Anche il giornalismo aspetta la sua ripartenza

Testo e foto di Paola Ciccioli

La partigiana e prima donna ministra della Repubblica italiana, Tina Anselmi, in una foto scattata da Paola Ciccioli durante l’incontro online con 83 partecipanti, organizzato giovedì 23 aprile dalla Casa della Cultura di Milano per parlare dei libri di Pier Luigi Vercesi (“La notte in cui Mussolini perse la testa”, Neri Pozza) e di Daniele Biacchessi (“L’Italia liberata”, Jaca Book). Quest’ultimo ha fatto ascoltare anche una parte dell’intervista da lui registrata al telefono quando già Tina Anselmi si era ritirata a Castelfranco Veneto dove è morta il 1° novembre 2016 all’età di 89 anni

«Facciamo prima un punto sulla realtà. Sono trent’anni che il Paese non è governato: accorgerci ora che abbiamo cinquemila letti in terapia intensiva quando la Germania ne ha 28 mila, scoprire che le carceri sono in subbuglio e che è possibile scappare sui tetti, ammettere adesso che andavano costruite altre strutture perché i detenuti potessero vivere in condizioni almeno vivibili; è il conto che stiamo pagando per essere stati distratti, per non aver preteso una guida vera».

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Il Grande Fiume e la bella fuggitiva

Testo e traduzione di Luca Bartolommei

Tra poco, alle ore 19, canterò in diretta Facebook la canzone che vi racconto qui. Chi vuole ascoltarla si può collegare alla mia pagina o al mio canale YouTube.

Johnny Cash nella stanza di un motel, ritratto da Don Hunstein nel 1958 . http://www.morrisonhotelgallery.com

Oggi sul lago e tutt’intorno c’è una bella nebbia, nuvole basse che impediscono di vedere le montagne di fronte a noi e anche l’acqua.
Clima ideale per sognare di muoversi da qui, di viaggiare, tanto più in queste giornate di quasi immobilità forzata, per la quale in ogni caso io non soffro molto. Chissà, forse avevo bisogno di fermarmi, anche a lungo.
La musica, e che altro poteva essere, mi viene in aiuto e mi fa venire in mente un viaggio, una specie di viaggio lungo un fiume, il “grande fiume”. Attenzione, mica quello di Giovannino Guareschi, mica il Po di don Camillo e Peppone (qui sì che la nebbia è parte integrante dell’ambientazione) che con un viaggetto di poco più di seicento chilometri sei già finito in mare, no, no, qui parliamo di migliaia di chilometri, meglio, di miglia, scusate il calembourContinua a leggere

“Considero valore tutte le ferite”

Testo e foto di Gabriella Cabrini – diario dall’ospedale di Cremona
«Sono NEGATIVA al virus». La carissima Gabriella Cabrini ha informato così della sua guarigione le amiche e gli amici (reali, virtuali o comunque diventati familiari grazie al colloquio quotidiano su Facebook). Noi siamo felicissim* per lei e ci congratuliamo anche per il modo con cui Gabriella ha affrontato la malattia, la degenza, i momenti di sconforto e le dimissioni dall’ospedale per continuare le terapie nell’isolamento domestico e con l’amorevole vicinanza del marito. Continuiamo a scorrere insieme la sua testimonianza social dalla malattia, ricordando che la pubblicazione avviene all’incontrario: cioè dal ritorno a casa e giù giù fino alla sofferenza della febbre altissima, del ricovero, della diagnosi.

Abbiamo chiesto a Gabriella Cabrini di raccontarci anche delle foto che è riuscita a scattare con il cellulare durante il ricovero ospedaliero: «Dalla finestra della camera in chirurgia al terzo piano vedevo la Chiesa di San Sigismondo con il monastero delle monache domenicane in clausura»

Undicesimo risveglio in stanza. 22° giorno dall’inizio della febbre.

