“Voglio vivere così”, con emozione

di Luca Bartolommei

“Voglio vivere così”: nello scatto di Andrea Cherchi i titoli di testa del film di Mario Mattoli del 1942 con il quale l’Associazione Donne della realtà, grazie alla collaborazione del Mic – Museo Interattivo del Cinema, ha celebrato il 15 novembre la forza gentile delle melodie del “Re” di Milano, Giovanni D’Anzi. Le sue 1.200 canzoni sono state vere e proprie amiche della generazione di donne che ha dovuto affrontare le prove della guerra. Sempre di Andrea Cherchi il video, in fondo al post, in cui Luca Bartolommei e Alessandro Sabina eseguono “La Gagarella del Biffi Scala”, il brano del 1941 intorno al quale l’Associazione ha realizzato il primo numero del suo Giornale: lo si può scaricare da Gumroad nella colonna qui a destra della Home page. Oppure si può richiedere l’edizione cartacea a donnedellarealta@gmail.com

Quelle che seguono sono le mie riflessioni a freddo, ma minga tropp, sulla serata dedicata al maestro Giovanni D’Anzi organizzata dall’Associazione Donne della realtà in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana al Museo Interattivo del Cinema di Milano lo scorso 15 novembre.

Cronaca.

Dico subito che la vera protagonista della serata è stata l’emozione. Continua a leggere

Que viva Gabo!

di Gabriel García Marquez

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“Gabo – Il mondo di García Márquez” è in programma al MIC – Museo interattivo del cinema di Milano per tre domeniche nell’ambito della rassegna “Talenti” Sudamericani (17 marzo – 2 aprile 2017). Premio Nobel per la letteratura, Gabriela Garcia Marquez era nato ad Aracataca, in Colombia, il 6 marzo 1927 (http://mic.cinetecamilano.it/rassegne/talenti-sudamericani/)

Muchos años después, frente al pelotón de fusilamiento, el coronel Aureliano Buendía había de recordar aquella tarde remota en que su padre lo llevó a conocer el hielo. Macondo era entonces una aldea de veinte casas de barro y cañabrava construidas a la orilla de un río de aguas diáfanas que se precipitaban por un lecho de piedras pulidas, blancas y enormes como huevos prehistóricos. El mundo era tan reciente, que muchas cosas carecían de nombre, y para mencionarlas había que señalarlas con el dedo.

(“Cien años de soledad”, Gabriel García Marquez, Debolsillo 2007)

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Cinema: piccolo grande amore

di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli*

Fondazione Cineteca Italiana (1947–2017) festeggia i suoi 70 anni con una serie di inziative, tra le quali un concorso di cortometraggi di produzione nazionale che hanno come soggetto il concetto di tempo. Il concorso si articola in due sezioni: una per cortissimi della durata di 70 secondi, l’altra per corti della durata di 7 minuti. Il modulo di iscrizione deve essere compilato entro e non oltre il 30 luglio 2017 (www.cinetecamilano.it) Immagine dal film “Hugo Cabret” di Martin Scorsese, con un grazie all’ufficio stampa di Fondazione Cineteca Italiana

Le origini della Cineteca italiana affondano negli anni trenta, quando alcuni giovani appassionati di cinema, spesso futuri registi (Luigi e Gianni Comencini, Alberto Lattuada, Luciano Emmer, Luigi Rognoni) si raccolgono intorno a Mario Ferrari, poi scomparso prematuramente, cominciano a salvare vecchie pellicole dal macero e a organizzare proiezioni di film. Queste, dal 1936, diventano pubbliche, in sedi che vanno dal Cineguf presso l’Anteo di via Milazzo a un’ex macelleria nei pressi di via Farini.

Grazie a loro, nel 1940 i milanesi possono vedere per la prima volta La grande illusione di Renoir, inviato clandestinamente da Parigi da Henri Langlois della Cinémathèque Française. Durante la guerra il patrimonio della futura cineteca, che comprende pellicole condannate dal nazismo come L’angelo azzurro, trova rifugio a Vaprio D’Adda, nella cascina di un parente di Lattuada.

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