Riflessi(oni) non indifferenti

di Luca Bartolommei

Giornate strane quelle che stiamo vivendo, alcune mi sembrano volare via in un attimo altre invece scorrono più lente e invitano, forse un po’ banalmente, alla riflessione. Sembra esserci più tempo a disposizione. In una di queste, tra gatti che si rincorrono e fasci di luce del sole che bucano le nuvole riflessi nel lago, dopo breve chiacchierata  e qualche prova per trovare la tonalità giusta è uscita questa canzone, resa celebre da Mercedes Sosa. L’indifferenza non deve abitare le nostre case e dobbiamo impegnarci a fondo senza mai pensare di aver fatto già abbastanza per allontanare dalle vite nostre, delle persone che amiamo e di chi abbiamo intorno il dolore piuttosto che l’ingiustizia o l’inganno. Stiamo in casa, certo, quindi teniamo la porta ben chiusa e non prendiamo l’orrenda abitudine di convivere con tali brutture. Della guerra non voglio nemmeno parlare. Chiaramente ci vuole coraggio, ma poi il futuro, perché un futuro ci sarà sempre, sarà “il” nostro. Complimenti per la diretta alla “ghost singer” Paola Ciccioli! Continua a leggere

Stiamo a casa: la nostra casa in cima al canyon

di Luca Bartolommei

Joni Mitchell ritratta nel 1970 da Henry Diltz, il fotografo del rock, alla finestra della sua casa di Laurel Canyon. Foto da morrisonhotelgallery.com

Una donna, un uomo, una casa. Lei mette i fiori nel vaso che ha appena acquistato, lui accende il camino e rimane a lungo a osservare il fuoco ascoltandola mentre canta le canzoni d’amore che ha scritto, probabilmente accompagnandosi al pianoforte, dico io. Ci sono anche due gatti che ascoltano. Minga perché hinn i mè, ma pure Gatto e Gattino amano ascoltare musica, anche se sono io a suonare… Continua a leggere

Note di primavera dalla terrazza di Bellano

di Luca Bartolommei

Primo giorno di primavera. Bisogna cantare qualcosa di delicato e gentile, un testo che ci faccia un minimo sognare insieme con una musica garbata. Beh, non ci ho dovuto pensare a lungo, Mattinata fiorentina è venuta fuori quasi naturalmente. Non è proprio recente, risale al 1941 ed era inserita nella rivista È bello qualche volta andare a piedi, roba che in questi giorni è assolutamente da evitare… Il testo è stato scritto dal napoletano Michele Galdieri e la musica dal milanese (indovinate chi?) Giovanni D’Anzitant per cambià.

Dalla ripresa col cellulare non si vede bene, ma il sole, le montagne, il lago quasi immobile e il silenzio magico creano il clima perfetto per lasciarsi portare dalla melodia e dal testo a cantare questa canzone in maniera rilassata e serena, tra forcine che si perdono nei prati e madonne che dispensano baci appassionati. Del resto, è primavera…

 

“Pane nero”, le nostre letture dalla terrazza sul lago di Como

di Paola Ciccioli*

Pane nero, oggi dalla terrazza di Bellano, sul lago di Como e di fronte al monte Bregagno, ci siamo affidat* alle parole della maestra di giornalismo Miriam Mafai. Che ha scritto questo libro, a mio giudizio bellissimo, denso di storie delle donne che durante la seconda guerra mondiale presero l’Italia sulle proprie spalle, facendosi forza anche con la musica e le canzoni per poi dire, una volta arrivata la pace: «… però, in fondo, è stato bello».

*Questo video è stato anticipato in giornata sui nostri canali Facebook e rientra nell’iniziativa sfogliare collettivamente ogni giorno un libro alle persone costrette in casa su disposizione del Governo italiano a causa della drammatica epidemia da Corona Virus in corso.

Grazie come sempre a Luca Bartolommei per le riprese con il cellulare.