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Vivono nella nostra memoria/They live in our memory

I canali di comunicazione di Donne della realtà hanno aderito così all’appello dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che ha invitato istituzioni e cittadini a esporre il tricolore a mezz’asta e a osservare, oggi a mezzogiorno, un minuto di silenzio per ricordare chi è morto a causa dell’epidemia da Corona Virus.

This is how Donne della realtà’s communication channels joined Anci’s (National italian municipalities association) plea which invited institutions and citizens to fly the flag at half mast today at noon and to honour with a minute’s silence the victims of Corona Virus.

 

Il video è stato girato da Paola Ciccioli dal balcone della casa di Bellano, sul lago di Como, da cui quasi giornalmente si collega per parlare di libri. Queste letture ai tempi della pandemia sono condivise su Facebook e sul canale YouTube Paola Ciccioli – Incontri.

Clip taken by Paola Ciccioli in Bellano, lake Como, from that balcony where she almost daily does her literature-related video readings. These readings during epidemics are shared on her Facebook page and on Paola Ciccioli – Incontri YouTube channel.

Traduzione in inglese di Luca Bartolommei

“Resta poco della notte, perché il sole sta già inondando l’orizzonte”

di Gabriella Cabrinidiario dall’ospedale di Cremona

«Buongiorno.
Un altro giorno è trascorso in casa in attesa di altri giorni che verranno e passeranno. La stanchezza in certi momenti sembra voglia dimenticarsi di me lasciandomi un po’ di forza per iniziare a fare piccole cose, poi si ripresenta ma nel frattempo ho la soddisfazione di aver fatto dei passi in più». Di mattina presto, oggi Gabriella Cabrini ha saluto così dalla sua pagina Facebook le tantissime persone che la seguono e le offrono incoraggiamento e affetto in questa fase di terapie a domicilio dopo il ricovero all’ospedale di Cremona per il contagio da Corona Virus. Continuiamo a pubblicare “a ritroso” il suo diario di sofferenza e resilienza. (p.c).

Dodicesimo risveglio in stanza. 23º giorno dall’inizio della febbre.

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Favole al balcone

di Gianni Rodari*

Al mercato di Gavirate capitano certi ometti che vendono di tutto, e più bravi di loro a vendere non si sa dove andarli a trovare.

Un venerdì capitò un ometto che vendeva strane cose: il Monte Bianco, l’Oceano Indiano, i mari della Luna, e aveva una magnifica parlantina, e dopo un’ora gli era rimasta solo la città di Stoccolma.

La comprò un barbiere, in cambio di un taglio di capelli con frizione. Il barbiere inchiodò tra due specchi il certificato che diceva: Proprietario della città di Stoccolma, e lo mostrava orgoglioso ai clienti, rispondendo a tutte le loro domande.

– È una città della Svezia, anzi è la capitale.

– Ha quasi un milione di abitanti, e naturalmente sono tutti miei.

– C’è anche il mare, si capisce, ma non so chi sia il proprietario.

Il barbiere, un poco alla volta, mise da parte i soldi, e l’anno scorso andò in Svezia a visitare la sua proprietà. La città di Stoccolma gli parve meravigliosa, e gli svedesi gentilissimi. Loro non capivano una parola di quello che diceva lui, e lui non capiva mezza parola di quello che gli rispondevano.

– Sono il padrone della città, lo sapete o no? Ve l’hanno fatto, il comunicato?

Gli svedesi sorridevano e dicevano di sì, perché non capivano ma erano gentili, e il barbiere si fregava le mani tutto contento:

– Una città simile per un taglio di capelli e una frizione! L’ho proprio pagata a buon mercato.

E invece si sbagliava, e l’aveva pagata troppo. Perché ogni bambino che viene in questo mondo, il mondo intero è tutto suo, e non deve pagarlo neanche un soldo, deve soltanto rimboccarsi le maniche, allungare le mani e prenderselo.

