«Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale»

di Eugenio Montale*

La luce e il mare a Monterosso in una foto scattata con il cellulare da Luca Bartolommei il 21 agosto 2017. Il paesaggio ligure ha inciso profondamente nella sensibilità di Eugenio Montale e i sentieri del Parco nazionale Eugenio Montale e delle 5 Terre sono punteggiati da mattonelle con i versi più celebri del poeta genovese, compresi quelli scelti oggi da Paola Ciccioli nella ricorrenza del 36° anniversario della morte del Premio Nobel (http://www.parconazionale5terre.it/)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

e ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

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La tigre Patrizia e le madri che non si piegano per i figli di tutti

di Elisabetta Baccarin

Patrizia moretti

Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi. Ha scritto: «Vedo Federico in ogni giovane che incontro»

è ora che io lo scriva, finalmente, non solo in una mail a colleghi.
non so da dove cominciare, ma comincio dal gelo provato davanti alla questura di ferrara.
ero appena uscita da palazzo diamanti per la mostra di matisse. il giorno prima, sempre a ferrara, pioveva e ho perso il mio nuovo berretto inglese. poi un lampo mi ha fatto ricordare, mentre mi stavano arrivando dei passatelli per cena, che ce l’avevo in mano fino al momento di appoggiarlo per guardare a due mani tutte le moleskine di tutti i colori gli usi le righe i quadretti e le idee. volevo comprarmi un taccuino per appuntare i pensieri che mi nascono per caso e che se non appunto mi scadono. avevo comprato un libro di cui non sapevo l’esistenza. ho fatto 3 volte il giro della libreria, facevo il mio solito gioco dei regali ‘questo su berlinguer andrebbe bene per pinco, questo sulla matematica per pallo, quello per la mia capo, l’altro per la mia collega. e quel libro, quello che ho comprato, era per me.

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10 giugno 1940, ore 17. La sorella di Claretta disse: «Finalmente la guerra»

di Miriam Mafai

10 giugno 1940

Roma, 10 giugno 1940: «Combattenti di terra, di mare e dell’aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d’Italia, dell’impero e del regno d’Albania! Ascoltate!»

La prima a conoscere le parole esatte con cui l’avvenimento sarebbe stato annunciato fu Myriam, la sorella più piccola di Claretta Petacci, l’amante del Duce. Mussolini telefonò alla Camilluccia poco dopo le quattro del pomeriggio del 10 giugno, ma Claretta era uscita con la mamma e così rispose la «cognatina». Fu lei a raccogliere l’indiscrezione. Si limitò a sussurrare nel microfono, con la voce adolescente emozionata: «Finalmente». Continua a leggere

Donne del Sud del Mondo, Cuore di Imprese, Integrazione ed Economia Solidale

19 GENNAIO – 30 MARZO 2012 – Una mostra dedicata alle DONNE del Sud del Mondo e al Commercio Equosolidale

LE DONNE E IL COMMERCIO EQUO SOLIDALE AL CENTRO DI UNA MOSTRA A GENOVA, DAL 19 GENNAIO AL 30 MARZO 2012 PRESSO IL CASTELLO D’ALBERTIS MUSEO DELLE CULTURE DEL MONDO Continua a leggere

Sindaco Vincenzi, lei è inadeguata

di Francesco Merlo

Se il sindaco di Genova Marta Vincenzi avesse ordinato la chiusura delle scuole non ci sarebbero stati quattro morti. Sarebbero salve sia le mamme sia le bambine. Perché dunque la signora non si calma e non riconosce l’errore invece di sostenere che l’allarme della Protezione Civile non doveva essere preso sul serio?
La Vincenzi addirittura dice che dar seguito a quell’allerta sarebbe stato (l’ignobile parola è sua) “terrorismo”. Fare il proprio dovere è terrorismo? Invitare i propri cittadini a “stare a casa perché diluvia” significa spargere il terrore? Tanto più che dopo il nubifragio, davanti ai morti, la Vincenzi ha parlato invece di “tsunami”. Prima ha sottovalutato per incompetenza e poi ha sopravvalutato per discolparsi Continua a leggere

«Grazie Mille!» alle Donne del Risorgimento

Lo spettacolo va in scena il 2 agosto a Genova, piazza San Matteo, Festival in una notte d’estate di Lunaria Teatro – ore 21,15

di Paola Ciccioli

Sono andata alla prova generale e poi, la sera successiva, allo spettacolo al Teatro Villoresi di Monza. Sapevo da tempo che Mario Cei stava lavorando a una pièce sul Risorgimento per i 150 dell’Unità d’Italia. Ma non sapevo che avesse inserito nel testo così tanti nomi (e volti) di donna. Un omaggio e una sottolineatura che mi hanno interessato molto, spingendomi a chiedere ad Alessandro Quasimodo – suo partner nell’atto unico “Grazie Mille!” Continua a leggere