Libertà è condivisione

di Paola Ciccioli*

Libertà è condivisione, potremmo dire parafrasando Giorgio Gaber.
Questo video è stato girato ieri a Bellano dal nostro vicino di terrazza, il velista Marco Ravasio che conosce a memoria venti, increspature, montagne e stelle del lago di Como, incanto che ci ha accolto con la sua bellezza mutevole a ogni nuovo giorno.
Luca Bartolommei qui sta cantando in diretta Facebook Heroes di David Bowie, dedicandola alle donne e agli uomini che ora dopo ora trasformano professionalità e dedizione nell’ancora di salvezza nazionale nel tentativo di arginare l’epidemia da Corona Virus.
Luca suona e canta, Marco riprende con il cellulare, io seguo in casa al computer, l’Antonio di sotto ascolta seduto al sole, Spillo, il suo vecchio barboncino bianco a quanto pare ha superato gli acciacchi degli ultimi tempi, Gatto e Gattino sembra non trovino più il modo di ringraziarci per averli portati a vivere qui. E Agata, la gattina di Marco, scavalca il divisorio e viene a sgraffignare le crocchette da noi.

Ciao, abbiamo tante letture e tante canzoni da mettere in circolo.

Un grazie a Marco.

“Bella”, one word is enough

Testo, foto e traduzione in inglese di Luca Bartolommei

Gli Stati Uniti sono il secondo Paese che, ci informano le statistiche wordpress, contatta quotidianamente il blog Donne della realtà di cui sono la responsabile e coordinatrice. Seguono il Canada, il Regno Unito, l’Irlanda, tutti i Paesi europei e l’America Latina, perché come sapete il blog  ha un’intera sezione dedicata ai contenuti in lingua spagnola. Ho chiesto a Luca Bartolommei , che ringrazio, di tradurre in inglese i nostri migliori contributi su Milano, la sua storia e le sue canzoni che abbiamo realizzato insieme in questi anni. Noi vogliamo, lo desideriamo, mantenere vivo il nostro legame con il mondo: il web (il “vasto mondo”) è appunto questo. E, liberata da parole negative e fuorvianti, la Rete è la grande risorsa a nostra disposizione per evitare l’isolamento e il pregiudizi, specie di in queste settimane di allarme Corona Virus. Non potevano che iniziare con l’articolo scritto da Luca sulla sua esperienza di busker sotto le guglie del Duomo. (Paola Ciccioli)

I shot this picture with my phone last september 1st. In a while, light had changed and Duomo looked no longer golden. I’ve caught the moment. I have chosen this photo as cover of my Facebook page “Palcoscenico Milano” where I post pics, videos and other stuff about my going-around-busking-by-myself tour in Milano (https://www.facebook.com/Luca-Bartolommei-Palcoscenico-Milano-440509793146462)

From time to time I pick up my travel guitar and my small mobile PA and go busking in the streets of Milano. I mostly play and sing milanese traditional songs of the 40’s and 50’s, my wife Paola named this project Milano on Stage. Then, Milano itself becomes a huge scene where I can tell to passers-by tales about characters, situations, stories, locations, vices and virtues of the town. Busking, by the way, is something unique in terms of my personal experience, and is really rewarding, it’s something new, and it’s not granted, even after a lifetime spent with and in music. Continua a leggere

Mare e monti, la lunga estate del ’68 (con sorella)

di Luca Bartolommei

Dedicato a Loredana Morelli che ha giustamente fatto notare nel Gruppo FB Donne della realtà come in questi giorni di allarme Corona Virus, e non solo, leggere qualche racconto, magari inaspettato, possa fare piacere.

Agosto 1968. Nonni e nipoti nel giardino della casa di Pinzolo. Foto di Giuseppe Bartolommei

L’estate del 1968 è arrivata tranquilla come le altre, così come le vacanze, solo che pochi mesi prima, a gennaio, è arrivata in famiglia una bambina, Laura, quindi questa volta in villeggiatura saremmo andati in sette. L’arrivo della sorella non ha turbato più di tanto mio fratello Jacopo e me, i nonni erano contenti, i genitori pure.

Quell’anno dopo l’usato mare marchigiano di Fano saremmo andati in montagna in Trentino, Val Rendena, a Pinzolo. La novità mi riempiva di gioia, in quanto, confesso, i boschi e le montagne mi sono sempre piaciuti tantissimo, forse più del mare. E poi i bambini piccoli hanno proprio bisogno di quell’arietta fine e di quelle temperaturine alpine… Continua a leggere