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Gabriella, l’ospedale da campo della Samaritan’s Purse e il canto degli uccelli

Testo e immagini di Gabriella Cabrinidiario giornaliero dall’ospedale di Cremona

«Buongiorno.
Anche oggi è un giorno nuovo in più rispetto a ieri e la distanza dal 6 aprile (quando dovrò fare controlli radiografici, analisi e tamponi) diminuisce. Aspetto che la stanchezza piano piano passi e ne approfitto per cercare di imparare da ciò che sto vivendo». Queste sono le parole che Gabriella Cabrini ha scelto questa mattina per salutare le sue amiche e i suoi amici Facebook e noi con loro. Mentre lei da casa continua le terapie contro il Corona Virus, noi continuiamo con il suo consenso a pubblicare il diario della malattia che ha condiviso grazie al cellulare dall’ospedale di Cremona. Un racconto dalla sofferenza e dalla speranza che sul nostro blog abbiamo scelto di proporre all’incontrario, cioè dalle dimissioni al momento del ricovero. Auguri di cuore a Gabriella e a tutte le persone malate. (p.c.)

«L’ospedale da campo donato dalla Ong Usa Samaritan’s Purse con 60 posti e 8 in rianimazione, entrato in funzione 72 ore dopo l’inizio dei lavori. L’ho fotografato dalla finestra della mia camera al terzo piano in Chirurgia specialistica»

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A Bergamo e al suo “sentimento civile”

di Paola Ciccioli*

«A Bergamo s’arrivò in un treno gremito, tutte persone indaffarate con le loro borse. Ci ritrovammo in folla alla funicolare della Città Alta. Le impressioni meccaniche della vita quotidiana, le officine della pianura lombarda, il movimento di Milano di cui eravamo ancora una lontana vibrazione, occupava i nostri pensieri; ma bastò che si scendesse tutti alla piazza del Mercato delle Scarpe, e si entrasse nell’aria della città medievale, perché tutto questo svanisse d’incanto; ognuno si trovò quasi in una remota abitudine, in una vita lenta e addolcita; le ore di tutte le chiese parvero lunghe; tutto quello che avevamo lasciato di ansie e affari alle nostre spalle sembrò il fatto d’una vita doppia e d’un atteggiamento» (Corrado Alvaro, Itinerario Italiano).

*Le parole curano e guariscono: oggi le dedichiamo alla città che più di altre piange le vittime dell’epidemia da Corona Virus. Grazie a Luca Bartolommei per la registrazione del video, anticipato questa mattina sui nostri canali Facebook.

A Manhattan nella cattedrale del consumo

Testo e foto di Alessandro Mongili – da New York

Lo sguardo di un sociologo dentro l’Oculus del World Trade Center Transportion Hub di Manhattan, progettato (non senza accese polemiche) dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava nei luoghi devastati dall’attacco alle torri gemelle l’11 settembre del 2001.

Alessandro Mongili è professore di Sociologia generale presso la Scuola di Psicologia e di Processi di modernizzazione e tecnoscienza alla Scuola di Scienze umane dell’università di Padova. In questi giorni si trova a New Orleans, negli Stati Uniti, per il “4S”, il “mostruoso” (la definizione è sua) convegno annuale della Società per gli studi sociali della scienza. Prima di arrivare nella città della Louisiana, però, ha fatto tappa a New York e in questo post, prima pubblicato sulla sua pagina Facebook, racconta la sua prima volta lì in compagnia, tra gli altri, di due donne che chi frequenta questo blog conosce: Annalisa Mongili e Paola Ciccioli. Buona lettura, seguire Alessandro nei viaggi di lavoro e di ricerca intorno al mondo è sempre una scoperta.

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“Apipiradore de paràulas”, Nanni Falconi e la poesia

di Nanni Falconi*

Apipiradore de paràulas,
ammuntono rimas
che andàinas de bide americana.
Fraigadore de muros bìdrinos,
trasparentes a sas ogradas,
bos sperro s’ànima
in perras de turmentos.
Abe busigadora de frores
acàbido netare de emotziones
pro tzapulare sas bestimentas
stratzuladas bostras
che unu mastru de pannu àbile e pretzisu.
Magma bombitadu
dae sas intragnas de sa terra.
Bardaneri de beridades,
colo in mesu a sos pecos
apedrende sa linfa mia in roca.

