Gli Stati Uniti, tre romanzi e la forza generatrice delle migrazioni

di Carla Bielli

Tre bei romanzi: “Keyla la rossa”, “Middlesex”, “Sognando la luna”. Li elenco

La demografa Carla Bielli con il suo ebook reader con cui ha felicemente sostituito i libri di carta. Senese di origine, abita da molto tempo a Roma e anima, insieme con Maria Luisa Marolda, il gruppo “Il vizio di leggere”

in ordine alfabetico: è anche l’ordine nel quale li ho letti, senza soste, molto rapidamente, segno che li ho trovati avvincenti. Isaac Bashevis Singer, Jeffrey Eugenides, Michael Chabon, tre autori, il primo è un premio Nobel, gli altri due premi Pulitzer. Tutti e tre sono portatori di esperienze migratorie: Singer è un immigrato, Eugenides e Chabon sono figli e/o nipoti di immigrati.  Nei tre romanzi vengono narrate storie di migrazioni; ecco il motivo per il quale, oltre all’intrinseco piacere della lettura, vi scopro una specie di “valore aggiunto”: un invito a riflettere su effetti e conseguenze delle esperienze migratorie, all’inizio del secolo scorso, da una parte nelle storie di vita dei personaggi (a loro volta migranti essi stessi, o nati da genitori migranti), dall’altra nella società americana.

Approdare negli States significava per molti, come per i migranti qui narrati, raggiungere un rifugio, scampare alla miseria nel migliore dei casi, molto spesso sopravvivere a una qualche forma di persecuzione.

Ma andiamo per ordine. Una breve presentazione di trame e personaggi, prima di tornare alle considerazioni accennate.

Keyla la rossa (Adelphi). Protagonista, fin dal titolo è una prostituta. Il clima narrativo è colorato e cupo nello stesso tempo. Prima Varsavia, ghetto ebraico, descritta con tinte e sapori dell’epoca, poi New York tra persone appena arrivate, idiomi originari e un inglese incomprensibile, povertà ma libertà.

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‘A mundana

di Antonio de Curtis – Totò

Napoli, 5 aprile 2017. Elena Anticoli de Curtis mostra la laurea in Discipline dello spettacolo che l’Università di Napoli Federico II ha conferito post mortem al nonno Totò. È stato Renzo Arbore a proporre all’ateneo di onorare la memoria dell’attore e poeta con questo riconoscimento perché, ha detto, «ha cavalcato tutte le sfaccettature della recitazione e dell’umorismo» (http://www.ansa.it/)

“Cammina, su, non fare resistenza!”

diceva ‘o brigadiere, e ‘a strascenava.

“Sta storia adda fernì, è un’indecenza!”.

“Chi sa c’ha fatto”- ‘a ggente se spiava.

“C’ha fatto?” – rispunnette nu signore.

“È na povera ddia… è na mundana”.

“E ‘a porteno accussì? Gesù, che core!” –

murmuliaie Nannina ” ‘a parulana “.

“Lassateme… nun aggio fatto niente!”.

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Pari opportunità e orrori mediatici da “fine del mondo”

di Roberta Valtorta

sadiqkhan

Apriamo con la foto di Sadiq Kahn, nuovo sindaco di Londra, la riflessione di Roberta Valtorta su stereotipi di genere e ignoranza e inconsapevolezza imperanti su questo delicatissimo tema. Kahn, che tra l’altro è padre di due figlie adolescenti, ha invece subito deciso di vietare l’affissione di manifesti con immagini femminili “dannose” nella metropolitana e sui mezzi di trasporto pubblici. In altre parole: qui si chiacchiera, li si fa.

Nell’ultimo periodo ho pensato di frequente: «Questo è interessante, potrei proporlo a Paola».

Mi sono fermata spesso a riflettere su quello che avrei potuto scrivere, ma ogni volta che aprivo un nuovo file finivo con il guardare per ore la barretta lampeggiante senza riuscire a buttare giù nemmeno una parola. Stavo lì, col vuoto in testa e tra le dita. Il tempo poi passava, io procrastinavo e pensandoci giorni dopo mi sembrava tutto così inutile che lasciavo stare, per buona pace del cestino che si riempiva con le bozze.

Sono passati mesi e ora ho deciso di lanciarmi.

In queste settimane, ho visto cose terribili: orrori mediatici, da social network e linguistici. Ho capito, a mie spese, che purtroppo c’è ancora tanta gente che non comprende, che ci passa sopra, che fa spallucce svalutando sforzi e ricerche.

Qualche tempo fa, nel presentare un lavoro su stereotipi di genere e “donna oggetto”, ho fatto uno dei più grandi errori che si possano commettere in questo mondo: dare per scontato che tutti gli altri la pensino come me. Ero convintissima di ogni parola e per un secondo ho addirittura avuto il dubbio di aver scelto un argomento troppo banale e carico di ovvietà. Non è stato così.

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“Parlamentari Pdl prostitute”: bufera su una finiana

Angela Napoli “non ha escluso che parlamentari del Pdl siano state elette dopo essersi prostituite”. Scoppia la bufera, Fini: “Si scusi”

Nello scontro interno al partito di maggioranza, il Pdl, esplode anche il caso delle “parlamentari prostitute”. A innescarlo è stata Angela Napoli, ex pdl e ora nel gruppo parlamentare dei finiani, Futuro e Libertà per l’Italia, che in un’intervista non ha escluso che “senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite”. “Purtroppo – ha aggiunto – può essere vero e questo porta alla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale. Continua a leggere