Uno scrigno di memoria

di Lucia Paciaroni*

Donne della realtà Editrice di Paola Ciccioli ha pubblicato il libro “La Maestra” che raccoglie i “Racconti dall’Italia scalza” di Anna Caltagirone apparsi qui nel corso degli ultimi cinque anni. Con il coordinamento della responsabile del blog e il sostegno dei Comuni di Urbisaglia e San Severino Marche il progetto ha preso piano piano la forma e la consistenza del volume, di cui la studiosa di Storia dell’educazione Lucia Paciaroni ha gentilmente accettato di scrivere la postfazione. Eccone un estratto qui di seguito.   

La foto è stata scattata dalla coordinatrice del blog sul piazzale del Santuario della Beata Vergine di Lezzeno subito dopo il ritiro dei volumi dalle Grafiche Rusconi di Bellano (Lecco). Il libro “La Maestra. Racconti dall’Italia scalza” (Donne della realtà Editrice, luglio 2021) può essere richiesto all’indirizzo email cicciolipaola@gmail.com

«Uno scrigno di memoria». È così che Paola Ciccioli, curatrice di questo volume, ha definito la maestra Anna Caltagirone in occasione dell’incontro «La mia ‘scuoletta’ a Pitino» – tenutosi il 18 maggio 2019 alla “Locanda del Castello” – organizzato da Paola in collaborazione con il Comune di San Severino Marche e con il patrocinio del Centro Studi Marche di Roma e il blog Donne della realtà di Milano. L’iniziativa ha rappresentato una preziosa occasione per ascoltare i tanti ricordi di scuola della maestra e per intrecciarli con quelli di coloro che un tempo erano seduti sui banchi di legno a tre posti, ancora impressi nella memoria della Caltagirone. Continua a leggere

Gli Stati Uniti, tre romanzi e la forza generatrice delle migrazioni

di Carla Bielli

Tre bei romanzi: “Keyla la rossa”, “Middlesex”, “Sognando la luna”. Li elenco

La demografa Carla Bielli con il suo ebook reader con cui ha felicemente sostituito i libri di carta. Senese di origine, abita da molto tempo a Roma e anima, insieme con Maria Luisa Marolda, il gruppo “Il vizio di leggere”

in ordine alfabetico: è anche l’ordine nel quale li ho letti, senza soste, molto rapidamente, segno che li ho trovati avvincenti. Isaac Bashevis Singer, Jeffrey Eugenides, Michael Chabon, tre autori, il primo è un premio Nobel, gli altri due premi Pulitzer. Tutti e tre sono portatori di esperienze migratorie: Singer è un immigrato, Eugenides e Chabon sono figli e/o nipoti di immigrati.  Nei tre romanzi vengono narrate storie di migrazioni; ecco il motivo per il quale, oltre all’intrinseco piacere della lettura, vi scopro una specie di “valore aggiunto”: un invito a riflettere su effetti e conseguenze delle esperienze migratorie, all’inizio del secolo scorso, da una parte nelle storie di vita dei personaggi (a loro volta migranti essi stessi, o nati da genitori migranti), dall’altra nella società americana.

Approdare negli States significava per molti, come per i migranti qui narrati, raggiungere un rifugio, scampare alla miseria nel migliore dei casi, molto spesso sopravvivere a una qualche forma di persecuzione.

Ma andiamo per ordine. Una breve presentazione di trame e personaggi, prima di tornare alle considerazioni accennate.

Keyla la rossa (Adelphi). Protagonista, fin dal titolo è una prostituta. Il clima narrativo è colorato e cupo nello stesso tempo. Prima Varsavia, ghetto ebraico, descritta con tinte e sapori dell’epoca, poi New York tra persone appena arrivate, idiomi originari e un inglese incomprensibile, povertà ma libertà.

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