“Sa pintura est de Francesca Salis, e la podides mirare in Aristanis su 30 de Austu”, scrive lo stesso Nanni Falconi sulla sua pagina Facebook. Chi può, vada dunque ad ascoltarlo il 30 agosto a Oristano dov’è in programma una lettura alla quale parteciperà anche la pittrice Francesca Salis. La poesia che qui proponiamo in sardo e nella traduzione in italiano è stata segnalata da Maria Elena Sini ed è tratta dal libro ‘Su grodde bos at a contare de me’ (La volpe vi racconterà di me). https://www.facebook.com/nanni.falconi

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«Donne che volete fare politica attente al nemico numero uno: la svalutazione»

Le donne entrate in Parlamento sono almeno 219 alla Camera e 106 al Senato, intorno al 35 per cento, secondo le proiezioni di Openpolis. «Si accentua quella dinamica che già si era evidenziata nella precedente legislatura, più donne, più giovani», scrive oggi sul quotidiano La Stampa Linda Laura Sabbadini. E le sue parole ci danno l’opportunità di cominciare a pubblicare una serie di riflessioni e testimonianze che abbiamo messo assieme, prima delle elezioni del 4 marzo, grazie all’input di Donatella Martini Ciampella, presidente dell’Associazione DonneInQuota, che monitora la presenza femminile in politica e da tempo si impegna in azioni concrete per l’equa rappresentanza di genere. Partiamo con una illustre sconfitta: Sara Valmaggi, Pd, che dalla vice presidenza del Consiglio regionale della Lombardia ha tentato il salto verso Roma e la Camera dei deputati, senza però riuscirci. «Bisogna saper perdere, e io ho perso. Non posso nascondere quanto sia difficile accettare una sconfitta, per me e per il mio partito. Mi rimane l’orgoglio di averci provato e di averci messo la faccia», ha scritto su Facebook, aggiornando il proprio profilo con una foto, quella qui sotto, che sa di dolceamaro riposo in vista di un nuovo obiettivo.

di Paola Ciccioli, con Donatella Martini Ciampella

«Sara sei in vacanza?» chiede un’amica su Facebook a Sara Valmaggi che, dopo la sconfitta alle elezioni del 4 marzo, ha aggiornato con questa foto il proprio profilo. «Non ancora, sto “sbaraccando” l’ufficio», la risposta della ex vice presidente del Consiglio regionale della Lombardia che si era candidata alla Camera nel collegio uninominale di Bresso, Milano e Sesto San Giovanni (https://www.saravalmaggi.it/)

«La modifica della legge elettorale che introduce la doppia preferenza di genere è un voto che premia anni di impegno convinto per la parità di genere e per favorire l’accesso delle donne nelle assemblee legislative».

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Patrizia e le sue borse inimitabili all’aroma di caffè

di Maria Elena Sini

Maria Elena Sini ci racconta oggi un’altra bellissima storia che ha per protagonista una donna ricca di talento, immaginazione e creatività. Parliamo di Patrizia Pigò, insegnante di Scienze motorie di Alghero, capace di trasformare in oggetti unici materiali molto diversi, a cominciare dalle buste del caffè che lei cuce per farne delle borse, come questa fotografata per “Donne della realtà” dalla nostra amica blogger

Metti una giornata di maestrale in spiaggia quando il sole improvvisamente si copre e scompare, il vento muove la superficie del mare, le onde impetuose si infrangono a riva, nuvole scure dipingono il cielo di grigio e poi un lampo accecante fende il cielo come una lama dorata che si spegne nel profondo del verde e dell’azzurro.

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«Attendo il prossimo libro!»

di Michela Sinibaldi

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Michela Sinibaldi ha scritto a donnedellarealta@gmail.com per chiedere una copia del libro di Mariagrazia Sinibaldi. «Non sono parente dell’autrice, abbiamo in comune solo il cognome. La sorella di mio padre mi ha iscritta tempo fa su Facebook al gruppo “I Sinibaldi” ed un giorno per caso ho letto il post della signora Mariagrazia che annunciava la pubblicazione del libro, così ho chiesto il titolo e tramite il link ho trovato le info x acquistarlo»

Buongiorno Paola, eccomi qui!

