“Il terrorista, lui guarda”

di Wisława Szymborska*

La bomba esploderà nel bar alle tredici e venti.
Adesso sono appena le tredici e sedici.
Alcuni faranno in tempo a entrare,
alcuni a uscire.

Il terrorista ha già attraversato la strada.
Questa distanza lo protegge da ogni male,
e poi la vista è come al cinema:

Una donna con il giaccone giallo, lei entra.
Un uomo con gli occhiali scuri, lui esce.
Ragazzi in jeans, loro parlano.

Continua a leggere

E ce ne costa lacrime st’America…

di Adele Colacino*

nyc

Foto di Annalisa Mongili: «Siamo al Ground Zero Memorial, qui è proibito mettere fiori. Si può solo nel giorno del compleanno della povera vittima di quell’orribile attacco. È un luogo di una commozione intensa. Mi fa amare ancora di più la città di New York»

Naturalmente Carmine’s, non avevamo dubbi, è un ristorante che ha origini italiane. Anzi per tutti è un ristorante italiano, meno che per gli italiani. È strapieno: di gente, di lampadari a gocce, di giganteschi ritratti a olio di ogni generazione che lo ha gestito, di fiori e di piante, di camerieri di ogni colore, filippini, coreani…

Continua a leggere

In volo verso New York, alle prese con una folla di rabbini

di Adele Colacino*

ny-annalisa

I colori della notte di New YorK City in una foto firmata Annalisa Mongili. Per noi la metropoli statunitense è, e resterà, un luogo del cuore

Sono pigre le mie giornate d’estate, passano lente senza orologio e senza calendario. C’è sempre qualcuno intorno che, parlando o muovendosi, ti dà idea del tempo che passa, le uscite, i rientri, il ritiro dei rifiuti, gli odori di cucina che si spandono nel villaggio.

Sono in giardino a leggere quando sento la voce della mia amica Carmen che, come al suo solito, chiama appena scende dall’auto. Lei non suona, non bussa, nelle case al mare si vive fuori e basta chiamare per annunciarsi. Chiacchieriamo un po’ e poi lei se ne viene fuori con un: «a novembre vado a New York».

Continua a leggere

“Smuggling”, la parola orribile dei trafficanti di esseri umani

di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci

traffico

I principali Paesi di origine del traffico di esseri umani (fonte http://www.camera.it/)

Lungo le rotte dell’immigrazione, collocati in punti nevralgici e strategici, esistono tanti «area manager» che coordinano le fasi del traffico. Non sono i manovali dello smuggling (attività che indica il diretto trasporto o accompagnamento dei migranti attraverso le frontiere, ndr), non sono quelli che fanno il lavoro sporco. È una catena di individui indipendenti che interagiscono tra loro. Questi area manager negoziano direttamente le attività necessarie con fornitori locali di servizi che risiedono nei paesi di transito. Garantiscono prestazioni come un passaggio in auto, una sosta di un mese in un appartamento in attesa di un passaporto falso, la corruzione di un agente di frontiera. Questa figura e il migrante hanno spesso la stessa origine etnica.

Continua a leggere

«È così che parla la vera fede»

di Alāʾ al-Aswānī

giulio-regeni-1024x576

«Un muro di Berlino in Marienburger Strasse, nel quartiere Prenzlauer Berg, ospita il sorriso di Giulio Regeni» http://berlinocacioepepemagazine.com/ È passato un anno dalla morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore universitario rapito, torturato e ucciso al Cairo. E ancora la verità è lontana, dopo mesi di depistaggi assurdi in cui dall’Egitto hanno cercato di spacciare la morte violenta dello studente per incidente stradale, pestaggio legato al mondo gay, traffici di droga e all’ultimo un rapimento andato a male» http://www.repubblica.it/

Alle otto di mattina Taha e lo sheikh Shaker salirono sulla metropolitana per Helwan. Avevano trascorso intere giornate immersi in lunghe discussioni durante le quali lo sheikh aveva cercato di convincere Taha a dimenticare ciò che gli era successo e a ricominciare una nuova vita. Ma lui era ancora così indignato e pieno di collera da aver rasentato il suicidio più di una volta. Alla fine, al termine di una violenta discussione, lo sheikh gli aveva urlato: “Ma allora cosa vuoi? Non vuoi studiare, né lavorare, non vuoi vedere nessuno dei tuoi amici e neppure la tua famiglia. Cosa vuoi Taha?”.

Continua a leggere

Sabati “blues”

a cura di Luca Bartolommei

in_the_wake_of_poseidon

The 12 Archetypes or The 12 Faces Of Humankind (I dodici archetipi o i dodici volti dell’umanità). Tammo de Jongh (1967). Copertina del secondo LP dei King Crimson, In the Wake of Poseidon

BOOK OF SATURDAY

If I only could deceive you
Forgetting the game
Every time I try to leave you
You laugh just the same

Continua a leggere

Hillary, commander in chief of all stereotypes

by Roberta Valtorta

ct-hillary-clinton-through-the-years-2016-029

Hillary Clinton and her double. The democrat candidate President of the United States of America, here attending “Saturday Night Live” on NBC, together with actress Kate McKinnon, her imitator                                       (from http://www.chicagotribune.com/)

Is it possible to write a few reflections about a political candidate apart from your personal opinion? I’ll try to.

My intention on this post is to put any kind of ideology apart: I neither want to guess who will be the winner between Hillary Clinton and Donald Trump, nor shoot zero about who’s better or worse. The final aim is to share some observations which this long, unusual and sometimes grotesque campaign inspired me, nothing more, nothing less, but let’s start from the beginning.

A few weeks ago, during the second presidential debate, Hillary Clinton was in the middle of answering one of Anderson Cooper‘s questions when a fly landed on her face. She didn’t instinctively react, didn’t flinch and continued speaking, and shortly after landing the bug flew away.

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: