«Sia la voce dei popoli più forte di quella delle armi»

di Carla Nespolo*

Carla Nespolo, presidente nazionale ANPI

Davanti al precipitare della situazione in Medio Oriente va fatto ogni sforzo per evitare una guerra dalle conseguenze imprevedibili.

Bene hanno fatto il presidente del Consiglio Conte a telefonare al Presidente iracheno per ribadire la vicinanza dell’Italia al suo Paese e il ministro della Difesa Guerini a smentire il coinvolgimento della base di Sigonella nell’assassinio del generale Soleimani, commesso al di fuori di un contesto bellico, in uno stato terzo, l’Iraq, e per di più orgogliosamente rivendicato.

Auspichiamo che l’UE, troppe volte reticente, divisa e per ciò stesso sostanzialmente ininfluente, assuma una posizione chiara e determinata e svolga un ruolo autonomo e responsabile per garantire la pace in Medio Oriente e nel mondo. È il momento di un’ampia e unitaria mobilitazione per la pace e per richiamare tutti al rispetto del diritto internazionale e delle norme più elementari che regolano i rapporti fra gli Stati e la convivenza stessa della comunità umana.

La pace nel mondo è a rischio. Sia la voce dei popoli più forte di quella delle armi.

* Presidente nazionale ANPI – 7 gennaio 2020

(a cura di Paola Ciccioli)

Papà, ridotto a lavorare sotto terra come i topi

di Nora Scarnecchia, figlia di un minatore morto di silicosi*

Vengo da Barrea in provincia di L’Aquila e quello che racconto è un pezzo di storia della mia famiglia, ma è soprattutto il ricordo di mio padre.

Papà era venuto a lavorare in Belgio, da solo, immediatamente dopo la guerra. Rientrati dallo sfollamento dopo la liberazione, avevamo trovato la nostra fattoria distrutta dai bombardamenti. La situazione finanziaria dei genitori era quasi a zero perché durante la guerra si comprava tutto a mercato nero. Per nutrire la famiglia di sette figli minorenni, papà decise di andare a lavorare nelle miniere del Belgio. «Solo per poco tempo» – ci assicurò. Infatti sia lui che noi tutti in famiglia ci illudevamo di ricominciare a lavorare in azienda agricola come prima.

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EU Prize for Women Innovators 2014

La Commissione UE ha lanciato la seconda edizione dell’EU Prize for Women Innovators che si chiude il giorno 15 ottobre. Scopo del premio è ampliare nel pubblico la consapevolezza della necessità di impiegare un maggior numero di donne nel campo dell’innovazione.

Possono partecipare tutte le donne residenti in uno Stato EU (o Stato Associato), fondatrice (o co-fondatrice) di una impresa attiva. Il primo premio è pari a  100mila euro.
Per informazioni più dettagliate:
http://ec.europa.eu/research/innovation-union/pdf/women-innovators/contest_rules.pdf

L’Europarlamento: mamme in congedo a stipendio pieno. A casa venti settimane

di Francesca Milano

L’ultima parola spetta al Consiglio dei ministri dell’Ue, ma intanto a Strasburgo le mamme e i papà eurodeputati hanno già festeggiato a modo loro, portando palloncini rosa e celesti in aula. Con 390 voti a favore, 192 contrari e 59 astensioni il Parlamento europeo ha approvato ieri le modifiche alla direttiva Ue in materia di congedo minimo di maternità, andando addirittura oltre Continua a leggere