“El Aleph” di Borges, un vinile di Cat Stevens e il ritorno da Vigo con frammenti di destino

di Romain Valentino

Gli alfarrabistas stanno risentendo negativamente del massiccio afflusso turistico in Portogallo e in particolare a Porto. Alcuni di questi collezionisti-rivenditori di libri usati sono costretti ad abbandonare le loro caratteristiche attività a causa dell’aumento degli affitti. Spiega l’autore del post Romain Valentino: «I movimenti “O Porto não se vende” e “Habita Porto” sono tra i più impegnati a rendere lo sviluppo turistico realmente un bene a lungo termine per la città e i suoi abitanti». (https://www.facebook.com/portonaosevende/) La foto del post è tratta da https://www.dn.pt/portugal/interior/outra-livraria-ameacada-em-lisboa-ulmeiro-em-risco-de-fechar-5021819.html

Riprendiamo il viaggio in Portogallo con il filosofo musicista Romain Valentino che, in compagnia della sua amica (della quale conosciamo l’iniziale del nome: “L.”), arriva in un alfarrabista di Vigo per poi tornare a Porto con due libri e un universo di ricordi.

L. era, più che una frequentatrice di alfarrabistas, una compratrice compulsiva quasi patologica di libri usati, con conseguenti problemi di spazio in casa, necessità di inventari, e lunghe code di lettura. L. ha amato molto a suo tempo Il favoloso mondo di Amélie, ha adorato passare lunghi pomeriggi a leggere tra gli antichi scaffali parigini della libreria Shakespeare & Co. (di fronte ai famosi bouquinistes di bordo Senna), ha bevuto molte cañas e copas ascoltando rock dal vivo nella molto rock Vigo, della cui età d’oro rimangono i tossicodipendenti sopravvissuti a elemosinare per le strade e i negozi di vinili usati. In uno di questi negozi, un po’ libreria alfarrabista e un po’ mercatino delle pulci, seguii L. durante un giro turistico molto personale della città. Continua a leggere

Il poeta, quel selvaggio che chiacchiera con alberi, uccelli e perfino la gamba del tavolo

di Luca Bernardini*

Luca Bernardini, slavista, insegna alla Statale di Milano. In questa foto dal suo diario Facebook è a un ricevimento nuziale con la traduttrice Valentina Parisi. Oggi, 25 marzo 2017, il prof. Bernardini introduce a Pavia un incontro dedicato a Wislawa Szymborska (http://www.vivipavia.it/)

Nelle città immaginarie che popolano il mondo della letteratura troviamo alcune biblioteche fantastiche, i cui scaffali sono gremiti di volumi pubblicati soltanto nella mente di autori come Roberto Bolaño, Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Tommaso Landolfi, Stanisław Lem, Georges Perec, Raymond Queneau, François Rabelais. Alla storia della letteratura appartengono invece le biblioteche degli scrittori, con le opere che hanno ispirato la stesura di nuovi testi di narrativa o poesia. I casi forse a noi più vicini sono quelli di Alessandro Manzoni, di Giacomo Leopardi, ma ovviamente viene fatto di pensare anche alla biblioteca di Lev Tolstoj a Jasnaja Poljana, o a un Wolfgang Goethe direttore – finanche – di una biblioteca, quella di Weimar, poi intitolata alla duchessa Anna Amalia.

Continua a leggere

Se scegliete Buenos Aires, non fatelo per un moroso (nel senso di uomo)

di Francesca Capelli da Buenos Aires

Francesca Capelli

La giornalista e scrittrice Francesca Capelli (http://www.grandefabbricadelleparole.it/francesca-capelli/#)

Non mi sento un cervello in fuga, nel senso non sono candidata al Nobel e nessuna università statunitense mi ha offerto un budget di milioni di dollari per fare ricerca. Un cervelletto però sì. O forse una gallina. Non ho nessuna storia di sopruso subìto in Italia che mi abbia spinto ad andarmene. Facevo la giornalista freelance, guadagnavo bene (una delle poche, forse perché questa strada l’ho scelta anziché subirla), scrivevo libri per ragazzi, qualche testo teatrale, traducevo romanzi. Poi un giorno ho deciso che tutto questo avrei potuto continuare a farlo altrove. A metà del 2011 ho preso la decisione, mentre una voce dentro di me diceva: «Via via via dall’Italia prima possibile». Gli eventi dei mesi successivi mi hanno convinto che quella vocetta aveva ragione. Mi sono trasferita in una città che amavo e dove mi sono sempre sentita a casa, Buenos Aires. Vivo qui dall’inizio del 2012. Perché Buenos Aires? Continua a leggere