«È Sassari»

di Elio Vittorini

Sarà dedicata ad Elio Vittorini la puntata del 16 dicembre 2019 del ciclo L’altro ‘900, programma di Rai Cultura sulle scrittrici e gli scrittori che hanno segnato la Letteratura italiana del secolo breve. In onda su Rai 5, l’approfondimento è firmato da Isabella Donfrancesco con Alessandra Urbani per la regia di Laura Vitali e Diego Magini. Cogliamo l’occasione per pubblicare quel che l’intellettuale di Siracusa (per nascita) e di Milano (per scelta) scrisse su Sassari in Sardegna quasi sognata, diario di un viaggio emozionante che Vittorini fece nel 1932 e che pubblicò soltanto vent’anni dopo. Dedichiamo le sue parole alla viaggiatrice per antonomasia del nostro blog, Maria Elena Sini, perché Sassari è la sua città.

Un’immagine della tradizionale “Cavalcata sarda” di Sassari la cui prossima edizione si terrà domenica 17 maggio 2020 (foto da https://www.sardegnaospitale.it/eventi/5-cavalcata-sarda-a-saassari.html?date=2018-05-20-09-00)

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A Pompei le donne non potevano vedere gli affreschi erotici, ma Marguerite Duras violò il divieto

di Demetrio Vittorini

Per “I grandi autori del Novecento”, Demetrio Vittorini parla di “Elio”a LaFilanda di Mendrisio, in Svizzera. Dal suo libro Un padre e un figlio. Biografia famigliare di Elio Vittorini, Paola Ciccioli ha estratto le pagine su un bel viaggio in macchina da Bocca di Magra fino a Paestum, compiuto da Elio e Demetrio Vittorini in compagnia di (tra gli altri) Marguerite Duras, il suo compagno Dionys Mascolo e Sonia Blair, vedova di George Orwell.

L’appuntamento è per domani, domenica 3 novembre, nella biblioteca LaFilanda di Mendrisio (ore 17,30).

In questa foto in cornice sullo scaffale di una libreria sono ritratti i genitori di Demetrio Vittorini: Rosa Quasimodo ed Elio Vittorini, immortalati nel 1929 a Imperia da Salvatore Quasimodo, fratello della signora Rosa. Questo scatto è stato fatto da Paola Ciccioli nella casa di Lugano del professor Vittorini, scrittore e traduttore lui stesso, studi ad Oxford e docente di italiano in varie università del mondo. Il suo “Un padre e un figlio. Biografia famigliare di Elio Vittorini” è stato pubblicato nel 2000 da Salvioni arti grafiche edizioni

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«Noi, bambini d’anteguerra, ci sentivamo i padroni della strada»

di Alba Tiberto Beluffi*

La Milano Pop di Italian Code, con i tram che continuano a sferragliare nella città in trasformazione, è in mostra nella libreria Mondadori di piazza Duomo fino al 2 settembre (https://www.agi.it/blog-italia/punta-di-pennello/tram_milano_arte-4167120/post/2018-07-17/)

Della mia infanzia voglio ricordare la via dove abitavo in una villetta, Via Catalani, una strada profumata da un gigantesco glicine che si arrampicava con garbo e con eleganza ai cancelli di una villa. La Via Catalani è praticamente tagliata in due da Via Porpora, un’arteria dove allora passava il tram N. 3 che portava diritto sotto le guglie del Duomo nel suo lato più suggestivo, l’abside. All’angolo fra Via Catalani e via Porpora c’è un edificio di notevoli proporzioni, una grande villa, che quasi chiudeva la serie di villette piccole e aggraziate che rendevano particolarmente attraente il tratto di via Catalani dove abitavo. In questo edificio abitava la famiglia Omodeo con cui molto tempo dopo mi sarei imparentata. Gli Omodei nostri coetanei erano tre fratelli il maggiore dei quali portava il nome dello zio, Adolfo, stretto e stimatissimo collaboratore e allievo di Benedetto Croce, di cui ho appreso il pensiero e la filosofia nei tempi dell’Università.

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Quella notte a Siracusa: madre e figlio in carrozzella dai Vittorini

Testimonianza di Alessandro Quasimodo

raccolta da Paola Ciccioli

L’attore e regista Alessandro Quasimodo festeggia oggi, 22 maggio, il suo compleanno. In questa bellissima immagine è un bambino biondo in braccio alla mamma Maria Cumani alla quale è stato sempre molto vicino, specie nel difficile momento in cui la danzatrice e poetessa decise di separarsi dal marito, il poeta Salvatore Quasimodo (foto da https://www.facebook.com/mariacumani/?fref=ts)

Gennaio, le 11 di sera. Freddo e buio. Mamma e io siamo su una carrozzella che avrebbe dovuto portarci a casa Vittorini. E invece ci troviamo di fronte al cancello del Parco archeologico. «Lei ha detto l’orecchio di Dionìsio». «No, no: Riviera di Dionìsio il Grande, le avevo chiesto di portarci al numero 82 di Riviera Dionìsio il Grande». Mia madre protestava con il conducente: «ma si immagini se lascio qui mio figlio. E dove lo faccio dormire?». In effetti, il percorso in carrozzella dalla stazione era stato piuttosto lungo, e anch’io mi ero chiesto come mai così tanta strada.

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Poesia nel mondo offeso

di Vivian Lamarque

POESIA ILLEGITTIMA

Stellina, ma perché piangi…? Orazio

Vivian Lamarque durante la lettura nella Libreria del Mondo Offeso a sostegno di Emergency

Vivian Lamarque durante la lettura nella Libreria del Mondo Offeso a sostegno di Emergency

Quella sera che ho fatto l’amore

mentale con te

non sono stata prudente

dopo un po’ mi si è gonfiata la mente

sappi che due notti fa

con dolorose doglie

mi è nata una poesia illegittimamente

porterà solo il mio nome

ma ha la tua aria straniera ti somiglia

mentre non sospetti niente di niente

sappi che ti è nata una figlia.

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«La mia aspirazione più forte era il teatro, ma i parenti avevano altre idee»

di Iole Vittorini*

Iole Vittorini, a destra, con Laura Lombardo

Iole Vittorini, a destra, con Laura Lombardo

Mio padre era intanto diventato direttore artistico del dopolavoro ferroviario, con l’incarico di formare una filodrammatica. Era l’8 ottobre del 1927 ed Elio era sposato con Rosina dal 10 settembre.

La sede si trovava in piazza S. Lucia, nell’omonimo quartiere dove sorge la chiesa romanica della santa.

Il dopolavoro era fornito di un confortevole Caffè e da una sala da gioco. Il teatro, un vecchio cinema inutilizzato, godeva di una vasta platea e di comodi camerini.

Assunta con molto piacere la carica di direttore artistico, mio padre s’immerse nella organizzazione della filodrammatica, lavorando intensamente alla scelta dei testi che si dovevano rappresentare Continua a leggere

«Amo di più le tue rughe, che lo splendore della giovinezza»

di Paola Ciccioli

«Amo di più le tue rughe…». Scriveva così, nel VI secolo, il poeta Paolo Silenziario. E non potevo non scegliere i suoi versi per tentare di raccontare il recital sulla vecchiaia nella poesia di tutti i tempi, ideato insieme con Alessandro Quasimodo. Ci prepariamo ad andare in scena domenica 15 luglio, al tramonto, al teatro romano di Urbisaglia, nelle Marche Continua a leggere