“The Night Watch”, la sua luce è musica

di Luca Bartolommei

Al Rijksmuseum di Amsterdam andrà avanti per tutto il 2020 l’avveniristico restauro del più importante e celebre dipinto olandese, La Ronda di notte di Rembrandt. Sotto il nome Operation Night Watch, il restauro può essere seguito all’interno del museo, dove la preziosa tela non è stata rimossa bensì protetta da una “stanza” di vetro dentro la quale gli esperti eseguono il loro delicato lavoro sotto gli occhi di scolaresche, appassionati, turisti.  Ma, essendo il capolavoro di Rembradt un «patrimonio di tutti», chiunque nel mondo collegandosi con il sito del Rijksmuseum può seguire online le varie fasi del “restyling”. Luca Bartolommei ci racconta le emozioni che ha provato di fronte a questo dipinto che ha speciali connessioni con il rock progressivo.

Nello “Year of Rembrandt”, programma di eventi che si è sviluppato nel corso del 2019 dedicato a Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669), un omaggio, anche in musica, a una delle sue opere più celebri. (Foto http://www.cultorweb.com)

De compagnie van kapitein Frans Banning Cocq en luitenant Willem van Ruytenburgh maakt zich gereed om uit te marcheren: ecco il titolo originale dell’opera di Rembrandt meglio conosciuta come De Nachtwacht, la Ronda di notte.

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Sabati “blues”

a cura di Luca Bartolommei

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The 12 Archetypes or The 12 Faces Of Humankind (I dodici archetipi o i dodici volti dell’umanità). Tammo de Jongh (1967). Copertina del secondo LP dei King Crimson, In the Wake of Poseidon

BOOK OF SATURDAY

If I only could deceive you
Forgetting the game
Every time I try to leave you
You laugh just the same

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“Book of Saturday”, la canzone per parlare a lei

di Luca Bartolommei

"Lark’s Tongues in Aspic" è un album dei King Crimson del 1973. Questo post di Luca Bartolommei era pronto da tempo ma oggi la pubblicazione si è imposta con la notizia che il gruppo britannico che ha fatto la storia del progressive rock sarà in Italia in autunno.

“Lark’s Tongues in Aspic” è un album dei King Crimson del 1973. Questo post di Luca Bartolommei era pronto da tempo ma oggi la pubblicazione si è imposta con la notizia che il gruppo britannico che ha fatto la storia del progressive rock sarà in Italia in autunno (p.c.)

Quante volte abbiamo dedicato una canzone a qualcuno? A volte lo abbiamo fatto palesemente, in diretta, a volte senza farci riconoscere, a volte lo abbiamo fatto soli, nella nostra stanza, senza nemmeno che il destinatario/la destinataria lo sapesse. Uomo o donna, amico o amica, possibile relazione, amore consolidato o storia senza speranza, era un’esigenza nostra, nient’altro era importante, solo dedicargliela. Qualche volta, gliel’abbiamo fatta ascoltare.

In genere non mi piace descrivere i miei sentimenti o le mie sensazioni con le parole di altri, preferisco le mie. Preferisco sbagliare da solo. Preferisco giocare vincente un cavallo che mi piace, anche se poi arriverà ultimo, piuttosto che affidarmi alla “dritta” di un altro. Stupido due volte: una perché il cavallo è rimasto al palo, comunque ultimo, due perché non ho ragionato con la mia testa.

Quella volta, invece, mi è tornata in mente una canzone complessa, non complicata, complessa, e ho deciso che valeva la pena di rischiare, anche tanto.

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“Death seed”, il seme della morte

 

a cura di Luca Bartolommei*

Il testo di questo brano è, purtroppo, sempre attuale anche dopo mezzo secolo dall’uscita dell’album. La pandemia ha già cambiato molte cose intorno e dentro di noi, e i King Crimson non smettono di farci riflettere su ciò di cui avremmo, e avremo, davvero bisogno.

Ecco “il Gigi” di Discovery Dischi nascosto dalla copertina di “In the court of the Crimson King”, nella foto di Andrea Cherchi al banco del suo negozio vicino al Duomo di Milano. Secondo me Schizoid Man sta guardando qualcuno che passa senza mascherina…

21st CENTURY SCHIZOID MAN

Cat’s foot iron claw
Neuro-surgeons scream for more
At paranoia’s poison door.
Twenty first century schizoid man.

Blood rack barbed wire
Politicians’ funeral pyre
Innocents raped with napalm fire
Twenty first century schizoid man.

Death seed blind man’s greed
Poets starving, children bleed
Nothing he’s got he really needs
Twenty first century schizoid man.

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