e la modestia che fa crescere della Dott.ssa Peluche

di Chiara Pergamo

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I giovanissimi aspiranti cuochi già catapultati nel firmamento dei talent televisivi stellati

Qualche settimana fa mi è capitato di imbattermi in un incontro-scontro tra due realtà diverse e complementari: mi spiego.

Il mercoledì sera su Sky Uno (canale 108 di Sky) andava in onda la seconda stagione di Junior MasterChef Italia, il talent per giovani aspiranti chef che vorrebbe emulare la versione per adulti e sembrarne una trasposizione in miniatura con la tenacia con cui un pincher vuole sembrare un bonsai di un dobermann.

Al di là di quello che è il mio personale parere in merito alla trasmissione – che espliciterò tra qualche riga – io seguo Junior Masterchef, che trovo complessivamente un programma godibile e ben orchestrato, forse essendo fan anche del MasterChef per i grandi.

Ora, un mercoledì sera, nell’attesa che iniziasse la puntata, ho girovagato qua e là per gli altri canali e mi sono imbattuta in uno dei cartoni animati di Disney Junior (canale 611 di Sky), rete destinata ad un target di bambini piccoli, siamo attorno agli anni della scuola materna: il cartone su cui mi sono soffermata – leggasi “ne ho guardati due episodi” – è Dott.ssa Peluche, che racconta le vicende di una bambina di nome Dottie che da grande vorrebbe fare il medico. La particolarità di Dottie è che, attraverso la sua fantasia, ci racconta che la casetta giocattolo che sta nel suo giardino è in realtà la sua clinica e che lei è specializzata nel curare i giocattoli rotti, coordinata dal suo fedele staff di pupazzi: è chiaro, qualsiasi adulto che si ritrovi a seguire le avventure di Dottoressa Peluche capisce che si tratta della sua immaginazione e che i giocattoli non le parlano davvero, ma allora cosa rende interessante questo cartone? In un modo semplice e adatto a bambini comunque piccoli, Dottie spiega come non ci si debba preoccupare quando bisogna fare una visita dal medico o che non si deve aver paura se giocando ci si è fatti male, perché il dottore saprà curarci: Dottie e il suo staff non trattano i bimbi telespettatori come se fossero cretini – infatti la dottoressa Peluche usa anche parole da grandi come “diagnosi”, salvo poi registrare i dati dei suoi pazienti nel Grande libro della bua – perché vuole passare dei messaggi positivi e avere, perché no, un ruolo di supporto per i genitori quando devono gestire una situazione delicata, tipo il bambino che si è rotto un braccio cadendo dalla bici.

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Dottie, ovvero la Dott.ssa Peluche

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Aridatece la pipì rosa e blu. Ovvero: “dittatura del gender” e pannolini

di Roberta Valtorta

Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal.

Lei cercherà tenerezza, lui avventure.

Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà.

Così piccoli e già così diversi. Allora perché usare gli stessi pannolini?

La rivoluzione Huggies: Bimba e Bimbo. L’unico pannolino progettato sulle loro differenze. 

Questo lo spot dei nuovi pannolini progettati da Huggies.

Maschi e femmine sono anatomicamente differenti, su questo non ci piove, ma la domanda mi sorge spontanea: perché accostare un’innegabile diversità biologica con un inutile elenco di differenze che di geneticamente determinato hanno ben poco? Continua a leggere

La bellezza della Basilicata grida aiuto contro le trivellazioni

di Rosalba Griesi

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Il magnifico paesaggio della Basilicata fotografato dall’autrice del post

Era una festa! I tini in zinco fuori dalle porte, lungo la strada, riempiti d’acqua, secchio a secchio dal rubinetto di casa e i manti in lana di pecora lasciati in ammollo. Così, si aprivano i materassi, di questi tempi, quando gli uomini si apprestavano alla mietitura, quando il sole splendeva caldo e pungente dall’alba sino al tramonto, quando i girasoli gli facevano capolino con le loro buffe faccette, quando le garrule rondini sfrecciavano nel cielo terso.

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Nel tuo proprio specchio, «in your own mirror»

di Derek Walcott

AMORE DOPO AMORE

 

Tempo verrà

in cui, con esultanza,

saluterai te stesso arrivato

alla tua porta, nel tuo proprio specchio,

e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

 

e dirà: Siedi qui. Mangia.

Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.

Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore

a se stesso, allo straniero che ti ha amato

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Che macedonia horror fuoriesce dalla Tv!

di Adele Colacino

Adele Colacino

Adele Colacino

La Tv accesa in sala parla al divano vuoto, aspetto un Tg, stamattina per un contrattempo non sono uscita a comprare il mio quotidiano.

Volano per la stanza i titoli, la voce dello speaker mi raggiunge mentre giro per casa: è morta Laura Antonelli, attrice famosa negli Anni settanta, poi crollata nell’oblio e nella disgrazia alle prime rughe, ora tutti le dedicano ipocriti coccodrilli e copertine.

Una donna di 84 anni, muore a Bra, in Piemonte a seguito di una rapina, pare che due uomini biondi e rasati l’avessero legata per rubare nella sua casa. La casa di una pensionata italiana che percepiva poche centinaia di euro al mese, vivevano con lei un cane ed un gatto che pare sparito, il cronista ritiene, evidentemente, che questa sia una cosa da dire ed importante per far comprendere meglio la disgrazia. I gatti scappano sempre davanti a un pericolo.

In Calabria si è svolto un incontro tra lo Stato, rappresentato dalla presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi ed il presidente della Conferenza episcopale regionale calabrese Monsignor Salvatore Nunnari.

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«Pane e baciamano nel mio Canada dove tutto è grandioso (frigoriferi inclusi)»

di Mariagrazia Sinibaldi – da Gatineau (Canada)

Canada, 1

Prosegue il “reportage” di Mariagrazia dal Canada (https://donnedellarealta.wordpress.com/2015/06/24/gira-che-ti-rigira-tra-le-villette-per-ritrovare-casa-mia-e-dovuta-intervenire-la-polizia/) con il racconto della sua visita in una casa-museo del pane. Qui è con il gentiluomo in abito d’epoca che le ha fornito dettagliate informazioni, salutandola con il baciamano d’ordinanza. Le foto di questo e del precedente post sono state scattate dal suo amico Stéphane: lo ringraziamo per la generosa collaborazione

In questo Paese, dove tutto è di dimensioni grandiose, dai fiumi, agli alberi alle strade, ai parchi dove giocano bambini e adulti, dove lo spazio a disposizione è tanto tanto tanto, ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­anche le case che sembrano piccoline, contengono cose grosse: frigorife­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ri… lavatrici… pentoloni… camere spaziose e cucine che sono signore cucine… e bagni immensi (e i nostri così risicati risicati), in questo Paese dove il supermercato ha le dimensioni di una fabbrica di automobili, dove le macchine sono quasi sempre Suv, in questo Paese, dicevo, esiste un mulino che macina grano ancora con grosse ruote di granito; annesse ci sono la casa del padrone (1850 circa), ora sistemata a museo, e una panetteria con infinite qualità di pane, dove un gentile vecchio signore barbuto vende pane e farina del mulino…

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«Gira che ti rigira tra le villette, per ritrovare casa mia è dovuta intervenire la polizia»

di Mariagrazia Sinibaldi – da Gatineau (Canada)

Mariagrazia in questi giorni in Canada

Mariagrazia in questi giorni in Canada

Il 17, si sa, è un numero dispettoso al limite della malignità: vigliacco e falso e traditore. Che gli ci voleva restare a casa sua e aspettare il ritorno della Signora Vecchiottina che, coi suoi 80 anni (e mesi), aveva deciso di attraversare l’oceano per la gran festa della maturità di sua nipote, ormai diciottenne, ma per lei, Signora Vecchiottina, sempre sua PIZZIRICCHIA?! Oltretutto proprio al di là dell’oceano il suo cugino 17  fungeva da portafortuna!

Ma nossignore! Il suo 17, quatto quatto, malignamente, le si era appiccicato addosso, era arrivato con Lei in Canada e al momento suo, infischiandosene di usanze locali, aveva colpito senza pietà…

La Signora Vecchiottina era stata presa in contropiede.

La cosa si era svolta così:

La mattina dopo essere arrivata a Gatineau (parte francofona di Ottawa, per chi non lo sapesse) aveva deciso che, in assenza di sua nuora e sua nipote, sarebbe uscita di casa e avrebbe fatto un giro turistico per il bel quartiere pieno di alberi rigogliosi, di villette una diversa dall’altra, di giardinetti col praticello verde smeraldo e ciuffi di fiori dai colori smaglianti. «Non andare a sinistra», le aveva raccomandato sua nuora, «perché lì è tutta discesa… E poi, a tornare su, sai che fatica!». Continua a leggere

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