“Tre manifesti” e una luce alla fine del mondo

di Maria Elena Sini

L’attrice Frances McDormand in una scena del film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh è candidato all’Oscar: lo ha recensito per noi con la consueta passione Maria Elena Sini (https://movieplayer.it/articoli/tre-manifesti-a-ebbing-missouri-perche-e-il-film-dellanno_18470/)

Tre manifesti a Ebbing, Missouri è un film che merita i premi che ha già vinto (miglior sceneggiatura alla Mostra del cinema di Venezia e quattro Golden Globes) e quelli ai quali per il momento è solo candidato. Racconta la storia di una madre forte e fuori dalle regole, Mildred Hayes, che, decisa a trovare l’assassino della figlia stuprata e poi bruciata, utilizza i suoi risparmi per commissionare tre manifesti con tre messaggi precisi diretti allo sceriffo Willoughby.

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Diritto di parola alle donne dei vinti

di Silvana Citterio*

Le Troiane di Euripide – Sartre per bovisateatro con la regia di Bruno Portesan. Debutto sabato 10 febbraio (ore 21) al Teatro Pavoni di Milano, replica domenica 11 alle 16.

“Andromache and Astyanax”, Pierre Paul Prud’hon (French, Cluny 1758–1823 Paris) completed by Charles Pompée Le Boulanger de Boisfrémont (French, Rouen 1773–1838 Paris), Oil on canvas (132.1 x 170.5 cm) https://www.metmuseum.org/toah/works-of-art/25.110.14/

Perché mettere in scena, oggi, a Milano, Le Troiane di Euripide nell’adattamento che ne fece Jean Paul Sartre nel 1965? Quali i motivi di interesse per il pubblico contemporaneo? Se lo spettatore ateniese del V secolo a.C. conosceva bene la vicenda e tutti i personaggi della tragedia, il pubblico del 2018 chi può riconoscere nelle prigioniere che, dopo la distruzione della città di Troia, stanno per essere condotte schiave in Grecia? E quale insegnamento può ricavare dalla vicenda?

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La lista del burbero

di Elena Novati*

Celentano per pezzo di Elena (da passare)

Adriano Celentano nel film “Il burbero” di Castellano & Pipolo (1986)

B. è il burbero.

In effetti al mondo non abbiamo certo bisogno di sole carezze, di sola gente che vorrebbe abbracciarci sempre e comunque, di sole persone che viaggiano unicamente con le lenti rosa.

B. non ha molto interesse nell’incoraggiare a vedere tutto rosa, ecco perché sa stare bene: non vive dietro al vetro, non sta ad aspettare che il mondo passi “in qualche modo”, non sta ad attendere che le persone cambino in funzione di un ipotetico “meglio”, non ti giudica se sa che hai piena coscienza di quel che stai facendo, per quanto tu possa essere destinato a sbagliare. Realtà. Piedi per terra.

B. ascolta molto attentamente, tace spesso mentre tu racconti.

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Mrs Griffiths e la beffa delle convenzioni natalizie

di Maria Elena Sini

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«Le foto di famiglia ritraggono volti sorridenti, nascite, matrimoni, vacanze, feste di compleanno dei bambini, cene di Natale. Momenti della vita che non si vogliono dimenticare. A TUTTI BUON NATALE!», così ha scritto Maria Elena su Facebook, mostrando il suo originalissimo albero

Obadiah Oak, Mrs Griffiths and the carol singers” è una lettura natalizia alternativa alle storie zuccherose tipiche del periodo. Louis de Bernières che, a dispetto del nome è uno scrittore britannico, ribalta alcuni luoghi comuni e con il suo amaro umorismo descrive e mette a fuoco alcuni stereotipi della vita apparentemente serena nelle piccole comunità.

La storia fa parte di una raccolta di racconti ambientati nel fittizio villaggio di Notwithstanding presentato come una tipica comunità della campagna inglese, ma a poco a poco i personaggi che popolano le diverse vicende compongono un quadro che svela la complessità della natura umana e la profondità delle relazioni tra le persone.

Questo racconto si apre con la pittoresca descrizione di Obadiah Oak, cittadino inviso a tutta la comunità per la trascuratezza della sua igiene personale “…he and his house smell of two hundred years of peasant life; he exudes the aromas of wet leather and horse manure, costive dogs, turnips, rainwater and cabbage water, sausages, wollen socks, Leicester cheese…”. A lui viene contrapposta la severa formalità di Mrs Griffiths, una vedova che arriccia il naso alla presenza di Obadiah Oak e si allontana da lui con un certo disgusto mentre è intenta a comprare un’intera scatola di cartoline per gli auguri di Natale affinché tutti pensino che ha molti amici e importanti relazioni.

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