Mercedes Sosa, la sua voce per le donne e il nostro giornale di carta

di Paola Ciccioli

Pubblichiamo l’articolo di fondo e l’immagine di apertura del secondo numero del trimestrale cartaceo dell’Associazione Donne della realtà. Arrotolato come fosse una pergamena e tenuto insieme da un bellissimo nastro di raso, questa volta di colore blu, il “foglio” è interamente dedicato alla celebre cantante argentina Mercedes Sosa che, addirittura quasi mezzo secolo fa, ha inciso un disco con otto brani che portano un nome femminile. Uno struggente omaggio, il suo e il nostro, a tutte le mujeres, cioè le donne, che hanno lottato, lavorato e testimoniato il proprio amore per un Paese «ai confini del mondo». Evviva!

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Quel giorno a pranzo con la signora Andrée, la madre di Marco Pannella

di Sergio Angelo Picchioni

Pannella fanciullo (all'estrema destra) con la sorella Liliana e la madre Andrée Estachon.

Marco Pannella bambino in una foto di famiglia con la madre Andrée Estachon e la sorella Liliana. Il leader radicale è morto ieri a Roma all’età di 86 anni

Era un mezzogiorno di cinquant’anni fa, ed ero a pranzo da amici di amici, nel quartiere africano di Roma. Un tavolo quadrato, non grande, ed io di fronte ad una signora con la quale si parlava francese. Sulla destra un giovane ricciuto e taciturno, in camicia, apparentemente stanco, curvo sul piatto. Era appena tornato da Parigi, e sembrava assorto in qualche suo pensiero che lo estraniava dai presenti. Non ricordo di aver scambiato con lui nemmeno una parola, né  di averlo in fondo considerato importante. Quel giovane era Marco Pannella, e la signora sua madre. Ho poi conosciuto la sorella Liliana, musicologa, con la quale strinsi una buona amicizia fatta di esperienze concertistiche e corali.

Da lei, dopo molti anni e quando Marco era già all’apice della sua esperienza politica,  ho saputo che in famiglia avevano serie difficoltà finanziarie con la casa e più in generale col menage quotidiano. Ho poi incontrato Marco, fuggitivamente, durante un suo comizio, fu estremamente gentile, e mi invitò a rivedere la sorella che non frequentavo più da tempo. Marco ha avuto un atteggiamento decisamente anticlericale, e non glielo perdono. Ma penso che fra tutti i politici mangia mangia che proclamano il Vangelo lui sia stato uno dei pochi onesti. Mi dispiace dunque di non averlo più incontrato, e che ora non ci sia più.

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Keplero e il destino che lo ha guidato alle nozze (dopo aver esaminato undici candidate)

di Johannes Kepler*

morricone-moglie-maria

Il maestro Ennio Morricone con la moglie Maria a Los Angeles, dove il compositore il 29 febbraio scorso ha ricevuto il Premio Oscar per la colonna sonora di “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino. «Dedico questa musica e questa vittoria a mia moglie Maria», ha commentato Morricone nel ricevere il premio.

Illustrissimo Barone, gentilissimo Signore,

per iniziare una lettera di invito alle nozze tutti i cristiani esordiscono annunciando con stile solenne di aver intrapreso la strada del matrimonio quale compimento di un particolare disegno divino. Ebbene io, da buon filosofo, gradirei esporre le mie riflessioni proprio a Voi, che fate professione di eccellente saggezza.

Mi piacerebbe esaminare il progetto di Dio nella sua peculiare natura e con preciso riferimento al matrimonio. Nel destino che mi ha guidato alle nozze vorrei considerare la vicenda per la sua singolarità, e passarne in rassegna lo svolgimento. Dopo averVi illustrato il complesso di circostanze personali e le convinzioni che ho in proposito, o meglio, i miei giudizi tra loro contrastanti, vorrei ottenere un chiarimento dalle intime profondità del Vostro pensiero.

Che potrei dirVi? Fa parte di un progetto divino o è colpa mia se per più di due anni la mia capacità deliberativa ha subito forti conflitti interni? Ho aspirato a numerose condizioni di vita, mi sono deciso per molte di queste e, per di più, assai differenti tra loro. Se con ciò ho assecondato il disegno di Dio, qual è mai stata la sua finalità in relazione a persone e fatti, considerati singolarmente?

Nulla investigherei con maggior scrupolo e null’altro, oltre a questo, desidererei tanto sapere: se cioè si dà il caso che possa ritrovare anche in me stesso quel Dio che quasi tocco con mano nella contemplazione dell’universo intero.

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«Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco con me, senza indietreggiare»

Cara Paola,

so che hai cercato a lungo la persona che potesse rispondere ad un invito come questo:

Blogger (foto Giuliana Bellini)

San Donato Milanese, Cascina Roma, 30 gennaio 2016. Maria Elena Sini, terza da sinistra, festeggia il matrimonio di Paola Ciccioli con Luca Bartolommei. Nella foto di Giuliana Bellini altre blogger e collaboratrici di Donne della realtà: Laura Bartolommei, Teresa Kozlowska, Maria Grazia Sinibaldi, Alba L’Astorina e Angela Giannitrapani

«Non mi interessa cosa fai per vivere, voglio sapere per che cosa sospiri e se sei pronto a rischiare tutto per trovare i sogni del tuo cuore. Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere cosa sei pronto a fare per l’amore, per l’avventura di essere vivo.