“È come vivere ancora” mi è piaciuto, era chiaro fin dalle prime pagine che non avrebbe raccontato una storia dall’inizio alla fine, ma che era un viaggio attraverso i ricordi della protagonista.

L’ho trovato semplice, in alcuni passaggi divertente ed in altri un po’ triste ma alquanto reale (come quando la Vecchiottina dimentica l’indirizzo o trascorre l’intera giornata in giro per la denuncia della borsa) perché mi fa pensare allo scorrere inesorabile del tempo.

Quello che ho apprezzato di più è stato indubbiamente il narrare i suoi ricordi legati all’infanzia, in alcuni ho ripescato i miei di ricordi e, se pur con anni di differenza, li ho trovati molto simili.

Attendo il prossimo libro!

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«Cara signora Vecchiottina, non riuscirò mai a eguagliare la sua cocciutaggine»

di Eliana Ribes*

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Eliana Ribes e il marito Silvano Fazi nella Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata dove, il 6 dicembre scorso, hanno presentato il loro libro in dialetto “Per quanti fjuri caccia ‘m prate”. Basato sulle lettere che il nonno di Eliana inviava alla giovane moglie dal fronte della prima guerra mondiale, il libro verrà presentato domenica 18 dicembre alle ore 17 anche nel Teatro comunale di Urbisaglia (Mc).

Cara signora Mariagrazia,

con quanta grazia e leggerezza è passata per il mondo, ma anche con quanta forza e determinazione! L’amore per la vita, l’entusiasmo di fronte alle cose belle, la tenerezza dei sentimenti traspare da tutti i suoi ricordi e dalla realtà presente.

Con tutta sincerità le dico che ho provato un po’ di invidia per tutto l’affetto e le attenzioni che le sono state riservate nell’infanzia, per tutte le cose belle di cui ha goduto durante l’adolescenza e la gioventù, ancor di più per la complicità che riceveva da tutte le donne di casa, addirittura dalla mamma, così aperta e intelligente da capire che i sensi di colpa generano solo insicurezza e frustrazione.

In queste fasi la nostra vita è stata nettamente diversa perché nei paesini delle Marche la vita era tanto più modesta, i genitori più disattenti perché dovevano “tirare a campare” per tutte le lunghe ore della giornata, la mentalità più ristretta, soprattutto nei confronti delle figlie femmine, sempre con l’attenzione rivolta a quello che la gente poteva dire o pensare.

Io ho diciotto anni meno di lei ma ricordo le passeggiate in macchina dei fidanzati con la madre seduta sul sedile posteriore; addirittura al camposanto mi è capitato di vedere i fidanzati avanti con la madre che camminava alcuni passi indietro. Io e il mio ragazzo, per fortuna, avevamo solo la Vespa, e nessun altro poteva salirci, tutto il percorso si svolgeva “allo scoperto”!

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«Che voglia di aprire anch’io gli scatoloni dei ricordi»

di Donatella Cividini*

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Donatella Cividini durante un viaggio a Budapest (novembre 2016)

Ciao Mariagrazia! Non ho resistito: appena ho ricevuto il tuo libro ho iniziato subito a leggerlo. È stato un bellissimo regalo. Ho approfittato di ogni momento libero nella mia incasinata quotidianità, scordandomi pure di scendere alla fermata giusta del bus che avevo preso per recarmi al lavoro (stavo leggendo il racconto della mortadella coi pistacchi). È un libro frizzante, spiritoso ed a tratti molto emozionante ma soprattutto è un libro VERO: la generosità con la quale ci regali i tuoi ricordi mi ha davvero emozionata e mi ha fatto venire una voglia matta di aprire le mie scatole (in realtà sono “scatoloni”) dei ricordi.

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