Quattro settimane (e tanti bambini) da raccontare

di Luca Bartolommei

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Luca Bartolommei con un suo simpatico allievo durante le quattro settimane al Centro Vismara-Don Gnocchi di Milano. «Dopo la musica un autoscatto in relax totale. Il maestro è molto slow, la linguaccia molto fun»

Le giovanili del Milan si allenano e giocano in via dei Missaglia, al centro Peppino Vismara, bellissimo complesso situato nei campi, ma proprio nei campi, roggia inclusa, vicino al Ronchètt di rann. Nel comprensorio è situata anche una struttura della Fondazione Don Gnocchi, dove si svolgono tutte le attività, a cominciare dalla riabilitazione, per cui a Milano è conosciutissima.

A luglio ho partecipato al centro estivo organizzato per bambini e ragazzi della zona che si è tenuto al Vismara svolgendo, come “tecnico”, la mia opera di insegnante di chitarra insieme alla collega musicista Maria Elisa  (in quel periodo eravamo entrambi collaboratori dell’Associazione Musicaingioco) e a una decina tra educatori ed operatori di Special Olympics Lombardia e della cooperativa lo Scrigno. Fin qui nulla di particolare, sono quasi dieci anni che insegno a giovani e  giovanissimi.

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Lauretta Laureti, ovvero l’arte di creare ceramiche e legami che fanno stare bene

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Ceramiche in esposizione e vista del borgo di Raito di Vietri dalla terrazza della Villa Guariglia

di Alba L’Astorina

Il motivo per cui Silvia Cenerazzi ha insistito perché  andassi alla Festa dei Boccali, che si tiene ogni anno in Costiera amalfitana, l’ho compreso bene solo da poco, quando cioè ci sono finalmente andata.

Non si trattava solo dell’invito a una bella mostra di ceramiche artistiche che si tiene in uno scenario “sospeso tra terra e mare”, non lontano da Salerno, dove lei abita. La mia amica voleva farmi conoscere una parte “creativa” di sé, che la lega a un mondo di relazioni umane che la nostra distanza non mi consente di apprezzare se non attraverso i suoi racconti. Uno dei tanti scotti che devo pagare per essere lontana da Napoli. Silvia ci teneva a presentarmi Lauretta Laureti, che da nove anni organizza questo evento di fine settembre.

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Real Time abbatte (in Italia) il tabù degli “inappuntamentabili”

di Chiara Pergamo

The Undateables

Alcuni protagonisti di “The Undateables – L’amore non ha barriere”

Per ciascuno noi, il primo appuntamento è sempre un momento di grande coinvolgimento emotivo: come glielo chiedo? Come mi vesto? Dove potremmo andare a prendere un caffè? E se non beve caffè?
I giusti timori e le apprensioni di mamme e amici si mescolano alla curiosità frivola di chi vorrebbe condividere con te il pettegolezzo sul nuovo flirt. Tutto normale, dunque.
Sì, va bene, ma se tu sei autistico? O se soffri di un disturbo ossessivo-compulsivo che ti impedisce di avere un contatto fisico con le persone? Diciamo che in questi casi la situazione si complica.
È proprio su “questi casi” che si concentra The Undateables (letteralmente “Gli inappuntamentabili”), docu-reality della BBC portato in Italia da Real Time, che vi ha aggiunto il sottotitolo L’amore non ha barriere: lo scopo di questo programma è di mostrare come ragazzi e ragazze che convivono con una diversità fisica o mentale possono desiderare, come tutti, di trovare una persona con cui avere una relazione sentimentale ed essere amati per ciò che sono.
In ogni episodio si raccontano le storie di 3 giovani che, con l’aiuto di esperte agenzie di incontri, vivranno il loro appuntamento romantico (spesso il primo della vita), al pari dei ragazzi “comuni”: si parla con i protagonisti, si conoscono le loro famiglie e si racconta, appunto, di come viene affrontata una cena fuori o una passeggiata sul lago. Continua a leggere

Tre scalini umiliano Ninfa e le impediscono di far festa nella Casa delle donne di Milano

di Paola Ciccioli

Ninfa Monteleone, l’amica Susi  e, di spalle, Paola  Ciccioli (foto di Donatella Martini)

Ninfa Monteleone, l’amica Susy e, di spalle, Paola
Ciccioli (foto di Donatella Martini)

Arrivo che i discorsi ufficiali sono già finiti. E anche le patatine del buffet allestito per l’inaugurazione sono al termine. Do una sbirciata rapida agli spazi, mi faccio strada tra i capannelli di signore sorridenti e controllo se le mie amiche sono arrivate. No, non ci sono ancora. Allora torno indietro e ritrovo, all’ingresso di via Marsala 8, la stessa scena che mi aveva colpito, come una schiaffo, pochi istanti prima.

Una giovane donna su una carrozzina è bloccata nell’androne: tre gradini le impediscono di salire all’interno della Casa delle donne di Milano ed essere parte della festa. Lei si chiama Ninfa Monteleone, ha 39 anni e dal 2005, a causa di una miopatia per accumulo di lipidi, si muove per la città su una carrozzina elettrica.

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“Le disabilità, come le abilità, non sempre sono visibili”

di Elisabetta Baccarin

Le disabilità, come le abilità, non sempre sono visibili.

Sono abile a giocare con le parole. Non sono abile in nessun gioco che preveda l’uso di una palla.

Sono abile in cucina, forse anche in camera da letto, ma per nulla abile con le pratiche faccende domestiche.

Elvira è molto più abile di me: quando pulisce lei la casa, sembra che sia passata la fatina con la bacchetta magica.

Mettiamoci una accanto all’altra: tutto questo non si vede.

Non si vede neppure che lei è sana come un pesce di quelli sani e invece io sana come un pesce di quelli no Continua a leggere