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«La più seria serietà»

Caro Luca, non so se sarò breve.

Dirti “grazie” per questa mattina è talmente formale che quasi quasi passo oltre…

Sono qui, mezzo imbambolata e sento il cuore che picchia contro la gabbia (toracica), stanotte lo sentivo rimbombare tra me e le lenzuola.

La neve

Il pizzo che la neve ha disegnato qualche sera fa sull’abbaino della casa di Milano dove Luca e Paola vivono

Devo dirti una cosa, farCI una raccomandazione: tradimenti no, mai, in nessun caso e a nessuna condizione. Il tradimento è tradimento di sé, io l’ho abolito perfino dai miei pensieri.

Ho tradito, tanto tempo fa. E da lì ho imparato che non sono fatta per questo, in nessun campo. A cominciare dai sentimenti, di qualsiasi natura essi siano, che (forse l’ho già scritto a un altro uomo, quasi certamente sì, ma forse con altre parole) sono il nostro più profondo e autentico respiro.

Io tengo a te. Voglio, desidero, che sia proprio tu a farmi tornare a mettere le dita su una chitarra. Voglio che sia tu, insieme con me, a musicare la canzoncina che mi ha ispirato la mia adorata nipotina Emma che non posso né vedere né toccare, né accarezzare.

Il bisogno di carezze è un mio bisogno, che fa però un passo indietro e se ne sta rintanato in un angolo se “quelle” mani devono tradire per accarezzare.

Ti trascrivo un passaggio da Lettere a un giovane poeta di Rilke, mio compagno di viaggio da lunghi anni.

«A osservare seriamente, ci si rende conto che come per la morte, che è difficile, anche per il difficile amore non è stato ancora individuato alcun chiarimento, alcuna soluzione, né traccia né via; e per questi due compiti, che noi portiamo nascosti e passiamo ad altri senza aprirli, non si potrà studiare alcuna regola comune, fondata sull’intesa. Se però cominciamo a tentare da singoli la vita, queste grandi cose si presenteranno a noi, i singoli, molto più vicine. Le istanze che il difficile lavoro dell’amore pone al nostro sviluppo sono smisuratamente grandi, e noi, da principianti, non siamo all’altezza. Ma se resistiamo e prendiamo su di noi questo amore come fardello e tirocinio, invece di perderci in tutto quel gioco frivolo e lieve dietro cui gli uomini hanno eluso la più seria serietà della loro esistenza, allora forse un piccolo progresso e un certo sollievo sarà percettibile a coloro che verranno molto dopo di noi; sarebbe molto».

Ecco, io – non so come – “ho resistito”, e con questo ti ho raccontato la mia vita.

Mi manchi già molto. Perfetto sarebbe restarmene in silenzio nel cantuccio del tuo divano, mentre tu ti dimentichi che io sono lì.

Mi hai fatto anche venir voglia di riordinare una volta per tutte la mia casa, voglio che tu conosca dove ho vissuto e vivo.

A sabato, Paola

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L’universo si rifugia nello stupore di bambine e bambini

di Leonardo Vittorio Arena*

_Bambini BBC

Bambini che scappano dalla guerra e bambini che muoiono durante la fuga: questo documentano i media. Ma in Siria la tragedia più grande si consuma ogni giorno silenziosamente e riguarda oltre 7 milioni di persone: sono gli sfollati che non hanno neppure la possibilità di tentare di raggiungere l’Europa (fonte:http://www.bbc.com/news/world-middle-east-34189117)

Un bimbo si meraviglia dell’esistenza delle cose.

E prova stupore, davanti ad ogni tramonto.

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Ettore, il destino di un nome fa ritrovare due fratelli nella Rete

di Elisabetta Baccarin

Elisabetta, la lettera dal campo di concentramento di bolzano

La lettera di Ettore Baccarin spedita dal campo di concentramento di Bolzano. Grazie alle ricerche di Elisabetta Baccarin, pubblicate sul nostro blog, un prezioso incontro in Rete ha messo insieme due pezzi di famiglia e di Storia

“Carissimo Albano e Gilda dopo circa due mesi che manco da casa, vengo a voi con questo mio biglietto, facendovi sapere che la mia salute va bene come spero che sarà pure di tutti voi. Caro Albano mi trovo in campo di concentramento a Bolzano, dunque il motivo che sono qui io, è a causa del rifugio che sai bene anche tu, speriamo al meno che non servi. Caro Albano mi perdonerai se ti domando un gran favore se puoi quando ricevi questo scritto di mandarmi un pacchetto con un po’ di pane biscotto e un po’ di tabacco, magari di quello in foglia, come puoi e qualche pacchetto di cartine. Se puoi mi mandi anche un po’ di danaro in sicurata, che se avrò la grazia di tornare tutto ti sarà ricompensato. Gli ho scritto pure a mia moglie che mi mandi qualche cosa ma io so le condizioni che si trova la mia famiglia!

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