Tre università unite per non consegnare all’oblio gli “anni di piombo” e le loro vittime

di Paola Ciccioli

Sabina, figlia del sindacalista Guido Rossa che fu ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979

Sabina, figlia del sindacalista Guido Rossa che fu ucciso dalle Brigate Rosse a Genova il 24 gennaio 1979

Come sono stati raccontati gli Anni di piombo? E cos’è rimasto, nella memoria collettiva, di quel decennio insanguinato dal terrorismo? L’Italia ha fatto fino in fondo i conti con la stagione della «violenza sociale di massa» che continua a pesare sul nostro presente, oppure l’onere di ricordare è stato lasciato alle famiglie, alle vedove, alle figlie e ai figli delle vittime?

Tre grandi atenei – la Sapienza di Roma, l’università di Padova e la Cattolica di Milano – hanno costituito un gruppo di ricerca intorno a queste domande e per tre anni hanno raccolto testimonianze e documenti per dare risposte indispensabili alla comprensione della nostra storia recente.

Martedì 3 giugno, nella capitale, in presenza del presidente del Senato Piero Grasso, si parlerà di “memoria e oblio” sulla “ferita aperta” degli Anni del terrorismo in un incontro promosso dalla sezione di Psicologia sociale dell’Associazione italiana psicologi, in collaborazione con l’Associazione vittime del dovere.

È previsto anche l’intervento di Arie Nadler, dell’università di Tel Aviv, «tra i più importanti studiosi odierni dei processi di elaborazione delle memorie sociali violente e della riconciliazione tra gruppi» Continua a leggere