Los justos, i giusti

di Jorge Luis Borges*

LOS JUSTOS

Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.

El que agradece que en la tierra haya música.

El que descubre con placer una etimología.

Dos empleados que en un cafè del Sur juegan un silencioso ajedrez.

El ceramista que premedita un color y una forma.

El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.

Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.

El que acaricia a un animal dormido.

El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.

El que agradece que en la tierra haya Stevenson.

El que prefiere que los otros tengan razón.

Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.

Dammi cinque

«Il piccolo migrante (al momento non si conosce il suo nome) batte cinque con un soccorritore in tuta biana a bordo della nave «Cigala Fulgosi» della Marina Militare. Il piccolo fa parte di un gruppo di migranti salvato il 24 febbraio nel Canale di Sicilia (Reuters)». Fonte http://www.corriere.it

I GIUSTI

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che premedita un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

 

*Questa magnifica poesia di Jorge Luis Borges è tratta dall’antologia “La cifra” (Arnoldo Mondadori Editore, la mia edizione è del 1982) e mi appare perfetta per commentare la foto del soccorritore e del bambino approdato in una nuova vita.

La poesia “I giusti” è – garantito – proprio di Borges, il gigante della cultura argentina al quale l’attuale presidente del Consiglio italiano ha attribuito, erroneamente e scelleratamente, un poema sull’amicizia durante una lectio magistralis all’università di Buenos Aires il 15 febbraio scorso. E tanto basti. (p.c.)

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