Nella trasformazione la linfa della bellezza

di Hermann Hesse*

Scritta e da lui stesso illustrata nel 1922 per la cantante mozartiana Ruth Wenger, che sarebbe poi diventata la sua seconda moglie, la “Favola d’amore” rappresenta anche la rinascita come uomo e artista di Hermann Hesse dopo un lungo periodo di silenzio creativo e crisi personale. (La foto è di Paola Ciccioli)

Appena giunto in paradiso Pictor si trovò dinnanzi ad un albero che era insieme uomo e donna. Pictor salutò l’albero con riverenza e chiese: «Sei tu l’albero della vità?». Ma quando, invece dell’albero, volle rispondergli il serpente, egli si voltò e andò oltre. Era tutt’occhi, ogni cosa gli piaceva moltissimo. Sentiva chiaramente di trovarsi nella patria e alla fonte della vita.

E di nuovo vide un albero, che era insieme sole luna.

Pictor chiese: «Sei tu l’albero della vita?».

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Il lato cattivo del bello

di Arianna Ghilardotti*

Un carciofo in fiore nella rielaborazione della copertina del libro del flower artist Mario Nobile, realizzata da Ioris Premoli, autore delle bellissime immagini che illustrano il manuale “Fiori del male” (https://www.ibs.it/fiori-del-male-giardinaggio-decadenza-libro-vari/e/9788866483564)

Harry Potter ha sicuramente riportato in auge la botanica diabolica. Per preparare efficaci pozioni magiche, gli aspiranti maghi creati dalla fantasia di J.K.Rowling devono infatti imparare alla perfezione le arcane proprietà e utilizzare con la dovuta cautela ingredienti potenzialmente micidiali. Dai sette volumi della saga si potrebbe ricavare un trattato di erboristeria magica (o meglio erbologia, come la si insegna alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts): vi sono infatti citate numerose piante velenose e misteriose, da quelle più note anche ai profani, come la belladonna, l’aconito o l’artemisia, ad altre decisamente esotiche come l’algabranchia, lo stridiosporo o la starnutaria. Del resto, le piante velenose sono legione. Alcune di queste piante, come la cicuta o la digitale purpurea, hanno una dignità letteraria che le hanno rese famose, ma uno sguardo un po’ più approfondito alla tossicologia vegetale riserverà sicuramente qualche sorpresa inaspettata, rivelando le inquietanti proprietà di piante e fiori molto comuni.

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